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Modificare gli stili di vita per rilanciare l'economia!


By Roberto Franzè admin - Posted on 11 novembre 2008

Modificare gli stili di vita per rilanciare l'economia!

Non bisogna rilanciare l'economia attuale, bisogna modificare gli stili di vita e cambiare tipo di economia.
Siamo tutti prigionieri di un sistema inefficiente ed inquinante che sta decadendo, perché dobbiamo investire risorse per mantenerlo in piedi.

Per iniziare vediamo in breve la situazione economica attuale in Italia (simile a tutti gli altri paesi occidentali):

- Società finanziarie in grave crisi sistemica
- Istituti bancari e assicurativi in ristrutturazione attraverso fusioni che riducono il numero dei dipendenti
- Grande industria in trasferimento verso paesi esteri con mano d'opera a basso costo
- Media industria in difficoltà per il calo della domanda, si ridimensiona per contenere i costi
- Grande distribuzione in difficoltà per il calo della domanda
- Industria immobiliare in recessione per mancanza di accesso al credito da parte dei consumatori
- Piccolo commercio con utili che si riducono ogni mese
- Artigianato con riduzione di richiesta lavori
- Casse pubbliche di: stato, regioni e comuni vuote e con debiti enormi

Si nota subito come non ci sia nessuna attività economica con parametri che tendono in positivo.
La recessione come noi prevedevamo da tempo è arrivata, e questa volta durerà a lungo, perché a nostro avviso non c'è nessuna possibilità che un comparto dell'economia possa trainare la stessa in positivo.

Il 2009 sarà l'anno in cui la crisi finanziaria inizierà ad essere percepita nell'economia reale, vediamo in che modo:

- Riduzione degli utili di tutte le attività economiche
- Disoccupazione in espansione veloce
- Riduzione dei consumi
- Disordini sociali
- Tassazione dei risparmi
- ecc....

Negli anni passati la soluzione che i governi mondiali, hanno attuato per uscire dalle recessioni è stata il rilancio dei consumi, peccato che questo dal 1970 è sempre avvenuto a debito, o si indebitava lo stato per creare infrastrutture e rilanciare l'economia, o si abbassavano i tassi di interesse, per favorire l'accesso al credito della popolazione.

Ora però ci troviamo in concomitanza non di una solita crisi, ma di un congiungersi di più crisi in uno stesso periodo come mai è successo prima, vediamo quali sono:

- Gli stati occidentali sono tutti indebitati, e l'Italia ha uno dei debiti pubblici più alti del mondo
- Le persone della classe media, che in questi anni hanno sostenuto l'economia con i propri risparmi, ora sono in parte indebitati e gli altri hanno avuto i risparmi ridotti dalla crisi finanziaria
- Il mercato immobiliare è gia in bolla speculativa e quindi può solo scendere
- Il settore produttivo italiano è in crisi, perché incapace di sostenere la concorrenza dei paesi più poveri
- Il mercato nei paesi occidentali è gia saturo di prodotti
- Le materie prime sono sempre più scarse,vista la domanda mondiale in aumento
- In un mercato globale chi ha molti soldi investe in paesi in espansione, cosi come è successo in Italia dal 1950 al 1990
- I danni ambientali prodotti in mezzo secolo, cominciano a manifestarsi con sempre più intensità, diventando un alto costo per l'economia degli stati
- ecc...

Ora non esiste nessun modo di rilanciare l'economia attuato in precedenza, che possa essere usato in questa crisi, eccetto il sistema usato per rilanciare l'economia dopo la crisi degli anni 30, ovvero la guerra.

Per questo motivo, dobbiamo uscirne inventando un modo nuovo, mai sperimentato prima, ma quale?

Molte persone intelligenti hanno già individuato la via, cioè rilanciare l'industria e l'agricoltura locale, ma ha nostro avviso questo in un mondo globalizzato è impossibile, se cerchi di costruire qualsiasi tipo di azienda quando l'economia è in recessione (cioè con i consumi in calo), queste saranno destinate al fallimento, anche perché l’attuale concorrenza di prodotti a basso costo provenienti da Asia, Africa e Sud America non gli lascerebbe  spazio nel mercato.

Dobbiamo trovare qualcosa che prima faccia ripartire una domanda di beni e poi le aziende saranno una conseguenza, se c'è una domanda l'offerta si crea automaticamente.

Ed ora vediamo perché il passo nuovo che dobbiamo attuare è  costruire nuove ed efficienti città ecologiche, spieghiamo di seguito il motivo.

Facciamo una breve analisi di mercato:

Ora, come già abbiamo detto, i grandi detentori di ricchezze non le investiranno in Italia, perché è più conveniente investire in un paese in via di sviluppo, dove la produzione costa meno, per poi rivendere ai paesi economicamente più benestanti o nei nuovi mercati dei paesi poveri con miliardi di persone che non hanno ancora i beni essenziali.

Quindi in questo momento in Italia dobbiamo trovare un'altra fonte di ricchezza da utilizzare per il rilancio dell'economia.

In questo momento, in Italia, gran parte della ricchezza della popolazione, si concentra in tutte quelle persone che hanno saputo risparmiare nel periodo di crescita economica (1950-2000), quindi in maggioranza quelli che oggi hanno dai 40 ai 75 anni, infatti la gran parte degli over 75 vivono con basse pensioni, e quelli sotto i 40 sono in maggioranza precari e indebitati.

Ora bisogna creare una nuova iniziativa in cui le persone della classe media (prima che questa scompaia) investendo i loro risparmi, migliorino il loro futuro, quello delle loro famiglie e facendo questo rilancino l'economia.

La classe 1935-1970 oltre ad avere più soldi, è pure quella più preparata, perché ha sia una cultura teorica che pratica e ha anche un bagaglio di esperienze enormi perchè è quella che ha lavorato sodo per creare quella ricchezza che adesso va scomparendo.
Sono anche le persone più realiste, quelle meno inclini ad essere affascinate dal canto delle sirene e questo non è poco, sono persone che hanno capito che le grandi città non sono un eldorado, come spesso chi non vi abita crede.

Cosa vogliono veramente la maggior parte di queste persone, vogliono invecchiare sereni e vedere vivere felici i loro figli ed i loro nipoti.
(Escludo, tutti coloro che invece sognano ricchezza, potere e in effetti sono molti).
Ora i beni in assoluto più desiderati sono la salute e la proprietà della casa, non c’é famiglia media che non ne abbia bisogno, se non per se magari per i propri figli, ma oggi, soddisfare questi due desideri costa tantissimo e le persone si stanno riempiendo di debiti.

Esiste una parola che coniuga questi due desideri con una soluzione a basso costo, ed è ECOLOGIA, purtroppo qualcuno in questi anni ci ha fatto credere che l'ecologia è una cosa costosa, irraggiungibile nelle società moderne, altrimenti come avrebbero fatto a venderci i loro prodotti industriali inquinanti e i loro prodotti alimentari inquinati.

Ora per assurdo il rilancio dell'economia è possibile non aumentando i consumi, ma cambiando e riducendo i consumi ovvero ottimizzando al massimo la produzione.
Una cosa è certa il reddito procapite nei paesi occidentali è destinato a scendere velocemente, senza nessuna possibilità di risalita, lo dimostra il fatto la generazione attuale è la prima che guadagna meno della generazione precedente, quindi l'unica soluzione è spendere meglio.

Questo significa che bisogna investire in sistemi in cui si possa vivere bene con il minimo investimento iniziale e che costino poco annualmente, e questo significa che la parola d'ordine del futuro sarà: "massima efficienza".

Esempio:

- Smettere di comprare automobili che fanno 200 all'ora, e cercare automobili che fanno 30-50 km al litro
- Dire No alla casa sprecona che costa un pandemonio di riscaldamento; ed investire in isolamento e fonti alternative che assicurano risparmi enormi
- Via i cibi inquinati che costano un enormità in termini di salute, ed acquistare i cibi ecologici, che sono fonte di risparmio e qualità della vita
- Ridurre l'uso di medicinali e ricorrere a cure naturali
- Basta a milioni di automobili nelle città, utilizzare mezzi alternativi di spostamento
- Evitare lo spreco di acqua, utilizzando sistemi di recupero e risparmio
- Ridurre l'uso di sostanze chimiche inquinanti
- ecc ...

Ora applicare tutto questo alle nostre grandi città attuali è difficile e costoso, quindi la scommessa del futuro è investire in villaggi agricoli, mini città ecologiche e sistemi ecologici.

Infatti la costruzione di una casa è l’unica cosa che non si può importare dall’estero, magari importi parte dei materiali, ma poi c’è sempre il lavoro necessario per costruirla, figuriamoci la costruzione di una nuova mini città.

Se si investirà nella costruzione di villaggi ecologici e mini città ecologiche, ci sarà lavoro per milioni di persone e l'impresa sarà finanziata direttamente dalla classe media, con una buona parte dei finanziatori che saranno impegnati loro stessi nella realizzazione.

Le case costeranno meno di quelle attuali (vedi quì) e potranno essere comprate da persone con bassa disponibilità economica, inoltre le case faranno anche risparmiare annualmente i soldi per i consumi energetici.
Le città saranno autosufficienti, per i bisogni primari alimentari ed energetici, e le eccedenze alimentari e di energia, potranno essere rivenduti alle grandi città.

Ora noi riproponiamo il modello di sviluppo Italiano degli anni 50-60-70 (bilanciato tra industria, agricoltura e servizi), se ha prodotto ricchezza allora, ancor più potrà essere efficiente con 50 anni di sviluppo tecnologico in più.

Quindi produzione industriale di materiali e sistemi ecologici, produzione agricola di prodotti ecologici, costruzioni di nuove mini città e rifacimento delle città attuali, con sistemi ad alta efficienza e basso inquinamento; parliamo di lavoro per decenni.

Si avranno anche grandi vantaggi ambientali, sociali, energetici ecc., e tutto questo con l’avvio iniziale di tanti piccoli progetti di villaggi agricoli ecologici intorno le grandi città.

Qualcuno dirà che questo è un progetto utopico, allora rispondete a questa domanda: cosa da la maggiore probabilità di sopravvivenza il progetto Ecolcity o la finanza creativa, l’economia a debito delle banche, la produzione di prodotti inutili ed inquinanti, l’agricoltura OGM, ecc.?

Se partiamo per primi, l’Italia potrebbe anche ottenere il rientro di gran parte delle quote che versa all’Europa sotto forma di finanziamenti di progetti ecologici.

Nei prossimi anni milioni di lavoratori saranno licenziati e molti verranno messi in cassa integrazione, un governo intelligente invece di lasciare ferma tanta gente pagata dai contribuenti, potrebbe impiegarla per costruire nuovi ecosistemi abitativi.

Visto che non lo faranno l'unica alternativa è costruire insieme nuovi progetti e pretendere che chi governa ci permetta di attuarli.

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Scusate, ma sono in disaccordo, forse voi non abitate in grandi città o avete già la vostra casa e forse anche una seconda e una terza.
Noi non siamo in una nazione ideale, in Italia, ci sono milioni di persone che non sono ancora proprietari di una casa e molti di questi hanno serie difficoltà a trovare e/o mantenere un lavoro.

Consideriamo questo:

1) Quando in Ecolcity si parla di nuovi ecovillaggi, non si parla solo di costruire nuove case, ma anche di recuperare paesi abbandonati, aziende agricole ecc..

2) Negli ultimi 10 anni nelle periferie delle grandi città, sono state costruite milioni di case, in zone dormitorio, palazzi di cemento con prezzi altissimi che hanno indebitato milioni di persone soprattutto giovani, per tutto il tempo della loro vita lavorativa (semmai riusciranno ad averne una).

Quando scrivete, provate a leggere tutto e fatevi un'idea dell'insieme, Ecolcity non è solo l'idea di costruire case ecologiche, ma soprattutto di trovare un modo per far uscire milioni di persone dalle città; città inefficienti che in piena crisi affameranno tutti noi per i costi altissimi che queste hanno.

Se volete ragionare su un concetto esteso, va bene ma se una persona commenta estrapolando solo una piccola parte del concetto e, esprimendo parere negativo, non approfondisce il discorso, non credo che faccia un buon servizio alla comunità.

Faccio a tutti, due semplici domande:

1) Quando una coppia di giovani deve comprarsi una casa, è meglio che scelga di rimanere in una grande città, dove le case costano tanto, dove è costretta ad indebitarsi per una vita, dove le case hanno dei costi altissimi di gestione o è meglio che cerchi altre soluzioni?
2) A mio avviso, la soluzione città è valida quando c'è piena occopazione, ma quando non trovi lavoro come fai a vivere in citta?

Ora invece di dare giudizi affrettati aiutateci a trovare delle soluzioni reali.
Saluti

Roberto Franzè

Sono perfettamente d'accordo con Piero.
Ho sempre pensato che una delle piu' disastrose  attività umane sia la costruzione di case, disastrosa per l'ambiente, la natura, la società.

I villaggi auspicati prendono il posto che dovrebbe essere lasciato alla natura, agli animali selvaggi che abbiamo già derubato del loro habitat, e che non possono trovare rifugio da nessuna parte, Essi sono sempre stati perseguitati dal'invadenza della specie umana.
Qui si prospetta una xompleta appropriazione di ogni angolo del pianeta, per nutrire semplicemente e ospitare miliardi di persone.

Eppure, nessuno , tra tutte le soluzioni immaginate , che rispecchiano una mentalità pauperista ma non molto immaginativa , non emerge che raramente da qualche mente illuminata, di scienziati e  "veri" ambientalisti  la soluzione evidente : la riduzione della popolazione .

"Qui si prospetta una completa appropriazione di ogni angolo del pianeta, per nutrire semplicemente e ospitare miliardi di persone."

Un americano che vive in una grande città, consuma le risorse della natura, le inquina e le distrugge, 1000 volte più di un indigeno in una foresta, il vero problema, non è l'uomo che si integra con la natura ma quello che non ci vive, perché se ci vivesse, non potrebbe ne sprecarla, ne distruggerla e ne inquinarla.

E' proprio perché voglio bene agli animali che scelgo un ritorno ordinato alla campagna, magari riducendo al minimo il consumo di carne.
La foresta amazzonica e gli animali che la abitano non sono distrutte dagli indigeni, ma per dare da mangiare ai cittadini.
I miliardi di animali allevati in batteria per sfamare persone che non sanno nemmeno coltivare una patata, sono forse animali di serie B?

"la riduzione della popolazione."

Sento spesso da molti questa affermazione e li invito a mostrare coerenza, se proprio pensate che siamo in troppi rinunciate allo spazio che occupate ed ai prodotti che consumate, l'umanità ve ne sarà grata.

Saluti

Roberto Franzè

Il vero spirito ecologico non sta certo nel costruire nuove case, ma nel cominciare a recuperare quelle esistenti (già troppe!) ed adeguarle a criteri decenti di risparmio energetico.

In effetti è colpa mia dall'articolo non emerge bene che anche il recupero di abitazione esistenti è importante ma, a mio avviso, questo non deve riguardare le città, ma principalmente le case di campagna e le aziende agricole.

Saluti

Roberto Franzè

Ma basta!!! Siamo pieni di case e costruzioni. Ma dove vogliamo costruire ancora, in cielo???
Non mi sembra una idea geniale, onestamente.

Mi sembra un commento abbastanza limitato, onestamente!
Ma ti ringrazio perché mi da lo spunto per fare delle precisazioni con un nuovo commento qui.

http://www.ecolcity.it/cms/economia-come-si-puo-rilanciare#comment-1261

Saluti

Roberto Franzè

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