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Premessa importante sui Progetti


By Roberto Franzè admin - Posted on 14 giugno 2010

Salve a tutti,

Finalmente si sono delineate delle idee da sottoporre all'attenzione degli iscritti e di tutti coloro che sono interessati alla realizzazione di ecovillaggi.

Costruire un ecovillaggio non è semplice vi sono molte scelte da fare, in questi anni ci siamo confrontati e sono emerse delle difficoltà, ne elenchiamo alcune che riteniamo più importanti, cercando anche di rispondere con consigli e linee guida per la realizzazione dei progetti.

Esistono difficoltà che devono essere necessariamente risolte in fase di progetto, vediamone alcune:
1) Le persone non possono allontanarsi dal luogo dove lavorano, se non trovano una attività alternativa che gli permetta di mantenersi.
2) Alcune persone sono interessate, ma dispongono di una cifra iniziale da investire minore di quella che potrebbe occorrere per la propria parte.
3) In molti pensano che il cambiamento debba essere graduale ed attuato nel tempo.

Risposta: Ecolcity è una iniziativa che è indirizzata alle persone oneste e di buona volontà, quindi ogni progetto deve essere concepito per essere accessibile a persone di tutti i ceti sociali, razze e religioni.
In tutti i progetti presentati nessun individuo o eventuale società, potrà avere o acquisire una quota maggiore di quella degli altri soci.
I progetti debbono poter essere realizzabili in piccoli passi; alcuni potrebbero acquisire inizialmente la loro quota terreno e parti comuni ed in seguito, realizzare in tempi successivi la propria abitazione.

Esistono altri problemi ai quali si cercherà di dare una risposta strada facendo:
4) Alcuni non hanno la possibilità economica di investire ma sono comunque interessati.

Risposta: Se una persona non ha beni o contanti da investire, non è consigliabile per lei far parte del gruppo di persone che possono iniziare a sperimentare un progetto. Ogni progetto non è privo del rischio di fallimento, ed è meglio che rischi chi ha soldi propri e non magari chi ha preso prestiti dalle banche.
Se il progetto prende forma e parte, si possono creare dei meccanismi per far aderire persone che eventualmente possono versare la loro quota lavorando nell'ecovillaggio.
Si sta anche pensando ad una forma di cooperativa sociale, dove esistono soci fondatori, soci lavoratori e soci sostenitori esterni.

5) Il partner e/o i figli non sono preparati al cambiamento di stile di vita.

Risposta: E' meglio attendere una prima realizzazione da parte di altri, in modo che poi visitandola probabilmente l'interesse viene. Un consiglio che possiamo dare è questo: vi sono alcune ecocomunità già funzionanti in Italia, andare a visitarle puo essere un buon inizio per comprendere se si è adatti a questo modo di vivere.

Esistono altri problemi ai quali è meglio dare subito una risposta chiara:
6) Alcuni vogliono prima vedere un progetto definitivo, per poi decidere se partecipare.

Risposta: Nella fase iniziale non esistono progetti definiti, noi riteniamo che la creazione di una comunità di persone che dovranno gestire beni comuni, debba richiedere la partecipazione attiva di tutti gli eventuali soci, quindi non si prevedono per ora progetti già predefiniti dove si cercano solo soci finanziatori.

Esistono problemi che sono comuni a tutte le iniziative sociali e attività di tipo cooperativo:
7) Reperire i terreni, avere i permessi per costruire, trovare le persone interessate e gli specialisti nei vari settori, costruire l'armonia necessaria ecc...

Risposta: Non sono cose di poco conto, ma a parte i permessi delle amministrazioni statali, gli altri dipendono dalla nostra volontà e dalla nostra capacità di collaborare insieme, quindi ognuno di noi deve essere convinto che la socialità, la collaborazione e l'Amore verso gli altri e la natura, siano scritte nel suo DNA o meglio nel suo cuore.

Stabilite alcune delle difficoltà, quando non si parla più di idee ma si parla di Progetti e di Lavoro, è importante anche stabilire in quale contesto economico si pensa di dover agire.

Illustriamo le principali ipotesi prese in considerazione:

1) Se la crisi economica si risolve con una nuova e duratura ripresa, gli ecovillaggi ed altre iniziative ecologiche rimarranno dei progetti per coloro che amano la natura e la propria salute, e difficilmente si riuscirà a fermare questo sviluppo inquinante, che a nostro avviso (nel lungo termine) porterà a problemi gravissimi.
Sicuramente, in questo caso, le persone che aderiranno a questa iniziativa o ad altre simili, non saranno in numero sufficiente ad imprimere un cambiamento di mentalità nella società.

2) Se si avrà un lungo e lento declino economico, le Ecolcity ed altre iniziative ecologiche diventeranno un buona alternativa di vita e di lavoro, e nel medio e lungo termine daranno luogo a cambiamenti importanti nella società.

3) Se la crisi avrà un veloce ed importante declino economico di lunga durata, le Ecolcity e/o altre iniziative ecologiche diventeranno (per gli aderenti) una buona possibilità di affrontare la crisi alimentare e sociale che si avrà.

4) Se la crisi economica, sarà violenta, profonda e duratura, gli ecovillaggi dovranno essere fatte in luoghi lontano dalle grandi città e saranno (per gli aderenti) come dei rifugi.

Noi pensiamo che, a parte la prima ipotesi, qualunque delle altre possa accadere non dobbiamo farci trovare impreparati.

Questo è principalmente lo scopo del progetto Ecolcity, ed è anche il perché in questo sito si parla molto di crisi.
A nostro avviso dobbiamo preparare diversi progetti che contemplino diversi scenari e dobbiamo pensare delle soluzioni (o vie di fuga) in ognuno di loro.
Riteniamo che probabilmente per gli ultimi due scenari lo stato non potrà organizzarsi in soccorso dei cittadini, che dovranno cavarsela da soli.

Personalmente come promotore dell'iniziativa, non vi nascondo che a volte mi auguro che la seconda ipotesi si avveri, perché ho paura che altrimenti un giorno finiremo per dover affrontare altre problematiche molto più dolorose.

Ora passiamo alle idee e ai progetti

Per accedere alle idee o basi di progetto presentate vedere le voci sul menù a discesa di questa sezione.

Per quanto sopra esposto è auspicabile che le idee ed i progetti che vengono presentati, tengano in conto il più possibile le problematiche emerse, ed i diversi scenari economici presentati.

Saluti e buona lettura

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Ciao Roberto.

E' un po' che non mi faccio vedere, non tanto perché ho perso la fiducia, piuttosto avevo bisogno di andare a saggiare "sul campo" la volontà delle persone e di documentarmi su possibili strategie da adottare per superare i problemi che hai descritto in questa pagina.

Ragazzi... la gente comune può solo seguire, niente di più.

Non importa a quale ceto sociale appartengono, le persone disposte solo ad immaginare un futuro diverso sono pochissime e fortunatamente ecolcity funge da prezioso catalizzatore.

Dovremo arrangiargi tra di noi.

FabriN ha descritto le soluzioni adottate dai ricconi, noi risponderemo con la forza dell'associazione e del GRATIS!

Aprirò un argomento di discussione apposta dove descriverò i miei intenti.

Per Roberto
io ipotizzo addirittura una possibilità 5: negli ultimi giorni ( vedi ILVA e sistema sanitario ) si è palesato il fatto che l'opera di smantellamento sociale ad opera del governo procede a ritmi serrati. Non è più questione se realizzare o meno una zattera di salvataggio, è questione di quanto tempo ci rimane per farlo...
Il petrolio a buon prezzo si esaurisce ogni giorno con sempre maggior velocità, ne consegue che la nostra "dieta" a suon di tasse da fantascienza e altri provvedimenti criminali non può e non deve conoscere pause.

Sul Titanic chi attese in fila il proprio turno per le scialuppe finì veramente male.
E' tempo di legare assieme tavoli e sedie delle sale ristorante ( metaforicamente parlando ) e portarle in acqua, perché quando la nave sarà andata a fondo, purtroppo, non ci sarà più veramente niente da fare.

A presto!

"Sul Titanic chi attese in fila il proprio turno per le scialuppe finì veramente male"
Mia modesta opinione, è difficile non essere d'accordo con questa frase...

 

Antonio

Bentornato tra noi mmassa79.
Non ti nascondo che abbiamo sentito la tua mancanza, due anni sono tanti per un progetto che sarebbe dovuto partire nell'immediato ma non importa. Ciò che conta è che tu sia di nuovo tra noi per metterci a disposizione tutti gli elementi che in questo tempo sei riuscito a raccogliere, però permettimi una battuta l'oggetto del tuo ritorno lo hai intitolato "è ora di farlo sul serio". La mia domanda è:
" Ma due anni fa credivi che noi stessimo scherzando?".
Per noi era ora di farlo sul serio anche due anni fa e forse anche prima. Ciao

Con sincero affetto.

Paolos

Ciao Paolos

sì, in effetti ho scelto un titolo piuttosto provocatorio e non volevo ovviamente offendere nessuno.

In questi due anni ho cambiato lavoro da operaio di fabbrica ad assistente caldaie. Questo mi ha permesso di entrare in contatto con le personalità più disparate e purtroppo, come dicevo, a prescindere dal ceto sociale d'appartenenza, il 90% dei soggetti si lamenta della situazione ma pretende al contempo di continuare a mantenere inalterate le sue abitudini di consumo.

E' chiaro che non potrà più essere così in futuro.

Mentre da un lato si insinuava la rassegnazione dentro di me, dall'altro la certezza che l'associazionismo mutualistico rappresenti l'unica via per il futuro non voleva cedere.

Nelle mie ricerche mi sono così imbattuto nella realtà di Bagnaia, che probabilmente conoscerete.

A quanto ho capito i soci fondatori si sono costituiti come ONLUS e parimenti hanno dato vita ad una cooperativa agricola. Questo ovviamente porta a vantaggi di tipo fiscale.

Mi rendo conto che si tratta di una forzatura, ma lo stato a quali tipi di forzature ci obbliga?

Credo che sia doveroso prodigarsi a difendersi fiscalmente con tutti i mezzi che abbiamo e la strategia appena descritta mi sembra adeguata, ovviamente spero che qualche commercialista dia un'occhiata a questa pagina e dica la sua in merito.

Un altro aspetto sul quale ho voluto concentrarmi era l'abbattimento dei costi di realizzazione dello stabile.

Ho descritto brevemente i punti salienti nel nuovo argomento di discussione, ma in buona sostanza si tratta di mettere l'uno al servizio dell'altro. E' vero che ho preso in considerazione il solo aspetto edile ma penso che il basso costo dei materiali rapportato a quello del lavoro finito possa valere anche a quello idraulico ed elettrico.

Per i terreni ho già sentito in molte occasioni i miei clienti dirsi pronti a darli in beneficenza alla chiesa o a svenderli. Non credo quindi che sarebbe troppo difficile accordarsi per poterli usare in cambio di servizi di assistenza elettrica, idraulica ed edile nei confronti del proprietario.

C'è ancora molto da discutere e da fare e forse i tempi tragici che stiamo vivendo saranno lo sprone necessario che ci farà portare in porto il nostro progetto.

 

A presto!

Ciao Roberto, in questi giorni l'idea principale che aleggia sopra tutte nella testa delle gente onesta è quella di fare "fagotto" e lasciare questo stato di ladri. Stanno veramente arrivando alla frutta e la cosa peggiore e che fanno ricadere tutti i malefatti sulla povera gente. Il sistema corrotto è troppo grande da affrontare e persino troppo protetto, certo hanno pensato a tutto loro, siamo noi che siamo troppo impreparati e disorganizzati. La proposta mi sembra l'unica alternativa valida possibile per uscire da una futura (?) crisi. La Cina ha già realizzato delle "isole" ecologiche per pochi eletti e, un'altra società Austriaca realizza "isole" super organizzate a soli 5Ml di Euro cad.. Anche queste destinate ai soliti super-vip. Io credo che non potrebbe esserci risposta migliore a questi esempi di megalomania con i quali vorrebbero scoraggiarci e farci sentire sempre più incapaci di reagire di Ecolcity. Ben venga la proposta. Anche se sarà dura è un ottima alternativa e, consideratemi dei vostri. fab

Ci sono anche io

Ciao FrabriN,
ti consiglio di iscriverti, perchè per ora l'unico modo di informare le persone di una iniziativa  è l'invio di una news letter agli iscritti.

Saluti

Roberto Franzè

ci ho pensato, ho dato un occhio all'ecovillaggio di jaopo fo e ne ho capito i limiti, ho trovato forse una soluzione migliore.
Prima di pensare all'ecovillaggio bisogna CAMBIARE noi stessi, non ha alcun senso costruire un ecovillaggio di lusso, con tutte le ultime tecnologie a 350.000 a casa, si finisce per essere ecosostenibili ma schiavi delle banche!
La soluzione e' una o meglio sono due, la prima e' il minimalismo, la seconda la decrescita (in una delle sue accezioni ). Prima bisogna liberarsi del consumismo .. del TUTTO, circondarsi solo dell'essenziale ma  senza rinunciare a nulla e men che mai  alla tecnologia. Portare con se la cultura in un kindle da 80g con 2000 libri, internet in un portatile, ma liberarsi del grattaformaggio elettrico (!) di 30 paia di scarpe (!!) ecc.. minimalismo! La decrescita la conosciamo, riprendiamo a produrre beni che non sono merci , doniamo il nostro tempo, creiamo spazi comuni, condividiamo gli attezzi che usiamo poco, l'energia ecc.. 
Quando avremo cambiato noi stessi scopriremo che una casa piccola e' piu' semplice da riscaldare e raffrescare di una grande, INCREDIBILMENTE piu' semplice, quello spazio in piu' ci serve? Perche'? E se sotto la casa ci mettessimo due ruote e la piazzassimo su un terreno agricolo con trattamento acque grigie,  toilet a compostaggio, pannelli solari..
Non sto parlando di roulotte ma di case di legno coibentate , cercate su internet "tiny house" , un ecovillaggio di piccole case magari semoventi su terreno coltivabile , potremmo fare ricerca (migliorarne la sostenibilita'), vendere i progetti o anche le casette gia' pronte.. i costi? Da 10.000 euro a casa fino a 50.000 euro e se le facciamo in serie i prezzi si abbassano 

 

 

Se ben realizzato secondo me un progetto come questo è la chiave del futuro.
fai un fischio e vedrai cheio e la mia ragazza risponderemo!

Ciao Antonio

Le uniche persone al quale io posso fare un fischio sono quelle inscritte al sito ed alla newsletter, altrimenti dovrai visitare il sito ogni tanto per vedere se ci sono novità.

Saluti

Roberto Franzè

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