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Ecolcity ed il lavoro


By Roberto Franzè admin - Posted on 29 aprile 2009

Salve a tutti,

Come avrete notato finora non ho parlato di eco lavoro nelle Ecolcity, perché ritengo che questa possibilità sia ancora lontana.
Non voglio lanciare speranze che non so se avranno futuro; però la situazione attuale del lavoro e le richieste di alcuni di voi, mi hanno spinto ad accennare a questa cosa.

Di questi tempi sul lavoro è meglio essere chiari, io sono un lavoratore autonomo e sicuramente (prima dei dipendenti privati e statali) ho avuto e ho modo di vedere che la nostra economia si sta fermando, non sono in grado di sapere come la cosa si evolverà, ma come avrete letto nel sito, almeno nel breve tempo non sono ottimista.

La situazione attuale di Ecolcity, è che ci sono tanti interessati e pochi che si impegnano.
Non è una critica agli aderenti, io ci ho messo anni a fare la mia scelta, quindi comprendo le incertezze e le titubanze di molti; è solo uno spronarvi a prendere la decisione di collaborare attivamente, visto che in parte voi vi trovate la strada già tracciata ed anche perché, non è chiaro come evolverà lo scenario economico e sociale in un prossimo futuro.

Ecolcity è uno spazio aperto e non ha padroni (verrà costituita una fondazione), non ha scopo di lucro, ed ha come principale obbiettivo, di aiutare chi non si ritrova in questo sistema iniquo, inefficiente ed inquinante a crearsi una alternativa di vita in cui crede.
Vuole impedire che milioni di persone, specialmente i giovani, diventino schiavi del debito solo per avere una casa, e/o siano costretti a fare un lavoro che non amano, schiavi di qualche multinazionale.
Vuole veder crescere i bambini a contatto con la natura, in modo che imparino ad amarla e rispettarla ed a credere ed imparare a costruire il proprio futuro; e non a crescere schiavi di governi al servizio delle multinazionali, che li educano solo ad essere stupidi consumatori.

Stiamo scommettendo sulla parte migliore dell'uomo, convinti che se l'uomo si allontana da questo sistema, sarà capace di far emergere (con il tempo e con fatica) la parte migliore di se (molti ci stanno riuscendo, per alcuni aspetti, anche in questo contesto negativo).

Ecolcity per ora non è una realtà, ma  vorrei chiarire che, se si dovessero concretizzare alcune iniziative, si cercheranno competenze e forza lavoro all'interno degli iscritti; in modo di favorire coloro che hanno meno possibilità economiche di procurarsi i fondi per partecipare all'iniziativa.

Prima di parlare di lavoro, però ci sono altre valutazioni da fare, e la prima su tutte è come finirà questa attuale crisi economica.

Illustro realisticamente le principali diverse ipotesi:

1) Se la crisi economica si risolve con una nuova e duratura ripresa, le Ecolcity ed altre iniziative ecologiche rimarranno dei progetti per coloro che amano vivere a contatto con la natura, e difficilmente si riuscirà a fermare questo sviluppo inquinante, che a mio avviso (nel lungo termine) porterà a problemi gravissimi.
Sicuramente, in questo caso, le persone che aderiranno a questa iniziativa o ad altre simili, non saranno in numero sufficiente ad imprimere un cambiamento di mentalità nella società.

2) Se si avrà un lungo e lento declino economico, le Ecolcity ed altre iniziative ecologiche diventeranno un buona alternativa di vita e di lavoro come leggerete di seguito, e nel medio e lungo termine daranno luogo a cambiamenti importanti nella società.

3) Se la crisi avrà un veloce ed importante declino economico di lunga durata, le Ecolcity e/o altre iniziative ecologiche diventeranno (per gli aderenti) una buona possibilità di affrontare la crisi alimentare e sociale che si avrà.

4) Se la crisi economica, sarà violenta, profonda e duratura, le Ecolcity dovranno essere fatte in luoghi lontano dalle grandi città e saranno (per gli aderenti) come dei rifugi.

Quello che io penso è che, a parte la prima ipotesi, qualunque delle altre possa accadere non dobbiamo farci trovare impreparati.
Non vi nascondo che a volte mi auguro che la seconda ipotesi si avveri, perché ho paura che altrimenti un giorno finiremo per dover affrontare le altre.

Questo è principalmente lo scopo del progetto Ecolcity, ed è anche il perché in questo sito si parla molto di crisi.
A mio avviso dobbiamo preparare un progetto che contempli diversi scenari e dobbiamo preparare delle soluzioni (o vie di fuga) per ognuno di loro.
Molto probabilmente per gli ultimi due scenari lo stato non potrà organizzarsi in soccorso dei cittadini, che dovranno cavarsela da soli.

Il Lavoro

L'idea del lavoro in Ecolcity (adatta alla 1° e la 2° ipotesi) è sostanzialmente questa:

Costruire le prime 3 Ecolcity (Nord - Centro - Sud), vicino a grandi città e ad arterie stradali (ben collegate); realizzare le Ecolcity per farle funzionare come fiere dell'ecologia aperte tutto l'anno.

Invitare le aziende del settore a fornirci a basso costo le loro tecnologie in cambio di una esposizione permanente dei loro prodotti in reale funzionamento e sfruttati da noi stessi.

Sviluppare competenze specifiche, attraverso la realizzazione delle prime Ecolcity, per poi proporci come agenzie sul territorio delle aziende del settore.

Proporci a nostra volta come progettisti e coordinatori delle aziende del settore, per la realizzazione di altri villaggi ecologici, ed a loro volta (si spera in molti) questi villaggi realizzati faranno lo stesso.

Tutto questo per accelerare il processo di creazione di migliaia di comunità, che dovranno avere una base propria di autosufficienza alimentare, ma potranno strutturarsi per la produzione di beni diversi da scambiare con le altre eco comunità.

Proporci come agenzie di vendita di tecnologie ecologiche da installare nelle città e nei comuni esistenti, sviluppare tecnici all'interno delle Ecolcity in grado di lavorare in questo settore.

Creare gruppi di lavoro unendo le competenze e le esperienze di più villaggi Ecolcity per proporre, alle amministrazioni pubbliche, la costruzione di mini città ecologiche e tecnologicamente avanzate.

La stessa cosa potrebbe avvenire per gli alimenti ecologici, le medicine alternative, le energie alternative, i vestiti ecologici, ecc..

Le possibilità che una comunità ben organizzata possa diventare fonte di lavoro per molti di noi ci sarebbero.
Ma quello che ora mancano sono le comunità, ed io per quanto posso sforzarmi, impegnare il mio tempo, e le mie finanze non posso creare una sola comunità coesa ed impegnata, figuriamoci tante comunità.

Ora il futuro di Ecolcity dipenderà da coloro che vi partecipano, se un giorno avremo un lavoro e/o una casa in una delle tante Ecolcity, dipenderà solo dal nostro impegno personale e collettivo.

Un Saluto e grazie
Roberto Franzè

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Sono convinto che la soluzione per costruire un ecolcity esista . In realtà il problema è che non ne siamo consapevoli. Quando si cerca un approccio viene fuori sempre lo stesso discorso : non ci sono soldi o mezzi per realizzarlo. Niente di più sbagliato . E ovvio che singolarmente non abbiamo risorse economiche o altro , ma prendiamo l'ipotesi di volere tutti insieme accumulare denaro per costruire un ecolcity. Tutti insieme è una parola grossa non specifica chi in effetti ma ipotizziamo che fossimo mille persone a volerlo realizzare . Basterebbe che un gruppo di questi mille distribuisse generi alimentari a tutti gli altri , mi spiego meglio:

Punto primo

Persone che condividono  il programma decidono di mettersi insieme e fare un magazzino deposito alimentare, ipotizziamo siano una ventina e creano una cooperativa.

E un normale supermercato che vende prodotti simili a tutti gli altri supermercati almeno inizialmente. Chi è sensibile alla causa dovrebbe fare uno sforzo a comprare le cose in questo supermercato. Se è distante ci si può organizzare nel seguente modo : il supermercato è a Verona ma ci sono utenti di Milano che devono fare la spesa , fanno una lista per loro e possibilmente amici e parenti , si carica e si invia direttamente a casa. Ovviamente bisogna far si che il carico da trasportare sia adeguato ma credo che non sia un grossissimo problema la spesa si fa spesso almeno una volta alla settimana direi.

Risultato : non si fa la spesa alla migros , Famila , Pam, ma in un centro ecolcity

Punto secondo

Persone che condividono il programma decidono di rifornire il magazzino alimentare. Faccio alcuni esempi: tre persone iscritte quantomeno al sito decidono di produrre verdura che daranno al supermercato, due persone che decidono di produrre pane lo danno al supermercato e così via. Olio , aceto, carne , frutta , verdura . Insomma tutto quello che riescono via via a fare le varie persone sostituiranno i normali prodotti acquistati dalle multinazionali.

Aggiungo , la contabilità del negozio deve essere trasparente perché una volta divisi gli utili e le spese si distribuiranno i soldi in eccesso alle famiglie che hanno acquistato i prodotti oppure lasciarli in un fondo comune per realizzare un nuovo progetto

Risultato : distaccamento di alcune persone dal sistema lavorativo odierno, acquisizione di capacità produttiva di prodotti necessari, avvicinamento al progetto venere tramite ecolcity

CONSIDERAZIONE PERSONALE CON PUNTO DI DOMANDA.

Cosa succederebbe se in Italia nascessero migliaia di negozi alimentari del genere?

Combattere il sistema usando le sue regole potrebbe portarci lontano. Abbandonare la moneta a priori potrebbe anzi direi sicuramente creare limitazioni o difficoltà di scambio. Consideriamo anche che le persone potrebbero trovare possibilità di lavoro in questa cosa che andrebbe di pari passo con le difficoltà dei concorrenti sul mercato. Se ci sono 100 clienti da me e nessuno da te tu sei destinato a fallire ma puoi collaborare a quel punto con me. In questo modo si ridistribuirebbe il lavoro ma obbligando le persone a considerare ciò che è avvenuto. E cioè che col normale processo capitalistico il forte distruggerà sempre il debole e che deboli possiamo considerarci tutti se viviamo in maniera disassociata.  Ora,  che alto dire …..

Ciao a tutti, mi ha affascinato moltissimo questo progetto di Franze', che senza togliere  meriti a nessuno in qualche modo anch'io avevo pensato, cioe' il mio pensiero fisso, che mi e' venuto quando e' scoppiata la crisi, e' nato dal rigetto psicologico, della crisi stessa , nel senso che non e' possibile, che al giorno d'oggi, grazie alla tecnologia ed al sapere che disponiamo a livello mondiale, si possa insomma creare una fame o soltanto una condizione di povertà globale. 
Io sono soltanto un operaio nel campo elettrico e nell'automazione elettrica, quindi non potrei dare grandi sostegni, pero' vorrei contribuire con la mia idea di realizzare dei pannelli solari, sia per creare l'autonomia energetica per le ecolcomunita', sia per poterli vendere e quindi creare posti di lavoro ed un'economia comunitaria.
Per quanto riguarda le ecolocity, mi chiedevo perché non creare invece tante piccole comunità, organizzate con lo stesso scopo e ideale, ma con differenti produzioni, che si scambiano i prodotti senza circolazione di moneta ?
Ciao ancora e in bocca al lupo .  

boeing787

Ciao Manuele

Ogni attività, potrà essere di grande utilità per le eventuali ecolcity.

Il Progetto prevede tanti eco villaggi e poche ecolcity, vedi quì:
http://www.ecolcity.it/cms/obiettivi-progetto-ecologico-ecolcity

Roberto Franzè

Sono nuovo qui e non so ancora bene come sfogliare il sito , incompetenza mia ovviamente perche è fatto veramente bene. Volevo farti alcune domande :
hai persone che condividono e vorrebbero collaborare in maniera pratica ?
dove vorresti realizzare il primo ecolcity ?
ho visto che proponi tematiche per realizzare un ecolcity ma credo che tu un idea già te la sei fatta , se si diccela.
Magari hai già risposto a cose del genere . SCUSA IN QUEL CASO
Condividiamo molti pensieri è per questo che ti chiedo direttamente .
ciao

Ciao Cristiano,

Nessuna tua incompetenza, è il sito che deve essere migliorato, ed alcune migliorie sono già in progetto.

Alcune persone ci sono, ma un conto è il dire ed un conto è il fare.
Ecolcity per ora non vuole realizzare un villaggio, ma un progetto condiviso, sia per impegno che per idee, da tante persone; io non dico agli altri cosa bisogna fare perché è la comunità che deve decidere cosa fare.

Le mie idee io le ho espresse, tipo costruire dei villaggi che sono delle fiere ecologiche permanenti.

La prima Ecolcity verrà realizzata la dove si creerà un gruppo di persone che investiranno in un progetto condiviso.

Comunque io per ora mi accontento di trovare persone che vogliano conoscersi e collaborare insieme per costruire un progetto virtuale di un ecovillaggio; se riusciremo a fare questo avremmo una base comune dal quale partire.

Il problema a mio avviso non è trovare le eco tecnologie, ma le ecolpersone: http://www.ecolcity.it/cms/eco-persone

Ecolcity per ora è una laboratorio virtuale per la creazione di un nuovo stile di vita ecologico; se le persone aumenteranno a quel punto si avvieranno i progetti concreti.

Roberto Franzè

Grazie per la risposta .  Secondo il mio punto di vista la pensiamo nello stesso modo. E mi piacerebbe contribuire a questo progetto per adesso virtuale.
Sono iscritto anche sul sito thezeitgestmoviment.com e dopo parecchi mesi di dibattiti forse siamo arrivati a progettare qualcosa di concreto . Dico forse perche come saprai, non sai mai come la pensano le persone .
Abbiamo provato a fare una simulazione e il risultato sembra positivo anche se è tutto da verificare.
Provo a spiegarti ma prima faccio una premessa .
Per come la vedo io un ecovillaggio o un ecolcity deve nascere dentro di noi e cioè sviluppando quella capacità di vivere la vita in armonia con gli altri .
lo scopo non è puramente che sio io o tu a vivere in un ecolcity ma che questo sia realizzato per dimostrare una via alternativa a quella capitalistica odierna . Il resto dovrebbe essere una reazione a catena . Ti immagini un posto che sia quasi autosufficente , dove non ci sono ansie a fine mese; ecco l'idea sarebbe quella .
Ti spiego sinteticamente il progetto che stiamo proponendo:
Nel sito zg attualmente ci sono circa mille utenti .
Facciamo un gruppo d'acquisto inizialmente di generi alimentari .
i produttori saranno aziende esistenti ma se qualcuno degli iscritti vuole produrre una merce tipo patate allora sarà lui a darcele . E così via , potrebbe succedere che persone che condividono un progetto col tempo acquisiscono anche svariate competenze. In più i soci sarebbero destinati ad aumentare perche la voce gira e sia il gas che il movimento crescerebbe . Gli utili di chi gestisce non vanno tutti a loro ma trattengono uno stipendio più che ragionevole ed il resto messo in una cassa comune per un progetto più grande . Lo stesso fanno i produttori che provengono dal sito. In questo modo tutti avrebbero benefici e cioè : alcuni lavorerebbero altri risparmierebbero,ancora  si acquisirebbe una competenza enorme nei vari settori compresa tcnologia e in più si metterebbe da part dei soldi che servirebbero a costruire un ecolciti.Immagina se col tempo il gruppo d'acquisto avesse anche solo un milione di persone . in pratica fare la guerra al consumismo usando le sue stesse armi ma la differenza è che qui la gente passerebbe attraverso un processo di unione dove uno è tutto e tutto e uno. E spiegata un pò male ma non volevo essere troppo lungo . Mi interesserebbe sapere la tua opinione.
Ciao e grazie

Il tuo contributo come tecnico elettrico sarebbe un contributo mica da ridere!

Immaginiamo di avere muratori , elettricisti e idraulici in abbondanza per tirare su la prima ecolcomunità .
I soli costi si ridurrebbero al solo materiale con un risparmio veramente notevole.

Posso dirlo perché mi intendo pressapoco di un po' di tutte queste cose (anche se non in maniera specialistica in nessun campo).
Comunque negli ultimi due anni ho effettuato parecchi lavori di ristrutturazione in casa: ebbene i costi del materiale avranno influito al massimo per un 50% della mia spesa il resto è andato in bocca a degli "amici" che poi tanto amici non si sono dimostrati .

Voglio dire insomma che se vi fossero le persone giuste a collaborare avremmo dei costi di attivazione delle ecolcity di gran lunga più bassi di quanto possiamo immaginare.

E' per questo che mi prodigo nella ricerca costante di nuove persone in maniera che incontrino questo sito e le sue idee.

L'unione fa la forza e se vogliamo perseguire l'obbiettivo finale di questo sito , mai affermazione potrà essere più vera!

Abbiamo bisogno di tutti voi ! Qualunque mestiere siate in grado di fare tornerà sempre utile !

Sono iscritto veramente da poco, ma ardo dalla voglia di darmi da fare .

Sono nato e vivo nell'Alessandrino e neanche a farlo apposta ho sentito da degli amici circa la vendita di un immobile che una volta era una grande fattoria.

Non ho idea delle dimensioni del terreno d'appartenenza e quindi non so se si presta per la realizzazione della fase 1, ma posso informarmi.

Ho proposto questo poiché si trova in località OVA a due passi dall'uscita autostradale di Tortona, a sua volta posta sull'incrocio della Torino Piacenza Brescia e della Milano Genova .

Se vi fossero commenti e suggerimenti sarei lieto di ascoltarli.

Nel frattempo continuerò a far conoscere il sito a più persone nel più veloce tempo possibile.

Un saluto a tutti ! MAX.

Ciao Max

Benvenuto tra noi.

Ho visto il posto con Google Earth, sicuramente si presta ad un villaggio, c'è un fiume ed un lago nelle vicinanze, vedo terreno coltivabile ed e vicino Vische ed alla rete autostradale.

Per quanto riguarda invece un eco villaggio tipo fiera dell'ecologia non so quanto sia adatto, penso che se fosse nel nord est avrebbe più possibilità di successo.

Comunque quando si parla di eco villaggio parliamo di poter acquisire almeno una superficie di terreno agricolo superiore ai 30 ettari.

Se ti va installa Skype cosi ci possiamo sentire a voce, io sono l'utente franzeroberto di Roma

Comincia magari a parlarne con degli amici che vivono vicino a te, poi puoi provare a cercare altri attraverso questa sezione del sito:
http://www.ecolcity.it/cms/forum/2

Saluti

Roberto Franzè

La condivisione della conoscenza e la raccolta in forma di elaborato informatico dell'esperienza professionale e delle conoscenze di ogni tipo sono senz'altro uno dei requisiti di ecolcity.

A questo aggiungerei che occorre creare una community online per persone di talento che si sentono investite da una missione e che desiderano interconnettersi senza intermediari e senza dover vendere il proprio tempo a terzi, alienandosi.

Lucido e condivisibile.
Aggiungerei che l' ipotesi 1) sarebbe, secondo me, solo destinata a prolungare un'agonia e presto, ancora nell'arco della nostra vita (di chi si trova "nel mezzo del cammin") ci ritroveremo confrontati con gli stessi problemi, ma in forma ancora maggiore, e magari in un contesto dove la nostra autonomia personale sarà ancora più condizionata e limitata di quanto non lo sia oggi.

Cordiali saluti

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