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Obiettivi del Progetto Ecolcity


By Roberto Franzè admin - Posted on 25 luglio 2008

Le grandi città attuali, sono state create in un periodo in cui le fonti energetiche si pensavano inesauribili ed erano a basso costo.
Le città moderne hanno alla base del loro funzionamento la necessità di grande quantità di energia per il funzionamento delle strutture, per il trasporto di alimenti e prodotti e per il movimento delle persone che le popolano.

Le città attuali si stanno rivelando invivibili a causa dell'inquinamento che producono e non sono adatte a funzionare in caso di una grave crisi energetica ed economica.

Il Progetto Ecolcity si propone di invertire il flusso che ha portato milioni di persone nelle città, e di promuovere lo spostamento di migliaia di persone in nuove comunità e mini città autosufficienti.
Il deflusso si attuerà in due precise fasi: Ecolcity F1 (fase 1) ed Ecolcity F2 (fase 2).

Ipotesi di Progetto:

Le Ecolcity F1 (fase 1) sono delle strutture nuove che devono nascere con criteri ben precisi. Adatte ad ospitare dai 50 ai 300 abitanti queste rappresentano la prima via di uscita dalle grandi città. Devono nascere in piccoli ecosistemi completi, il che significa: terra fertile, presenza di acqua non inquinata (anche sotterranea), presenza di alberi, vicinanza a grande città ed essere ben collegate con essa.

Le Ecolcity (comunità fase2), saranno invece delle mini città di massimo 100.000 abitanti, che verranno costruite ex novo sulla base delle esperienze accumulate dalle Ecolcity F1 (fase 1) più piccole.

Le Ecolcity F1 dovranno essere autosufficienti per una percentuale >50% sia per l'energia che per l'alimentazione. Le comunità F1 in caso di crisi energetica ed economica dovranno poter sopravvivere come società tipicamente agricole.

Le Ecolcity F2 saranno invece delle città autosufficienti per una percentuale >80% per tutti i bisogni primari tipici e per una percentuale >30% per i bisogni secondari di una società evoluta. Le mini città F2 in caso di crisi energetica ed economica dovranno poter sopravvivere come società evolute autosufficienti a regime ridotto.

Il progetto non avrebbe senso, se non fosse oramai evidente, come le città esistenti si stanno saturando sia come mobilità che inquinamento.
Nel caso poi ci fosse scarsità di risorse energetiche, con conseguente crisi economica, allora le attuali città diverranno una macchina inceppata, costringendo milioni di persone, ad una vita miserevole.

Il progetto non è nuovo, è stato adottato spesso in millenni, in periodi di forte crisi economica, ridare la terra ai popoli, o dopo rivoluzioni, o da parte di imperatori, statisti e dittatori, è stato il modo per far mangiare milioni di persone che nelle città non avrebbero trovato sostentamento.

In Cina è stato avviato un progetto per la costruzione di 400 città ecologiche in 30 anni, la prima città Dongtan avrà i suoi primi abitanti nel 2010.
Noi dobbiamo partire al più presto e fare la stessa cosa, magari in proporzioni ridotte,
questo a nostro avviso potrà anche innescare un nuovo processo economico, che ci aiuterà a ridurre l'impatto della recessione economica in arrivo.

Ma questo dobbiamo farlo noi cittadini, perché questi non sono certo i progetti in cui costruttori e speculatori vogliono investire.
L'alternativa che in questi anni ci hanno proposto i nostri politici, è la cementificazione delle periferie delle città con quartieri dormitori, costruiti con criteri energetici di 30 anni fà.
Milioni di persone si stanno condensando nelle periferie delle città aumentandone tutti i problemi di vivibilità, circolazione ed inquinamento.

Case sempre più piccole a costi sempre maggiori, hanno costretto milioni di famiglie e di giovani ad indebitarsi per cifre consistenti per 20-30-40 anni, nel caso vi fosse una ripresa dell'inflazione, con conseguente aumento del costo del denaro, milioni di persone perderebbero la loro casa.

Ecolcity F1 (fase 1) vuole essere un progetto delle persone, non dei burocrati, e sarà un progetto semplice alla portata di molti, che se fatto insieme costerà ancora meno.

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Ottimi spunti di riflessione con proposte alternative al nostro vivere attuale, peccato che quelli come noi che prendono seriamente in considerazione questi progetti siano veramente pochi.

Sarebbe davvero una cosa fantastica...diciamo un sogno che si potrebbe realizzare,soprattutto per dare un futuro migliore ai nostri figli...

Ci vorrebbe una pubblica amministrazione che non fosse corrotta come quella Italiana,e magari che avesse più a cuore il futuro del nostro bel paese.....forse è utopia?

E' qualche anno che, riflettendo su varie cose, ho sempre più il desiderio di vivere in maniera più naturale, facendo più cose da me e riducendo il mio impatto complessivo sull'ambiente. Al'inizio pensavo più che altro a scappare in una casa in campagna, poi ho iniziato a cercare soluzioni più d'insieme, perchè mi risultava sempre più chiaro che da soli è potenzialmente più costoso, noioso e poco incidente sulla società.
Leggendo di esperienze in tal senso, di cohousing ed ecovillaggi, mi è sempre venuto più spontaneo pensare che per iniziare davvero a mutare la struttura della società tali ecovillaggi dovrebbero quanto più possibile inseririsi all'interno di un progetto coerente e porsi l'obiettivo di sostituirsi alle città come regola del modo di abitare; e, nel fare ciò, cercare di utilizzare (o quantomeno lasciar libere le persone di utilizzare) quanta più tecnologia possibile, in particolar modo se si parla di tecnologie che diminuiscano di molto l'esigenza di lavoro manuale e se nel fare questo richiedono bassi consumi di risorse; oppure se si tratta di tecnologie che ti permettono di tenerti in contatto col mondo senza muoverti (senza che questo significhi che bisogna starci incollati, a questi mezzi, e che non bisogna viaggiare).
Per quanto riguarda l'apertura alle tecnologie utili (poi chi vuole fare diversamente faccia pure) la ho trovata nell'esperimento, ancora in corso, di ecovillaggio di Jacopo Fo. Per quanto riguarda il discorso della visione fin da principio sistemica la trovo qui..addirittura in una connotazione open source, per favorire la circolazione dei concetti!
Che dire...credo e spero (tra le tante cose da fare) di trovare un po di tempo per commentare e partecipare allo scambio di idee.

Anticipo intanto, riguardo al discorso della visione d'insieme, del progetto coerente con l'ambizione di sostituirsi alle città (seppure in cluster fatti da nuclei da dimensioni più ridotte...non ho nessuna fiducia che le grosse città possano mai essere la risposta), che un buon modo per predisporre un ecovillaggio a diventare una ecocittà di 100.000 abitanti potrebbe essere quello di progettare e costruire in maniera  modulare (almeno negli ecovillaggi costruiti ex-novo, che lo permettono). Ma di questo, e dei "dettagli di primo livello" di questo, vedrò di parlare appena ho più tempo..adesso è tempo di dormire.

Saluti.

Salvatore Gagliano

Ciao a Tutti,
chiedo scusa innanzitutto se il mio commento non si staglia e non si inquadra con la filosofia del sito. Io sapevo che il nostro mercato era regolato dalla legge della domanda e dell'offerta, ma da qualche tempo non è più così.
Vorrei capirci qualcosa.

Questo è quello che penso io:
Noi viviamo in un sistema dove la domanda è creata artificialmente attraverso la pubblicità, ed infatti si spende per molte cose inutili.
Il nostro modello di sviluppo funziona finché le persone riescono facilmente ad accedere ai prodotti di prima necessità.
Questa crisi porterà milioni di persone alla povertà ed allora saranno necessari nuovi modi di vivere.

Per ora noi cerchiamo di creare una alternativa che ancora molti non pensano sia utile, ma tra qualche anno vedrai che la domanda aumenterà ed anche di molto.

Saluti

Roberto Franzè

Ciao a tutti, sono madre da poco più di un anno...credo ci sia voluto un gran coraggio se non incoscienza a far nascere una creatura in questo periodo...visto che le avvisaglie dello sfacelo cui questa società stà andando incontro sono ormai evidenti da tempo...eppure...mi trovo qui con la mia bambina e mio marito, a fare un lavoro che non produce che aria fritta e forse anche cervelli fritti (telefonia mobile...) circondata da persone indottrinate al materialismo gestite come numeri da aziende che cercano di spremerle come limoni per poi gettarle nell' umido quando i loro interessi si spostano su altre nazioni dove il costo del lavoro è nettamente più basso e la gente assolutamentre meno esigente-la frustrazione per due idealisti è tanta soprattutto quando si è cercato di risvegliare gli animi dall'interno come sindacalisti (in questo caso mio marito con maggior speranza di riuscita- io con occhi decisamente più disincantati), è altro non s'è realizzato se non che spesso le persone che cerchi di difendere spesso non sono tanto diverse dai loro carnefici...e qui mi torna alla mente la descrizione dei terrestri nel film...
scusatemi se sono andata decisamente fuori tema ma credetemi...ieri ero così disperata e pervasa da un totale senso di impotenza da lanciare su google la ricerca "società auotosufficienti" e così ho trovato questo sito...il mio è un desiderio di fuggire da questo mondo alterato, per ritrovare la purezza....Cosa penso di questo progetto in poche parole? credo che da un lato rappresenti la risposta alle mie preghiere, dall'altro mi chiedo come lo si possa realizzare in concreto...non vedo difficoltà insormontabili (se sono stati in grado i Damanhuriani di scavare una montagna?! ) e vorrei poter essere d'aiuto....

Ah dimenticavo siamo di Asti

Elisa

Ciao Elisa
Intanto sei già stata di aiuto con questo tuo commento perfettamente in tema con l'obiettivo del sito.
Non è da incoscienti fare bambini, a mio avviso è da incoscienti non fare nulla per lasciargli un mondo migliore.
Poi deve dire che sei stata molto brava, ti sei iscritta, hai lasciato un account skype, una immagine che da come scrivi ti rappresenta, un commento che vi rappresenta, se tutti fossero partiti così saremmo molto più avanti. Non ti sei iscritta alla newsletter, all'inizio io mi permetto di iscrivere tutti, tanto se non si è interessati ci si può cancellare alla ricezione della prima email (per ora questo è l'unico modo per far conoscere le nuove iniziative del sito).

Le cose che, per ora, puoi fare concretamente sono queste:

1) Leggere il sito, commentare e criticare quello che non ti piace, inserire le tue idee e quelle di tuo marito nelle apposite aree, far conoscere questa iniziativa ai tuoi amici, ecc...

Luca, un ragazzo che vive in Inghilterra, ha pronunciato una parola (che per me ha un significato importante) riferita al sito: ".. nostro ... ", questa è la cosa importante... capire che questo sito appartiene a tutti coloro che lo costruiscono, come sarà per le comunità reali.
Se non riusciamo a creare comunità di persone, che progettino insieme il loro futuro, difficilmente saremo in grado di costruire dei sistemi ecologici reali.

2) Proporsi come promotori (nella sezione iniziative) di un possibile progetto nella propria città o regione, in modo di entrare in contatto con altre persone interessate.
Questo non significa per forza impegnarsi a costruire un villaggio, ma solo proporsi per valutarne la possibilità insieme ad altri.

3) Partecipare al sito con le proprie idee, segnalare progetti interessanti ed eventi.

4) Imparare ad usare software per disegno CAD ..... per pubblicare, scaricare e modificare i progetti che tutti i partecipanti inseriranno nel sito.
A mio avviso, disegnare  le proprie idee...... sarà un' ottima scuola per sviluppare capacità mentali che ci aiuteranno a ritornare creativi.

Saluti e grazie
Roberto Franzè

Roberto Franzè

Salve, tutto bellissimo, ma quanto puó costare?
E quali possono essere gli ostacoli burocratici?
Scusate sono molto pragmatica :)
Le idee sono fantastiche... Ma vorrei capire meglio.
Grazie
Claudia (Milano)

Si inizia a stadi, lo stadio iniziale che è l'acquisto del terreno dai 20.000 - 25.000 euro, nel tempo le persone scelgono come impostare il villaggio, la spesa complessiva, può essere tra 80.000 - 120.000 Euro.

Se ti interessa il progetto ti consiglio di iscriverti, cosi sarai informata di tutte le novità.
Saluti

Roberto Franzè

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