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Eco Economia
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Scusate se divago un po' dall'argomento e se sfrutto parecchio spazio del sito ,ma gli eventi delle ultime settimane mi hanno inquietato e non poco.
Prima l'aggressione a Berlusconi, poi il presunto attentato alla Bocconi, infine l'aggressione al papa.
Non che mi importi molto di tali persone o luoghi.
Quello che però mi importa, e molto, é il pacchetto mediatico che è stato approntato e che viene ora giustamente propinato al popolo beota incollato giorno e notte davanti alla TV.
Alla luce delle nostre conoscenze circa il fare scendere in campo l'esercito in stato permanente sulle strade, la Nato con il suo rapporto aveva previsto possibili scenari da guerra urbana per il 2020.
E' chiaro che i fatti sopracitati rappresentano una palese volontà di forzare l'opinione pubblica ad accettare,anzi, di pretendere una forza di polizia stabile in strada per garantire sicurezza.
Non passerà ancora molto tempo secondo me prima che il governo "si veda costretto" ad attuare misure straordinarie per scongiurare il nascere di "nuovi eventi criminali" come quelli appena accaduti.
Che sia per una crisi petrolifera, tra l'altro già annunciata, o per il colpo di coda di una crisi economica senza precedenti , mi sembra chiaro che i piani dei nostri signori governanti abbiano subito una forte accelerazione.
Forse dovremmo fare altrettanto noi per metterci al riparo finché ne avremo i mezzi .
Colgo l'occasione per rinnovare l'interesse ad organizzare una convention per gli utenti del sito come già anticipato nel forum.
Un saluto a tutti e Buon Natale.
Riporto qui un articolo interessante che ho trovato in rete. Molto vicino alle nostre posizioni, frutto dell'analisi di alcuni economisti.
«Siamo sicuri che la Obamaeconomics sia il solo modo per uscire dalla crisi?» E' la domanda che si pongono tre economisti "eterodossi", Mauro Bonaiuti , Joan Martinez Alier e Francois Schneider. Vale la pena ascoltare la loro voce dissonante rispetto ai cantori della crescita:
«Questa crisi, dunque, non è solo finanziaria ma è anche ambientale. Non dimentichiamo che nel Luglio 2008 il prezzo del petrolio superò i 140 dollari al barile, riducendo le aspettative di profitto ed innescando, secondo alcuni, la crisi finanziaria.
Tuttavia le politiche contro la crisi prevedono investimenti per aumentare la capacità produttiva, attraverso sussidi per produrre automobili, bulldozer, TIR, aerei, che dovrebbero contribuire a rendere più “verdi” queste industrie.
Ma “bulldozer verdi” continueranno ad estrarre risorse naturali, le automobili “verdi” continueranno ad incrementare il traffico e l'inquinamento, i “TIR verdi” continueranno a trasportare merci in tutta Europa. »
Le politiche neokeynesiane, volte a sostenere i consumi con un intervento pubblico, possono servire nella fase più acuta della crisi, ma a lungo andare non risolvono nulla e peggiorano solo la situazione.
Qui di seguito riporto alcune delle loro proposte; sono tutte proposte di decrescita. Leggete il testo integrale sul sito della Rete per la decrescita.
Alcune delle proposte formulate da Buonaiuti, Martinez Allier e Schneider per uscire in modo sosteibile dalla crisi.
Ogni proposta meriterebbe un post a sè (e non è detto che non lo faccia...). Leggi il testo integrale delle proposte su www.decrescita.it
* Sostenere, praticare ed istituzionalizzare la condivisione del lavoro (Job Sharing) favorendo di conseguenza una riduzione dell'orario di lavoro.
* Sostenere il lavoro domestico, volontario, e la creazioni di reti di economia sociale e solidale.
* Sostenere la riduzione nell'uso di risorse, la condivisione di beni e servizi, il riutilizzo e più in generale modelli culturali e stili di vita orientati alla sobrietà e alla gioia di vivere.
* Ridurre le ineguaglianze attraverso la redistribuzione della ricchezza e delle conoscenze nei paesi del Nord, del Sud, e tra Nord e Sud.
* Rilocalizzare l'economia, riducendo la polarizzazione tra centro e periferia, tra città e campagna, e valorizzando risorse e conoscenze locali.
Marco Pagani
Fonte: http://ecoalfabeta.blogosfere.it
Link: http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/05/unaltra-via-per-uscire-dalla-cr...
Ciao
Luciano G.
Ciao Luciano volevo ringraziarti perchè l'articolo che hai intelligentemente riportato fa riflettere su temi che ritengo di estrema importanza.
Primo fra tutti la condivisione del lavoro e la conseguente riduzione dell'orario di lavoro.
Siamo sempre stati abituati alle retoriche frasi come: "IL TEMPO E' DENARO".
Come se si potesse attribuire un valore economico ad ogni singolo secondo, oggi tutti noi misuriamo il nostro tempo in euro, a volte riusciamo ad essere anche molto precisi es:
A chi non è successo di dover chiamare l'assistenza tecnica per un guasto ad un elettrodomestico in casa? Se siamo fortunati ed il centro assistenza ha un numero verde riusciamo a risparmiare sulla telefonata altrimenti una voce guida ci informa che la chiamata oltre ad essere registrata è a pagamento, che solo perchè abbiamo chiesto supporto saremo tenuti a corrispondere un diritto fisso di chiamata anche se il tecnico che interverrà non riparerà il guasto e che ciascuna ora di lavoro dovrà essere retribuita al costo di 40-50-60 euro /ora.
Gli esempi potrebbero essere infiniti dal tassista che si inventa le strade più strane per portarti a destinazione(e intanto il tassametro corre) ai gestori telefonici che venerano il DIO SCATTO ALLA RISPOSTA e lo SPIRITO CENT/SEC.
Il Tempo e il denaro sono due metodi convenzionali che l'uomo ha inventato per dividere il gorno dalla notte ed il ricco dal povero.
La riflessione che mi hai stimolato, di questo continuo a ringraziarti, mi ha fatto arrivare alla conclusione che:
"IL tempo NON è denaro" Esso ha un valore molto più grande soprattutto quando si parla del MIO tempo, ossia di quel tempo che sottraggo al mio riposo, al piacere di stare con le persone che amo, al piacere di passeggiare nel parco o di leggere un bel libro.
Di questo tempo pochi parlano forse perchè ancora nessuno gli ha dato un prezzo o più semplicemente perchè non ha prezzo.
Per questo sostengo lo job sharing non solo perchè lascerebbe più libero ogni singolo uomo di vivere la propria vita ma anche perchè ci sarebbe più lavoro per tutti.
Non noscondo che gli attuali contratti di lavoro JOB SHARING presentano alcune stranezze.
Se vogliamo condividere il nostro tempo per costruire qualcosa di buono come Ecolcity dobbiamo cominciare a pensare che chi partecipa a questo Social Network non stia lavorando ma stia dedicando il suo tempo più prezioso e quindi ringrazio Te e coloro che stanno partecipando attivamente alla realizzazione di questo progetto.
Un ringraziamento particolare va a Roberto Admin che di tutto ciò ne ha fatto una missione ed e sempre lì in prima linea loggato in Ecolcity ed in conversazione su skype.
Forza Ragazzi.
Paolos.
Ciao a tutti
Bisogna che ci mettiamo d'accordo, o decidiamo che quello che sta succedendo significa il fallimento dell'ideologia capitalista, come quello che è successo 20 anni fa ha decretato il fallimento dell'ideologia del comunismo, oppure non ne usciamo.
20 anni fa quando crollo L'unione sovietica, nessuno difese i principi del comunismo, anche se sulla carta potevano essere visti come valori importanti, tutti dissero che il comunismo reale era un'altra cosa, ovvero una dittatura che impoveriva i popoli e che era un bene che fosse crollato.
Ora perché tutti si ostinano a difendere i valori del capitalismo, quando oramai è chiaro, che il consumismo sfrenato sta distruggendo il pianeta e che il capitalismo reale schiavizza i popoli in favore di una elite dominante.
In una vera economia, banche private, multinazionali, globalizzazione economica sono deleteri.
Trasportare un bene dalla Cina solo perché costa meno, o costruire cose inutili è una pazzia, perché è antieconomico per il pianeta.
L'uomo nel suo delirio di onnipotenza non percepisce che vive in un sistema finito, dove è impossibile la crescita infinita, ma dove è solo possibile aumentare con giudizio l'efficienza del sistema orientandolo al miglioramento della vita umana.
Trasformare materie prime inerti (da milioni di anni), in prodotti inutili che durano mesi, e che poi diventano rifiuti inquinanti che durano millenni, è da ritardati mentali.
Prima smetteremo di difendere il sistema che ci uccide e prima ne usciremo fuori.
Vita sana, in luoghi incontaminati, mangiando cibi biologici e bevendo acqua pura, e respirando aria pulita (lasciando terra, mari e fiumi puliti), questo è quello che ogni essere umano deve perseguire, ed ha l'obbligo di lasciare ai propri figli e nipoti.
Il vero sviluppo nasce da questi punti fermi, ed ogni deroga a questi punti è una inciviltà, ora l'uomo ha le conoscenze e le tecnologie per sviluppare un mondo ecologico e questo è l'unico investimento che deve fare, l'unico obbiettivo su cui impiegare tutte le proprie forze e risorse; ma questo non lo fa, perché l'uomo in realtà odia se stesso e plaude alla fine della propria razza, oramai schiava della propria deleteria ottusità egoistica.
Ora servono uomini e donne nuovi che riescano a cogliere dentro se stessi, la forza positiva che è in tutti noi, impiegandola per la creazione di nuove reali alternative al sistema attuale.
Solo questo può farci uscire positivamente dalla attuale crisi sistemica (economica, sociale e di valori) che distruggerà le nostre false economie.
Saluti
Roberto Franzè
Ciao, la democrazia...
Nella teoria e' giusta,
Nella pratica e' un fantastico esempio di sistema istituzionale corrotto riconosciuto e accettato da un meccanismo omertoso e di comodo con un ciclo di vita che non prevede evoluzione.
L'intelligenza di uomini, pochi uomini, ristrette comunità siano essi ingegneri, scrittori, pittori, filosofi...contadini o altro...percentualmente dimostra che appartiene a pochi e il resto della massa capisce sempre troppo tardi.
L'infinita saggezza delle piccole comunità di villaggi...tornerà
L'uomo di oggi è finito è irrecuperabile dobbiamo tornare alle piccole comunità allo scambio sul vero valore delle cose dei servizi
L'infinita saggezza delle piccole comunità di villaggi...tornerà un capo villaggio, un consiglio approva e le cose vanno per il verso giusto.
Il medioevo e' già iniziato dobbiamo solo prepararci...dove ognuno varrà per quello che di utile sa fare per la comunità.
bn
Alex
a l e x b l u @ e m a i l . i t
Gli antichi greci pensavano che la Democrazia fosse una degenerazione della politia, che loro ritenevano la migliore forma di governo, e che somiglia alla oligarchia ma non è oligarchia in quanto la "classe" che dirige nella poliarchia non è omogenea per censo o condizione sociale, bensì per attributi culturali, di competenze e di formazione, quindi di consapevolezza di gestione della cosa pubblica nel senso esplicitato da Pericle nel "ad Atene noi facciamo così" (almeno così mi pare di ricordare, accetto volentieri di essere sbugiardato su questo punto).
Ormai mi sono quasi convinto che, come si necessita di una patente per guidare una macchina, così si dovrebbe essere in qualche modo abilitati all'esercizio del voto: purtroppo si apre il dilemma su chi e in base a quali requisiti dovrebbe "abilitare" il cittadino a votare. Oppure fare come in America: se vuoi votare ti iscrivi alle liste elettorali, non risolve, ma aiuta.
In ogni caso Ecolcity, date le dimensioni, funzionerebbe più come una sorta di assemblea tribale, immagino, con dei momenti di confronto dove si decide cosa fare per quanto interessa tutta la comunità con un esercizio molto diretto di democrazia.
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