You are hereIdee di lavoro ecologico
Idee di lavoro ecologico
In questa sezione si possono inserire idee di lavoro ecologico, ed eventualmente cercare persone interessate a collaborare.
Attenzione: Ecolcity non può garantire la serietà di queste proposte, perché partono direttamente dagli iscritti e visitatori del sito, chiunque pensa che una proposta possa non essere seria è pregato di comunicarcelo, e provvederemo a cancellarla.
Puoi esporre la tua idea inserendo un commento.
- letto 10478 volte
Eco Lavori ne esistono 2 e vanno assimilati ed imparati ben bene:
Allevatori
Coltivatori
tutto il resto è ciarlataneria e marketing
C'è una percentuale detta ricerca che viene apprezzata se porta vantaggi nell'esecuzione
delle prime 2 mansioni nominate!
Volete staccarvi dagli sprechi e dal capitalismo e poi proponete laboratori, franchise etc etc
tornerete al punto di partenza in men che non si dica !
ho una piiiicccola casetta a torino in un giardino (15mq) ,
la mia idea sarebbe quella di realizzare in un cantiere in "miniatura" documentato fotografato filmato relazionato
una specie di laboratorio nel quale si faccia chiarezza su cosa vuol dire
casa attiva, casa passiva casa eco ,case di paglia, case coimbentate ; quali pannelli solari e/o fotovoltaici quali materiali usare come quando...
Questo progetto coinvolgerebbe produttori materia prima, esperti di case..eco,.. architetti, persone interessate.
cosa ne pensate?
ciao nella.
Coibentate non coiMbentate..... Puoi trovare tutte queste informazioni in rete e anche più di quelle che servono.
Il problema fondamentale sta nel far capire alle persone che i materiali ecologici devono costare meno di quelli chimici e quindi pensare e protestare quando dovendo fare un acquisto ci si trova a dover scegliere un serramento in PVC, il più velenoso, perchè non si è in grado di pagare uno in legno, alluminio o legno-alluminio e via dicendo, prova a far analizzare un sacco di cemento e vedrai dove finiscono le spazzature industriali....
non si può parlare di casa ECO fino a quando si vendono le prugne insaccate una ad una nella plastica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Siamo vittime del consumismo, le sigle ECO e BIO sono solo operazioni di marketing................
Ciao Salvatore,
ti ringrazio per i tuoi interventi, per ora rispondo a questo perché è a tema con l'ultima iniziativa che abbiamo iniziato a ideare.
http://www.ecolcity.it/cms/idea-progetto-ecocolcity-ecovillaggio-casa-fiera-lavoro-italia-europa
In effetti l'idea di educare i bambini in un mini mondo ecologico è molto interessante.
Mi sembra però che in questo modo sia difficilmente applicabile, un ecovillaggio difficilmente sarà ubicato vicino grandi zone abitative o industriali, quindi non è pensabile che dei genitori portino la mattina i propri bambini in luoghi distanti dalla propria abitazione o dal luogo di lavoro.
Quindi propongo delle varianti:
1) si potrebbe pensare ad una sorta di colonia estiva e/o a mini corso che si svolgono nei weekend.
2) un'altra idea potrebbe essere quella di creare una casa-famiglia che ospiti i bambini orfani o con famiglie in difficoltà, in questo caso lo stato paga per ogni bambino che viene affidato.
Propongo di ragionare su questo argomento al fine di delineare una idea condivisa da inserire nella proposta sopra indicata.
Roberto Franzè
Salve Sig. Roberto Franzé.
In effetti la possibilità di proporre l'Agriasilo (anche per esterni, e non solo per interni), va bene se non si è troppo lontanio da altri centri abitati, magari anche non grossi, dell'hinterland.
Infatti, se è vero che l'asilo è un problema che riguarda soprattutto le grandi città, anche i piccoli centri possono avere problemi analoghi, o potrebbero esserci ugualmente genitori che potrebbero essere colpiti da tale iniziativa e preferire fare 10-15 minuti d'auto in più e portare i loro figli li (in città può capitare di fare anche di più
Inoltre, potrebbe valutarsi l'alternativa di proporsi per il prelievo a casa dei bambini, con un minibus elettrico...anche se veddo questa alternativa difficilmente attuabile con bambini in età prescolare, pur immaginando che sul minibus ci sia un'altra persona insieme al conducente.
Certo, si potrebbe pensare ad un mini.bus adeguatamente attrezzato, ma può più facilmente funzionare con bambini di scuola elementare, cosa che in una prima fase vedo già molto più difficile gestire.
Oppure si potrebbe pensare di mettere a disposizione un mini-bus (un po più grande del primo) che porti i bambini insieme ai genitori, e poi riporti indietro questi ultimi.
Concludendo, dipende certamente molto dalla locazione, ma considerando che l'idea che ha esposto è quella di partire da piccoli ecovillaggi relativamente vicino alle grandi città, potrebbe esserci spazio di manovra per avviare tale attività.
Riguardo alle due idee esposte,
le vedo bene entrambe, che si possa o che non si possa attuare l'idea dell'agriasilo.
Nel caso della casa-famiglia, il modo di strutturare l'attività potrebbe non differire molto dal caso dell'agriasilo, per cui quanto dicevo si potrebbe trasferire più o meno fedelmente. Certo, solo con i bambini più piccoli. Mentre con gli altri, o li si porta in una scuola vicina per l'istruzione (e qui ritorna il conceeto del mini-bus) oppure bisognerebbe cercare di avviare una scuola elementare, in loco. Probabilmente, in una fase iniziale, per quelli più grandicelli sarebbe meglio portarli in una scuola elementare vicina, e solo in un secondo momento valutare l'apertura di una scuola elemetare.
In entrambi i casi, ed anche in quello da me esposto, è comunque necessario in fase di progetto prevedere un set adeguato di strutture per poter svolgere varie attività, alcune magari da costruire fin da subito, altre da costruire (o da rifinire) man mano.
Continuiamo qui questa discussione, o c'è una parte del social network più adatta?
Saluti.
Salvatore Gagliano
Salve Salvatore,
Per ora lasciamo la discussione qui, se vediamo che ci sono più persone interessate, magari creiamo uno spazio apposito su l'area forum.
Sto lavorando per inserire la notifica dei commenti, al fine di essere avvertiti via e-mail quando vi è un nuovo commento in risposta.
Roberto Franzè
Ho letto con interesse il progetto "Agriasilo" e ci tenevo a dare la mia opinione.
Per prima cosa io credo e spero che l'Ecologia sia un punto fermo nel prossimo futuro. Voglio essere onesto; in una società dove il denaro è padrone, tutto il resto passa in secondo piano; per questo motivo mi sembra utopico ipotizzare che il rispetto per l'ambiente sia il motore trainante di qualsiasi iniziativa, e, dunque, ritengo molto improbabile che ai " piani alti" qualcuno si muova in questo senso.
Fatta questa premessa, io voglio credere che qualcuno, con delle piccole iniziative, con dei piccoli progetti, possa, se non altro, smuovere le acque nei cuori e nelle teste delle persone. Sono forse troppo idealista e, benchè mi renda conto che la stragrande maggioranza delle persone non arrivi a fine mese con lo stipendio, un impegno in questa direzione sarebbe un bell'esempio per tutti.
Leggendo il progetto "Agriasilo" mi sono fato un'idea forse troppo perfetta, di un luogo ideale deve i bambini posso crescere per qualche ora al giorno, fuori dal frastuono, dalle auto, dai clacson, ecc... tuttavia ritengo l'idea interessante anche se non di facile attuazione.
Personalmente sono pronto a sostenere questa idea. Mi piace e mi darebbe anche la possibiltà di portare le mie competenze al servizio ( una volta tanto) di qualcosa in cui credo davvero, ovvero il benessere di tutti.
Faccio un lavoro che di utile ha ben poco, per lo meno vedendolo da certe angolazioni. Sono un sistemista network, software, hardware...ovvero uno di quelli che, ogni volta che deve spiegare a qualcuno che lavoro fa, viene preso dal panico; ma sono pronto a mettere a disposizione quello che so fare, aggiungerci un pizzico di quello che vorrei fare per dare una mano in questo progetto..
Se la cosa va avanti tenetemi pure in considerazione.
Saluti a tutti...
Daydream
Salve a tutti.
Voglio qui proporre una sequenza di attività di lavoro possibili in una ecolcity (inizialmente in un ecolvillaggio).
Non mi invento nulla che in qualche modo non esista già, ma ho messo insieme un po di queste cose, in un ordine che credo renda più semplice, a partire da una attività che ho in questa sequenza individuato come primaria, avviare le altre.
PASSO 1: AGRIASILO CON METODO MONTESSORIANO
Non so chi abbia già sentito parlare di Agriasili, ma ho letto che stanno iniziando a prendere piede (quindi non solo idea, ma già delle applicazioni). In sostanza è l'alternativa all'asilo in città, in un ambiente chiuso, con giochi da città e con pasti grigi. Al contrario, ambienti aperti, contatto con la natura, possibilità di reimparare a conoscere come si produce il cibo, ed a prepararlo, cibo genuino.
Ho inoltre immaginato di accoppiare questo con un metodo di insegnamento montessoriano, che in questo contesto potrebbe probabilmente anche amplificare la sua efficacia (per chi non lo conosce, cerchi scuole Montessori, esistenti da tempo, ma più diffuse all'estero che in Italia).
Questo asilo potrebbe iniziare da privato, per poi magari chiedere la parificazione.
Aspetti positivi: mi sembra una attività non eccessivamente difficile da iniziare (non semplice, però), con buone probabilità di successo (molti genitori apprezzerebbero questa possibilità), essa incide sulla società a partire dai soggetti meno responsabili dei problemi del mondo attuale e che potranno cambiare il mondo domani, se sensibilizzati fin da piccoli. Naturalmente, gli eventuali bambini degli abitanti dell'ecolvillaggio andrebbero in questo asilo (niente trasporto altrove e spese ridotte al minimo).
Per avviare questa attività serve almeno un maestro abilitato (o disposto ad abilitarsi) all'insegnamento con metodo montessoriano, almeno un agricoltore biologico (o persona molto pratica di agricoltura) ed altre persone interessate a coltivare, un cuoco, un bidello, una persona con sufficienti conoscenze informatiche per mettere su una piccola aula informatica con vecchi PC (tipo Pentium III) e sistema operativo basato su Linux ma adattato per bambini in età (anche prescolare), come ad esempio Qimo, che ho recentemente installato in un PIII alla mia sorellina e che prossimamente installerò in altri PC di cuginetti.
Credo nelle sinergie, per cui mettere insieme tanti aspetti capaci di cambiare il mondo (agriasilo, metodo montessoriano, agricoltura biologica, trashware, software libero, metodi innovativi di istruzione in genere (Qimo contiene una serie di giochi educativi, che si potrebbero integrare con le normali attività, certo non per troppo tempo).
Ecco stabilito il nucleo base di un ecolvillaggio, con 6-8 di posti di lavoro a tempo parziale.
Oltre a quanto detto, la cosa interessante di questo Agriasilo è che può essere il trampolino di lancio non solo per le attività che ho già detto, ma anche altre.
PASSO 2a: FRANCHISING DI USATO PER BAMBINI
Ce ne sono un paio, e sembra che chiedano pagamento di molto poco per aiutarti ad avviare una attività.
Il luogo in cui ci troviamo potrebbe permettere di spendere molto poco per il locale, facente già parte delle strutture comuni dell'ecolvillaggio.
I bambini sarebbero il tramite perchè i genitori, che accompagnano e prendono i bambini all'asilo, vengano a conoscenza di questo negozio di usato. Essendo già sensibili al concetto di vita salubre sarebbero probabilmente anche sensibili al concetto di riuso, e potrebbero essere sia acquirenti che fornitori (con vantaggi anche per loro).
Aspetti positivi: riuso, riduzione costi per famiglie esterne ed interne, un paio di altri posti di lavoro part-time.
PASSO 2b: COOPERATIVA SOCIALE PER IL RIUSO
Partendo dalle apparecchiature informatiche (attività già iniziata con l'allestimento della mini-aula informatica del'asilo) si potrebbe proseguire con altre categorie merceologiche (come bici, ma anche vestiti usati, mobili ed oggetti di arredamento, libri). Esistono già un discreto numero di realtà di questo tipo. Ogni tanto si potrebbe mettere a disposizione una parte degli spazi, facenti parti degli spazi comuni dell'ecolvillaggio, per la vendita diretta da parte delle persone.
Aspetti positivi: come per il punto 2a, e un numero crescente di altri posti di lavoro part-time, 2-3-4-6...non credo di più. Qui servono persone che sappiano mettere le mani sui PC, sulle bici e sui mobili.
PASSO 2c: AGRITURISMO BIOLOGICO
Sulla spinta della conoscenza del luogo per via dei bambini, si potrebbe ampliare l'attività di agricoltura e cucina avviando un agriturismo, coinvolgendo anche gli adulti nel concetto di vita all'aria aperta. Gli agriturismo non sono certo una novità. Ma il nostro sarebbe il primo (o uno tra i primi, immaginandolo in diversi ecolvillaggi) in un contesto così particolare: una comunità di persone che vivono in case ad alta effcienza, con fonti rinnovabili, bassi consumi di acqua, ricircolo dell'acqua piovana, differenziazione spinta dei rifiuti, agriasilo montessoriano, attività rivolte al riuso.
Aspetti positivi: altri posti di lavoro part-time (cuochi, agricoltori, camerieri, diciamo 6-8?)
PASSO 2d (forse): NEGOZIO DI COMPRAVENDITA RIFIUTI differenziati.
Questo può essere più complicato. So che ne esiste almeno uno, aperto un paio di anni fa in provincia di Torino. Forse ne esistono altri. Ma potrebbero esserci problemi legali nell'avviare una tale attività. Comlesso potrebbe anche risultare la gestione.
Aspetti positivi: ridurre l'impatto ambientale (ed igienico), far partecipare le persone ai proventi del riciclo di quelle materie prime seconde che con barbara abitudine chiamiamo rifiuti e che troppo spesso vengono buttati indiscriminatamente. Altri posti di lavoro part-time: diciamo un 3-4 (ricevimento, controlli, pesate, contatti con le aziende ed i consorzi che riciclano, trasporto)
Le attività del passo 2 potrebbero essere attivate tutte insieme o in fasi successive, anche diverse da quella in cui le ho elencate.
Tutte beneficiano della iniziale attività Agriasilo, ed in realtà le attività alla base dellìAgriturismo (agricoltura biologica e cucina), della cooperativa sociale usato (informatica, libero sapere e riuso) iniziavano già a partire dallìAgriasilo stesso, mentre il franchising bambini è legato ai bambini esterni e ai bambini del villaggio ed il negozio di rifiuti è legato alla differenziazione già in atto dei rifiuti degli abitanti dell'ecovillaggio e si lega al discorso del riuso del franchising e della cooperativa sociale.
Facendo un riepilogo dei posti di lavoro part-time ottenuto con questo range di attività, arriviamo a 20-25, o poco più.
A questo si possono aggungere gli introiti, pur lievi, delle tariffe incentivanti per l'energia prodotta con energie rinnovabili e riversata in rete (questa cosa non può durare all'infinito, perchè quando il contributo delle rinnovabili crescerà bisognerà stoccare l'energia in loco..ma per il momento possiamo considerare questo apporto).
A queste attività si possono aggiungere altre attività, come la fornitura di servizi di alloggiamento connessi all'agriturismo, come la vendità di prodotti ortofrutticoli biologici (qualcuno aveva già accennato a qualcosa di questo tipo, come Cristianospero, anche se lui immaginava un magazzino deposito alimentare e lo immaginava per lo più per raccogliere i soldi per costruire Ecolcity), le attività proposte dal Signor Franzè legate e derivate dal concetto delle Ecolcity come fiere ecologiche aperte tutto l'anno (che si potrebbero integrare con le mie proposte). Altri potrebbero lavorare a distanza tramite internet (per lo più persone nel ramo del'informatica, ma non solo), ed altre lavorare per lo più al di fuori dell'ecolvillaggio. Dipende da quanto lavoro c'è all'interno e dalle preferenze delle persone.
Da un punto di vista strategico probabilmente si potrebbe procedere così:
1) acquisto terreno
2) inizio coltivazione (qualcuno potrebbe già fare solo quello, oppure un po ciascuno), iniziare a proporsi come fiere ecologiche permanenti e continuazione normali lavori..
3) vendita ortaggi, continuare a proporsi come fiere ecologiche , continuazione normali lavori e inizio costruzione parti comuni, a partire dall'asilo.
4) avvio asilo (alcuni potrebbero fare solo questo), coltivazione e vendita ortaggi (alcuni potrebbero fare solo questo), proporsi come fiere ecologiche, continuare normali lavori, continuare lavori di costruzione (parti comuni e inizio case).
5) avvio progressivo di altre attività del passo 2 e delle altre attività proposte, continuazione lavori di costruzione e chiusura, continuazione per alcuni delle attività all'esterno.
6) completamento ecolvillaggio, avvio di tutte le attività dette, lavoro esterno per pochi. Alcuni fanno principalmente servizi interni, e ricevono denaro esterno dagli altri come contropartita dei loro servizi.
7) se la comunità cresce, oppure in nuove comunità più grandi, avviare anche scuole elementari, e successivamente medie e superiori, con metodo montessoriano. Allo stesso modo sarà possibile rispondere anche ad altri bisogni con servizi interni, per cui, in una comunità più grande, se è vero che sarà meno possibile fornire una grande quantità di servizi all'esterno, è anche vero che il grado di autosuffficienza aumenta molto, riducendo i fabbisogni di denaro esterno.
Da come la vedo io, il principale servizio non coperto sarebbero i trasporti su scala regionale, nazionale ed internazionale, e le relative vacanze, per le quali si potrebbe ridurre le necessità facendo ricorso agli strumenti di scambio di casa o di scambio di ospitalità (almeno per quanto riguarda vitto e alloggio). Altri servizi che difficilmente si potrebbe ottenere all'interno di questo gruppo di comunità (siamo al punto del mix omunità F! e F2 prospettato da Frazzè) sono l'istruzione universitaria e i prodotti con forte componente tecnologico-industriale (immagino, ad esempio, molte apparecchiature elettroniche ed auto). Certo, specie se le tratti bene, sono di qualità e fai ricorso all'usato, non capita spesso di aver nuovamente bisogno di una apparecchiatura elettronica, e neanche di una auto.
Ma credo che giunti a questo punto si sia ad un punto critico. Grandi (complessivamente, non come singola città o villaggio) abbastanza per avere un elevato grado di autosufifcienza, ma non abbastanza da averlo elevatissimo, così che non ci sia bisogno che di davvero pochissimo denaro esterno per accedere a quei pochissimi servizi mancanti. Il problema principale, a questo punto, è che c'è una altra grossa fetta di mondo che non vive con le nostre regole, che ha una moneta a debito, che ha il controllo della maggior parte della produzione industriale e della maggior parte del sistema dei trasporti. La sfida a questo punto sarà cambiare anche questa parte di mondo, con l'azione politica vera e propria, anzichè "solo" con il modo di vivere. Ed un elemento importante di questo passaggio sarà quanto le città avranno bisogno delle Ecolcity.
Delle cose ottime sarebbero il coniugare estensivamente a queste attività l'utilizzo di strumenti open source (per ragioni sia ideali che economiche) e di dargli una connotazione quanto più possibile imperniata sul concetto di no-profit, se non proprio, in qualche caso, di onlus (anche in quest'ultimo caso, sia per ragioni ideali che economiche: ci meriteremmo infatti di pagare meno tasse, considerati i benefici che diamo alla società con il nostro operato).
Anche stavolta mi sono dilungato.
Scusate.
Spero che i fiumi di tastiera che ho macinato siano utili ad altri.
Salvatore Gagliano
ciao a tutti
sono davvero contenta di aver trovato pensieri parole e idee proiettate verso il rispetto dell'ambiente e non principalmente all'arricchimento personale, importante, certo,ma non prioritario!
Io vivo vicino Vicenza e sono appassionata di design, a breve comincerò un corso per entrare maggiormente in contatto con le tecniche di progettazione, mi piacerebbe poter associare questa mia passione ad un altro forte interesse quello per l'ecologia. Approfitto di questa "oasi" virtuale per cercare contatti utili, idee, maestri, partner...acqua per la mente!
La mia è più una proposta per ottimizzare la ricerca di collaboratori.
Credo che nella società ci siano molte persone desiderose di cambiare vita ma che non hanno gli adeguati strumenti di ricerca oppure non hanno avuto la fortuna di vedere ECOLCITY su internet.
Raccogliere queste persone secondo me è il punto d'inizo e suddividerle in base al territorio di residenza.
Dico questo perché è ovvio che chi abita a Torino ben difficilmente potrà di punto in bianco trasferirsi a migliaia di km di distanza in una realtà ancora tutta da costruire.
Iniziamo dunque a raccogliere i nominativi e i luoghi di residenza degli stessi, magari con una sezione dedicata nel sito .
Una volta che ci saranno nomi a sufficienza in una determinata zona potremo iniziare a pensare a cercare un luogo adattato a costruire la prima Ecolcity per questo primo gruppo.
Come sempre sono gradite riflessioni e consigli.
Sono una studentessa di scienze della comunicazione, con esperienza biennale nel settore grafico/pubblicitario. Ho deciso di affrontare la sfida della ricerca di un lavoro in linea con i miei veri interessi ed aspirazioni, volti all'ecologia e al sociale: ritengo che la comunicazione sia fondamentale, ma che sia necessario sfruttare le conoscenze e gli strumenti che possediamo a riguardo non più per una cultura del consumo, ma per una nuova consapevolezza. Sono disponibile anche a sperimentare nuove mansioni, non necessariamente nel campo in cui ho esperienza. Sono residente a Brescia.
Ciao Max
Allora non vorrei smorzare il tuo entusiasmo, ma presto ti accorgerai, che in questo momento le persone sono molto confuse, e solo poche hanno già maturato un desiderio forte nella direzione ecologica.
E' vero molti ne parlano, ma sono pochi quelli che veramente credono che sia possibile.
La tua idea di creare un database delle persone interessate, con i dati ed i luoghi dove sono disponibili ad andare ed il tipo di iniziativa che preferiscono, è stata espressa anche da altri; è possibile farlo, ma gli iscritti sono ancora pochi e quello che secondo me si deve ancora costruire e una coscienza di gruppo.
Ecolcity per prima cosa è un sito dove si vuole costruire un progetto alternativo di vita possibile.
Se non riusciamo nemmeno a creare un progetto virtuale, sarà molto difficile renderlo reale.
A mio avviso, non si possono costruire villaggi ecologici se le persone non sono ecologiche, nella nostra società la più grave forma di inquinamento non è quella dell'ambiente, ma quella delle nostre coscienze.
Questo sito vuole per prima cosa avvicinare le persone ad una visione diversa del possibile sviluppo della nostra società, poi confrontandoci troveremo le soluzioni, gli Eco villaggi e le Ecolcity sono obbiettivi importanti, dovremo prima imparare a misurarci con un obbiettivi minori.
Pensa che su Roma quando ho promosso un incontro alla fiera di Roma dove era ospitata una grande fiera dell'ecologia, eravamo solo in due a Nomadelfia otto.
C'è molta strada da fare, questo non è un blog, dove si parla solo di qualcosa o male dei potenti, qui si chiede di fare, e di fronte a questo molti si paralizzano.
Saluti
Roberto Franzè
Buongiorno ,
sono una stilista/sarta e mi piacerebbe creare un gruppo di lavoro nell'ambito tessile che produca abbigliamento eco, a prezzi ragionevoli; non so ancora bene come fare, ci sto ragionando, sicuramente c'è bisogno di creare una rete (anche piccola) di artigiani, produttori e designer che lavorino sull'argomento.
Io sono di Torino, potrei fornire alcune informazioni di base per quanto riguarda laboratori a cui appoggiarsi per la produzione, ho un sito internet su cui pubblicizzare l'iniziativa e alcuni negozi che potrebbero essere interessati all'acquisto. Il problema è garantire una catena produtttiva veramente ecologica..dal taglio, alla stampa, al packaging.
Si potrebbe cominciare creando uno/due capi pensati ad hoc, particolari, così da incuriosire..insomma non le solite t-shirt in cotone riciclato (che sono già una gran cosa, non voglio sminuire nulla, ma penso che per rendere appetibile un capo che in ogni caso costerà di più della media, sia necessario studiare molto attentamente il modello..)
Poi si potrebbe provare a lanciare questi due capi sul mercato e cominciare a creare un'immagine riconoscibile e forte, che possa poi incuriosire i consumatori e permettere così la produzione di altri capi.
In ogni caso io credo sia importante evitare il circuito industriale e rimanere in ambito artigianale; in quanto meno inquinante e più facile da gestire in modo diretto.
spero che qualcuno possa essere interessato
Giulia
giulia paschetta
Credo che l'idea sia praticabile, anche se inizia già ad esserci della concorrenza nel settore dell'abbigliamento "eco". Lavorare sull'immagine (stile, branding) e i prezzi diventa quindi una necessità imprescindibile. Io mi ero imbattuto in aziende tessili votate all'ecologia e al risparmio energetico, che potrebbero quindi contribuire a qll che tu giustamente definisci la catena produttiva ecologica. Da parte mia ho delle competenze grafiche che sarei lieto di mettere a tua disposizione nel caso lo ritenessi opportuno, inoltre mio fratello studia moda a Milano e credo potrebbe collaborare allo sviluppo della tua idea. Se ti va contattami su Facebook così ne discutiamo.
salve...ho una camiceria artigianale
e sono sensibile all'argomento sia dal punto di vista etico-morale
sia sul fatto che questo nuovo concetto ecologico di fare abbigliamento
eco-chic può rappresentare un'opportunità di lavoro se si riesce a trovare
la giusta nicchia di mercato.... sopratutto cercando una valida soluzIone sul packaging
costruendo una scatolina od un sacchetto in carta riciclata o altro che contegna una camicia
senza altri accessori inutili in pvc - plastiche e metalli vari....il mio sito è www.andrum.it
L'idea non è male... si può provare a discuterne prima di...
Punti a mio favore:
- sono di Rivoli,
- dato il lavoro che faccio (assistenza informatica, siti, seo), non sarà un problema pubblicizzare l'idea,
- ho fantasia per packaging e altre cose connesse al packaging,
- dati gli studi in corso (Ing. Logistica e della Produzione) potrei suggerire qualcosa in termini di logistica e metodologie di produzione,
Punti a mio sfavore:
- non so niente di materiali usati
- non sono uno stilista
Ciao.
Invia nuovo commento