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Il progetto casa Ecolcity e la casa 100k


By Roberto Franzè admin - Posted on 31 ottobre 2008

Cosa sono per noi le Ecol Abitazioni?

Lo staff di Ecolcity sta preparando un'area dedicata ai progetti di abitazioni e tecnologie ecologiche.
Stiamo anche lavorando a dei progetti di case ecologiche da 48 mq. a 128 mq. con costo di 1000 Euro al mq.

Le case saranno modulari a blocchi di 16 e 24 mq., quindi si potrà partire da una casa da 48 mq (cucina-tinello, bagno, ripostiglio e camera), fino ad arrivare a 128 mq. (cucina-tinello, sala, 3 bagni, ripostiglio, 3 camere e studio).

La casa che vogliamo realizzare è una casa che cresce con la famiglia, sei single: ti compri una casa di 48 mq., ti sposi: aggiungi il modulo salone, ai un bambino: aggiungi il modulo camera, ai una bambina: aggiungi un'altro modulo camera, la mamma viene ad abitare con voi: aggiungi un'altro modulo camera, vuoi una stanza per il tuo lavoro: aggiungi un modulo studio.

Quando le tue esigenze cambiano non devi cambiare casa, la devi solo ingrandire, cosi i tuoi soldi li spendi solo se hai una vera esigenza.

E' chiaro che non è intenzione del progetto Ecolcity produrre case, ma eventualmente di organizzare la costruizione di villaggi con case realizzate da aziende specializzate magari con un progetto in collaborazione.

Abbiamo parlato di aziende e non di costruttori, questo perchè noi riteniamo che la casa del futuro sarà una casa semi prefabbricata, ad esempio strutture in travi prefabbricate di cemento, acciaio o legno e pareti in legno e/o di laterizio accoppiati ad altri materiali isolanti.

Nel frattempo ci teniamo a presentare una iniziativa di un importante architetto italiano, Mario Cucinella, la casa 100K ovvero 100mq. a 100.000 Euro.

Il progetto

Anchè se questa casa (cosi come presentata ora) non è adatta al nostro progetto, perché si tratta di abitazioni in condominio, e in un villaggio agricolo (ecolcity F1) ci sarà abbastanza spazio per costruire case singole.

Presentiamo questo progetto perchè è la dimostrazione che si possono costruire case a basso costo e soprattutto che non consumano, ma lavorano per noi; veramente simpatico lo slogan coniato per questa casa: "50.000 Euro li metti tu, gli altri 50.000 Euro li mette la casa", questo per indicare che la casa fa guadagnare dal risparmio energetico.

In sintesi:

Una realizzazione capace di restituire il senso di piacere dell’abitazione e ripagare il costo dell’investimento con l’energia che è in grado di autoprodurre.

La ricerca è finalizzata alla realizzazione di una casa da 100 mq a Zero emissioni di CO2, grazie all’impiantistica fotovoltaica integrata architettonicamente, all’utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell’aria per quelli estivi, e a tutte le strategie passive adottabili per rendere l’edificio una macchina bioclimatica.

Il contenimento dei costi di realizzazione è invece affidato all’impiego di prefabbricazione leggera e flessibile: elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi;  sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l’aspetto esterno, ma anche garantire un’estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge, eccetera).

Il tutto inserito in un framework che costituisca l’ossatura base non invasiva di uno schema aggregativo di abitazioni monofamiliari. Si arriva così al risultato di una casa componibile che consente di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi.

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Sono un Architetto neo laureato della facoltà di Torino
Desidero prendere parola per raccontarvi qualcosa dell’ esperienza da me maturata. Durante il mio percorso di tesi ho infatti  avuto modo di sperimentare una valutazione della sostenibilità ambientale nei confronti di alcune architetture. L' esperimento da me condotto ha utilizzato due indicatori ambientali (Impronta ecologica ed Embodied Energy) per la valutazione del carico ambientale generato dalla costruzione di due semplici villette, una ecosostenibile ed una con tecnologie tradizionali. Leggendo gli intenti nobilissimi del vostro sito, non ho potuto non interessarmi all’argomento, e vorrei presentarvi alcune riflessioni emerse nella mia piccola esperienza. Prima di tutto, la costruzione di nuovi  edifici e veramente molto impattante. Pensate che le energie consumate per la produzione edile sono 100 volte superiori alle energie consumate dall’ edificio nel suo consumo annuo. Oltre a questo vanno aggiunti i materiali consumati che spesso in campo edile non sono rinnovabili. L’impatto di un edificio è quindi enorme, soprattutto se realizzato con criteri poco sostenibili. Non voglio annoiarvi oltre, anche se ci sarebbero veramente molte questioni aperte che sarebbe interessate approfondire. Mi preme però consigliare un approccio diverso. Il recupero di alcuni edifici  abbandonati infatti, potrebbe essere in chiave ecologica un ottimo spunto per ridimensionare in nostro impatto. Nel caso invece di necessita di nuova costruzione, l’edificazione di edifici pluriplano, non deve essere scartata a priori. L’ impatto legato infatti a questa tipologie edilizia e sicuramente minore , grazie alla presenza di strutture comuni ad ogni unità abitativa. Non vado altre, ma rimango a disposizione per eventuali chiarimenti in merito.
Alessandro 

Salve Alessandro,

ti ringrazio per i tuoi consigli, li trovo interessanti.

Io vivo a Roma e ho lanciato l'idea di ecolcity per affrontare diverse problematiche.

A Roma le case costano moltissimo, oltre 250.000 euro per un piccolo appartamento.
Se si sceglie di vivere nelle periferie più lontane si risparma qualcosa ma, se si lavora a Roma, i costi di trasporto ed i tempi persi negli spostamenti, non rendono conveniente la cosa.

Migliaia di giovani si indebitano per comprare casa e data la precarietà del lavoro, arrivano
all'acquisto senza avere proprie risorse, quindi prendono anche mutui di 150.000 Euro e più, ipotecando il loro stipendio per 30-40 anni.

Noi proponiamo di costruirsi in proprio casa e lavoro nello stesso luogo, credo che anche questo sia da calcolare quando si parla di impatto di un edificio.

Roberto Franzè

Sono perfettamente d’accordo con quello che proponete, anche dal punto di vista economico.  Avere la possibilità di eliminare cifre proibitive e soprattutto mutui troppo grandi è un ottimo approccio anche dal punto di vista ambientale. Disperdere i capitali investiti per  diciamo “migliorare il mondo”  in mutui che alimentano mercati finanziari dall’ impatto non controllabile (la banca con le vostre rate non si può capire che tipo di attività sponsorizzi)è un grave problema. Sono quindi completamente in accordo con quanto sostenete. Per il discorso del trasporto casa-lavoro è sicuramente un discorso da considerare, e non solo considerando il diretto inquinamento del trasposto giornaliero, ma anche e soprattutto quello secondario. Lo stile di vita del lavoratore pendolare, costretto a vivere lontano da casa per più ore al giorno e sicuramente maggiore di un lavoratore che può tornare a casa a suo piacimento (Es pranzo fuori ogni girono VS pranzo a casa). Sarebbe esternamente interessate la possibilità del telelavoro, ma questo vale solamente per alcune tipologie di lavoro.
Quello che volevo sottolineare, anche se premetto di non conoscere molto bene la situazione del Lazio, e la possibilità di appoggiarvi in qualche località già costruita e attualmente in stato semidisabitato. In Piemonte è pieno di questi centri. In questa maniera abbattereste i costi di costruzione, sia ambientali che economici. Inoltre la rifunzionalizzazione di alcune case non ne limita le prestazioni energetiche ne il confort abitativo. Alcune soluzioni oltre ad essere più economiche permettono un confort migliore. Vi faccio un piccolo esempio: spesso si pratica la sostituzione dei serramenti con nuovi elementi molto più performanti. Oltre a questa possibilità però esiste anche l’aggiunta di un secondo serramento vetrato. In questo caso, non servirà acquistare  il serramento con la prestazione maggiore (più costoso), ma basterà acquistare il più economicoe meno perforamte. La prestazione energetica sarà comqunq garantita in quanto l’effetto coibente del serramento già installato si sommerà a quello nuovo. Inoltre no si avranno le spese di eliminzione del serramente precedente, con qunadi un ulteriore risparmio. Chiaramente se dovesse essere necessario costruire qualcosa consiglio l’utilizzo di materiali naturali come il legno (che può essere usato anche per edifici a più piani di altezza), come già consigliato da altri commenti. Anche in questa tecnologia è però necessario avere le opportune accortezze per ottimizzare ancora di più l’impatto ambientale, ma non voglio dilungarmi oltre. Il legno rimane comunque un ottima tecnologia costruttiva su cui orientare le proprie scelte in chiave di costruzione ecologica.
Alessandro

Ciao,

sono uno studente di Ingegneria Edile di Firenze.

Ho appreso da una rivista del progetto 100k di Cucinella a Torino.

Dal momento che volevo approfondirlo per un corso relativo all'architettura contemporanea e il social-housing, chiedo cortesemente se, per quanto ne sappiate, il complesso di Torino sia stato ultimato.

Apprezzo moto tutto il vostro impegno e quanto state svolgendo.

Grazie

Giuseppe

A distanza di due anni da questa stupenda discussione...a che punto si è arrivati? qualcuno ha realizzato qualcosa?
E' nostra intenzione costruirci una casetta e l'idea di costruirla nel massimo rispetto della natura che ci circonda sta prendendo sempre più piede nel nostro cuore.
...aspettiamo vostre BUONE notizie.
Ciao a tutti

Si Si il progetto volge al termine, è tutto pronto,la piscina è completata il parquet è di ultimissima lamatura il sistema d'allarme installato vi ha garantito l'immobile per questi due anni, peccato che però non è aperto a chi fa lavorare gli altri e poi si ricorda che qualcuno ha lanciato un'iniziativa.Costruitevela pure nei vostri sogni la casina ecologica. Scusate ragazzi ma quando è troppo è troppo, volete tutto e subito e a condizioni vantaggiose.Mi dispiace ma non siamo costruttori siamo gente semplice che ha voglia di costruire INSIEME un progetto di vita alternativo. E' l'unico modo per farlo costare poco. Se però vi piace il piatto servito allora aspettate ancora qualche anno e vi prometto che vi vendo una quota ma a condizioni non proprio vantaggiosissime.
Ragazzi vi voglio più partecipativi!!!!Capitoooooo????
Ma voi in questi due anni cosa avete fatto?Se avete avuto esperienze positive o idee perchè non ce le raccontate?
Scusate la schiettezza.
Paolo

Credo che si dovrebbe ripensare l'edilizia in senso ecologico a partire dalle... fondamenta. Attualmente costruire significa molto spesso distruggere la parte più preziosa del terreno, lo strato fertile, in altri termini desertificare.
Apprezzo la vostra idea delle case monofamiliari anche perché, essendo leggere, per esempio se realizzate in legno,  richiedono minime opere di fondazioni.

Mi piacciono gli edifici bassi anche perché hanno rispetto del luogo dove sono collocati e perchè propongono un rapporto più naturale con l'ambiente invitando a passare più tempo possibile all'aperto.

Immagino le case in sinergia con la natura, circondate da alberi ed arbusti e completamente ricoperte da rampicanti che ne migliorano l'isolamento in inverno, il raffrescamento estivo e le proteggono dai venti.
Ci sono tante piante rampicanti che non costano nulla e sono adatte perchè molto resistenti, per esempio l'edera helix per i lati meno esposti o le viti rampicanti (partenocissus) o l'infestante vitalba per le zone più calde e il tetto.

saluti a tutti
federico donelli

Il tuo post è veramente utile, grazie per tutte le informazioni.

Ciao sarei interessata a partecipare ad un gruppo operativo per un villaggio Ecolcity in Lombardia.
Fatemi sapere se esiste già.
Grazie
Alessia

Alcune persone che hanno proposto delle iniziative le trovi qui:

http://www.ecolcity.it/cms/forum/2

Roberto Franzè

Salve,
Mi chiamo Luca, esercito la professione di Geometra a Bologna.
Penso che sia un'idea molto innovativa la vostra e sono interessato alla costituzione di un gruppo creativo a Bologna e volendo anche a Cagliari.
Essendo nato in Sardegna e vissuto per 27 anni, penso di avere come principio fondamentale il rispetto profondo della natura, e continuo a pensare che sia un valore che oggi pochi hanno.
Quindi per questo mi candido per una eventuale collaborazione con voi.

Salve sono Roberto, abito e lavoro a Bologna. Sento molto vicine al mio modo di pensare e sentire le esperienze dei GAS e dei GAT.
Voglio mettere a conoscenza te, e chi ci legge, di un progetto, al momento ancora nella fase embrionale, che sto cercando di delineare con alcuni amici.
 In questo momento estremamente critico dal punto di vista economico e sociale ci è sembrato importante pensare ad una concreta possibilità che, in tempi possibilmente brevi, permetta di creare un'opportunità di lavoro, in un luogo in cui si possano condividere e socializzare idee e finalità, in un rapporto corretto con l'ambiente. Stiamo cercando nei dintorni di Bologna, in ambito collinare, un territorio in cui insediare una sorta di "parco ambientale" con strutture a basso impatto che utilizzino metodi costruttivi  e tecnologie alternative per produrre e risparmiare energia. La finalità non è tanto il loro utlizzo in sè, ma l'opportunità di farle conoscere concretamente. 
Questo progetto per sostenersi economicamente dovrà prevedere coltivazioni biologiche (ortaggi, erbe officinali ed aromatiche, ecc.), forme di ristorazione che utilizzino in primo luogo i prodotti autocoltivati o provenienti dal territorio circostante, piccolo allevamento. ecc.
Il valore aggiunto di tutte le attività sarà una forte valenza didattica, creando anche l'opportunità, con spazi appositi, di farle praticare ai frequentatori del parco.   
Abbiamo tante idee che qui, per problemi di spazio, non è il caso di approfondire, ma che saremo ben lieti di esplicitare nel caso che ci sia un interesse.

Ciao Roberto,

secondo me possiamo collaborare insieme per sviluppare nuove idee.
Una iniziativa simile a quella che tu proponi è già stata da me inserita in Ecolcity, però è in una area visibile solo agli iscritti.

Se ti iscrivi questo è il link

http://www.ecolcity.it/cms/lavoro-ecologico-in-ecolcity

Saluti

Roberto Franzè

Alcuni giudizi sull’attuale congiuntura presenti nel sito sono sicuramente condivisibili; giustamente si mette in evidenza come i soggetti che subiscono le maggiori conseguenze di tutti i cataclismi economico-finanziari sono ... sempre quelli. Però, secondo il mio punto di vista, non dobbiamo aspettarci aiuto da nessuno! Men che meno dal versante politico. Il cambiamento può venire solo da noi, unendoci, progettando e concretizzando esperienze virtuose come gruppi “autosufficienti” che sappiano operare per una parte importante dei bisogni delle persone: forme di socialità che includono il lavoro, l’alimentazione, la produzione agricola, il fabbisogno energetico... Tutto ciò, ovviamente, in forme assolutamente compatibili con l’ambiente.

Temo – ma questo è il mio parere – che sia difficilissimo realizzare un’esperienza così importante come i villaggi Ecolcity. I tempi non mi sembrano purtroppo maturi. Il percorso sarà lungo. Per arrivarci dovremmo mettere in campo progetti più circoscritti che possano aggregare persone consapevoli in grado di far “vivere” le tematiche che ho sopra delineato in modo tale da aggregare, a loro volta, altre persone.

Come ho già scritto nel mio primo precedente intervento nel blog, con alcuni amici stiamo già cercando di concretizzare il progetto che abbiamo chiamato “Il parco della casa del sole” e che ci piace pensare potrà essere – e in questo si sintetizza già l’idealità che lo connatura – un “laboratorio delle idee e delle opportunità”. È ormai pressante la necessità di individuare altri compagni di strada che condividano il nostro percorso (e le idee che lo guidano) e possano esserne parte portando anche un apporto di competenze professionali, indispensabili per la realizzazione del progetto stesso per ciò che riguarda sia gli aspetti costruttivi che gestionali.

Molto sinteticamente, siamo alla ricerca di un’area agricola di 10-15 ettari in ambito collinare che sia “contenitore” di un progetto articolato su 3 livelli che si integrino e sostengano a vicenda, in modo tale che possa essere economicamente sostenibile.

1. Vogliamo installare una struttura in legno dotata di una serie di impianti in grado di produrre e risparmiare energia rendendo il Parco autosufficiente, che costituisca nel contempo una sorta di “esposizione permanente didattica” delle tecnologie “virtuose” disponibili.

2. Il terreno verrà utilizzato per coltivazioni che abbiano la valenza di autoconsumo e siano

al contempo dimostrative di come si può coltivare in modo biologico, rispettoso del territorio, utilizzando metodi tradizionali e varietà colturali autoctone o che stanno scomparendo perché non più produttive. Una parte ulteriore sarà messa a disposizione di coloro che vorranno praticare in prima persona forme di coltivazione in sintonia con le forme e i modi previsti dal progetto. E altro ancora: piccolo allevamento, apicoltura ...

3. Il Parco sarà dotato di una struttura di aggregazione e accoglienza in grado di ospitare i visitatori, sia per le iniziative culturali e didattiche, che per la ristorazione per la quale verranno utilizzati in primo luogo prodotti autocoltivati o provenienti dal territorio circostante.

Tutto questo si può riassumere con 3 parole d’ordine: Energia, Agricoltura, Didattica.

Il valore aggiunto di tutte le attività sarà appunto una forte valenza didattica rivolta ai frequentatori del parco e soprattutto alle scuole. Inoltre è importante creare uno stretto rapporto con il territorio circostante, in primo luogo con allevatori e agriricoltori biologici, offrendo opportunità e spazi per momenti di incontro con i visitatori-consumatori.

Un’ultima cosa mi preme sottolineare: il nostro progetto deve essere portatore di un messaggio “forte” nella direzione di un modo di investire diverso e socialmente utile, perché può produrre ricchezza (e non solo in termini economici) nel nostro territorio; vuole essere un esempio di come un gruppo di cittadini, senza ricorrere a finanziamenti bancari, può investire in un progetto creando opportunità di lavoro aprendo nuove prospettive per il futuro.

Meno male che avevo detto “sinteticamente”. Per chi fosse interessato ci sarebbe ancora molto altro.

Ciao Roberto

La vostra idea è sicuramente interessante, noi penso entro 2 settimane andiamo a vedere un terreno simile a Padula, Salerno.
Una persona ci ha contattato perché dispone di circa 12 ettari, con una grande casolare da ristrutturare;
vuole trasformarlo in un struttura di ricevimento e didattica sui temi ecologici, ed anche in una struttura per ospitare turisti.

A Milano un altro gruppo ci ha contattato, perché intende costruire un ecovillaggio per la prevenzione dell'anzianità, ossia una struttura dove le persone vadano a disintossicarsi a fare passeggiate e cure naturali.

Per ora Ecolcity vuole essere un punto di incontro tra proposte diverse, il sito l'ho creato proprio per dare modo a tutti di far conoscere le proprie iniziative e conoscere altre persone interessate.

Abbiamo anche dei progetti, in questi anni il sito mi ha messo in contatto con molte persone anche residenti all'estero.

Infatti le proposte che stiamo preparando sono:
una per l'Italia (dedicata alla casa ed al lavoro), una all'estero in una oasi ecologica (fuga dalla civiltà industriale) ed una per possibili eventi catastrofici.

L'interesse per il sito Ecolcity sta aumentando, sto preparando nuovi strumenti per migliorare i contatti tra gli utenti.

Se hai un sito metti pure il link, altrimenti crea uno spazio dedicato alla tua iniziativa sul forum, cosi magari troverai altre persone interessate della tua zona.

Anche io la penso come te, i politici dei cittadini se ne fregano altamente, loro sono solo i camerieri dei poteri forti, le cose devono nascere dai cittadini direttamente.

Saluti

Roberto Franzè

Ciao  Roberto Franzè,
Sono felicissimo di esporti le mie idee ,non propriamente nuove se non in un approccio di servizio per tutti i possibili protagonisti di tematiche  ambientali e non ,un diverso approccio nei rapporti dei vari protagonisti.
Mi scuso fin da ora per la lentezza dei futuri contatti dedicando
solo lo spazio tempo pausa pasto, casuale la risposta del 5/5 ore 18.59. Grazie .
SALUTI Roberto Salvi.

Se vuoi cercare persone interessate per i luoghi che ti interessano apri una discussione in questa parte del forum.

http://www.ecolcity.it/cms/forum/2

Roberto Franzè

Ciao a tutti!

sono capitato per caso in questo sito.. e ho letto questa cosa interessante per l'ecolcity in toscana e vorrei dare il mio contributo, dato che lavoro per un'azienda edile molto sensibile sul risparmio energetico,eco case ecc...
se avete bisogno di qualsiasi cosa contattatemi!

Sono Antonio, e sono socio del CoHousing Toscana link
stiamo cercando in Toscana, siti edilizi e/o terreni edificabili per gruppi di soci.
Il mio sito è molto critico e vorrei realizzare concretezza
http://www.bravitaliani.com/news.php

saluti
\anto

che dici..? pensi di pensare a..dei buoni pensieri, il giorno che ci penserai ?
.::anto & caracara = noidue::. 

Io sono interessato a progetti qui in Toscana/Versilia.
Ma secondo me DOVREMMO SALVARE QUANTO PIU' TERRENO PER L'AGRICOLTURA.
Forse la soluzione migliore sarebbe trasformare gradualmente le citta'attuali in senso ecologico in occasione di ristrutturazioni.

Ciao Vinicio

Se sei interessato ad una eventuale Ecolcity in Toscana ti consiglio di iscriverti come utente in modo che quando creeremo un database degli interessati, verrai ricontattato, per ora se ti va puoi lanciare una tua iniziativa puoi metterla in questo forum:

http://www.ecolcity.it/cms/forum/2

Costruire delle Ecolcity, non significa sottrarre terreni all'agricoltura, ma al contrario recuperare terreni per questa basilare attività.

Ristrutturare piccole cittadine è sicuramente una grande cosa, ma per le grandi città, oltre ad essere molto difficile, manca la volontà politica.

Il progetto Ecolcity punta all'autosufficienza ed alla massima efficienza, cose impossibili per le grandi città.

Roberto Franzè

Io immagino una futura comunità ecolcity che condivida spazi comuni:

se daremo concretezza ad una comunità, molto probabilmente si traterrà di una comunità agricola, dove inevitabilmente dovremo dividere e condividere i compiti .

CIò detto penso che sarebbe molto più comodo,economo e in linea con un pensiero d'associazione, condividere spazi comuni come la cucina e la sala da pranzo, la cui gestione spetterebbe di giorno in giorno ai vari membri, secondo una turnazione.

Ovviamente non discuto sul fatto che ognuno debba usufruire di uno spazio personale come la camera da letto, il bagno e un soggiorno .

Forse la mia idea di vivere in una comunità si avvicina più a quella di vivere in un grande albergo, dove ognuno ha a disposizione la sua suite personale e che deve tenere in buon ordine e probabilmente non tutti condividono questa visione .

Dal canto mio vedo degli innegabili vantaggi riassumibili in questo :
- minori costi di realizzazione ( un unico stabile è certamente più economo da realizzarsi piuttosto che singole costruzioni)
- minor tempo da dedicare alle pulize di casa ( gestire tre stanze anziche 5,6 o di più lascerebbe maggior tempo libero alle persone)
- ritrovarsi a pranzare e a cenare in luoghi comuni diventerebbe occasione per discutere sulla gestione della ecolcity o su problemi eventualemente incontrati nella giornata.

Concordo con i servizi comuni, mentre penso che la soluzione con uno stabile unico, non sia adatta per una vita in campagna.

Questa è la mia idea:

Una serie di villette a schiera che confinano tra loro con una tettoia che fa da garage, queste formano un grande quadrilatero, con una strada all'esterno dove vi è l'ingresso per le automobili + pedonale ed una strada interna che divide le case dai giardini interni.

All'interno del quadrilatero i giardini e gli edifici comuni con sopra i tetti i pannelli solari.

Roberto Franzè

 Buongiorno a tutti,

sono interessato alle abitazioni progettate da Samuel Buckminster Fuller per uso civile, le "cupole geodetiche". Ho trovato in rete alcune foto, ma scarso materiale divulgativo.

Qualcuno ne può parlare? Sono una favola o un'alternativa reale? 

Ho trovato un sito canadese in cui si dice che è addirittura possibile costruire una casa con delle tavole di legno opportunamente fissate in un reticolo da "cupola geodetica" appunto.

Un saluto a tutti.

Alex

Molto interessante il progetto di Cucinella! Entusiasmante ed al passo coi tempi... ma mi chiedevo, allo scopo di auspicare la diffusione di questo progetto, quanto costerebbe ad un imprenditore la realizzazione di unità abitative di questo tipo? Ovvero, volendo mantenere un prezzo di mercato di 100k euro, quanto potrebbe ricavarci un imprenditore che decida di investire sui materiali e sulla manodopera necessari per la realizzazione di case di tal tipo?

Mi dispiace ma non conosciamo questa informazione.

Posso solo dirle che una casa lineare in struttura di cemento e tamponatura tradizionale, costa al costruttore dai 900 Euro (base) ai 1500 (lusso) Euro mq.

Una casa di legno, da 300 Euro (base) a 900 Euro (lusso) mq.

Facendo un rapporto penso che questa presentata dall'architetto Cucinella possa costare ad un costruttore dai 600 Euro agli 800 Euro, ma il prezzo è anche legato alle tecnologie usate per la produzione di energia e calore.

Penso che il prezzo relativamente basso di 1000 euro al mq. all'utente finale, si raggiunga anche con accordi con i comuni, per quel che riguarda la disponibilità di terreni in concessione.

Saluti

Roberto Franzè

sono pronto. ho intenzione di acquistare casa e aspetto solo che venga realizzato il vostro progetto nella provincia di Torino.
buon lavoro

Per poter realizzare progetti simili è necessario collaborare per creare una mentalità nuova, c'è bisogno di documentarsi e discutere e quindi credo che per poter arrivare ad avere una casa del genere, che sarebbe una cosa meravigliosa, non basti volerla acquistare....
io sono interessata a creare una ecolcity, vivo a Torino e mi piacerebbe costituire un gruppo operativo; ho anche inserito un argomento nei forum...
se sei interessato aspetto notizie.

giulia paschetta

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