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Eco Politica


By Roberto Franzè admin - Posted on 14 luglio 2008

Cosa è per noi la Eco Politica?

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La democrazia deliberativa è una forma di governo, democratica, nella quale la volontà del popolo non viene espressa tramite l'elezione di rappresentanti, ma direttamente dal popolo stesso, tramite la cosiddetta deliberazione.

La teoria della democrazia deliberativa dice che, per la soluzione dei problemi di decisione politico-amministrativa, si devono creare delle assemblee alle quali possa partecipare ogni singolo cittadino, nelle quali i cittadini vengano informati da esperti riguardo al problema in gioco, e nelle quali i cittadini possano discutere tra di loro, difendendo le proprie posizioni.

La caratteristica veramente importante è che, almeno nella teoria, la decisione può essere presa solo quando tutti i partecipanti alle arene trovano un accordo.
Dal punto di vista teorico anche solo un dissenso dovrebbe far continuare la discussione.

Ovviamente nei casi reali non ci si può permettere, per problemi di tempo, di aspettare una soluzione che sia condivisa da tutti, almeno se si escludono assemblee con pochissimi partecipanti.
Si trovano quindi delle soluzioni pratiche approssimate.

Esistono comunque dei paesi, specialmente in Sudamerica, dove questo tipo di democrazia viene regolarmente utilizzata per la gestione delle amministrazioni locali.

Roberto Franzè

Lancio uno spunto antico (Pericle, V sec. a.C.) ma sempre attuale.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così. "

Se non erro quanto sopra è la versione che ne dà Paolo Rossi nel suo monologo, e che contiene una piccola aggiunta che non ci sta male, dove si legge "...ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private" (ogni riferimento a fatti e persone...)

Molto interessante, potrebbe essere la base di una piccola "Costituzione" (statuto), delle Ecolcity

Aggiungerei solo una piccola precisazione a questa frase:

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile;

Io non lo considero inutile ma dannoso, chi non si interessa dello Stato è deleterio in una società, se non ti interessi della cosa pubblica non devi nemmeno votare.

Roberto Franzè

Concordo con te: d'altra parte Pericle scriveva 2500 anni fa, allora si potevano considerare semplicemente inutili, ma non dannosi perché il livello di civiltà raggiunto nella pòlis era molto elevato... chissà.
Oggi di fatto il potere esercitato dai governi si fonda precisamente su questo tipo di persone...

Ho pubblicato un articolo dove esprimo una mia idea per superare i mali del capitalismo e del comunismo.

Costruiamo insieme un ideale che sostituisca questo capitalismo malato

Roberto Franzè

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