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Crisi economica 2009 - 2010 - 2011 - 2012 .... 2020, prepariamoci a diventare poveri. 2° parte


By Roberto Franzè admin - Posted on 18 aprile 2009

Continua da 1° parte

Come abbiamo visto nella 1° parte, le 3 teorie dominanti sulla crisi economica 2008 - 2009 - 2010, spiegano tutte che gli eccessi nel nostro sistema capitalistico, hanno rischiato (per alcuni) o rischiano (per altri) di far crollare l'economia mondiale, mentre per altri ancora, esiste un complotto per arrivare ad una dittatura globale.

Quindi in questo momento storico, per i più, il problema maggiore sono gli eccessi introdotti nel sistema, e non le distorsioni del sistema stesso.
Si cerca a tutti i costi, di spostare l'attenzione sugli eccessi prodotti da uomini, società finanziarie, banche, politica ecc..; mi domando, perché non si mette in dubbio il sistema, come è stato fatto quando il comunismo è crollato in Russia?

Ma se ora, anche il capitalismo si rilevasse un fallimento, con cosa si potrebbe sostituire?  Non sarà che questo è il vero problema; per cui si preferisce pensare che togliendo gli eccessi il capitalismo funzioni e che le cose ritorneranno a posto.
Anche se esistono molte nuove idee, è utopico pensare che possano essere accettate dalle masse in breve tempo.

Io voglio dimostrare come il vero problema, non sono stati gli eccessi (se non come acceleratori del processo), ma che il problema è insito nel sistema, quindi se la crisi è del sistema, anche ipoteticamente togliendo gli eccessi, il risultato nel medio o lungo termine non cambierebbe; c'è anche da dire che gli eccessi in un sistema umano, dipendono dalla variabile uomo,  quindi nessun sistema può esserne immune.

Vorrei anche sottolineare che, i sistemi economici e di governo non nascono come risultati di calcoli scientifici matematici che cercano di prevedere che il sistema si sviluppi nel tempo in modo di ottenere la migliore efficienza e giustizia possibile.
La maggior parte dei sistemi umani nascono spesso dagli interessi di forze dominanti, da compromessi storici, dalla esigenza di risolvere problemi sociali attuali (senza possibilità o volontà di occuparsi dei problemi futuri); quindi difficilmente questi hanno una coerenza a lungo termine, è molto più facile che riescano ad essere coerenti nel breve termine, ed in spazi ridotti.
Per esempio per quanto riguarda le società umane, gli interessi delle generazioni di un determinato momento storico, potrebbero non coincidere con quelli delle generazioni future.

In effetti, a mio avviso, esiste nel sistema capitalistico una mancanza di base la quale dimostra che esso non è un sistema coerente.
Se il capitalismo fa della competizione e dell'egoismo umano, il suo motore ed ammette che l'uomo possa impegnarsi solo per se stesso, come mai non mette un limite al principale eccesso (ricchezza) che egli, per definizione e di fatto, può procurare.

Ora vi illustrerò la mia teoria esprimendola con una formula matematica.
La formula: La capacità del capitalismo di distribuire ricchezza è inversamente proporzionale allo sviluppo tecnologico ed alla diversità dei mercati (diversità della ricchezza dei popoli e dei diritti dei lavoratori).

Faccio una importante premessa, valuterò la situazione più positiva possibile, cioè non considererò le variabili e gli eccessi, che incidono negativamente sul sistema (es. speculazione finanziaria, corruzione, riduzione delle risorse energetiche e delle materie prime , costi da inquinamento ecc..); quindi se il capitalismo non funziona cosi, ovvero depurato da tutte le variabili negative, vuol dire che è un sistema sbagliato.

Se una persona esprime una formula, sta a lui dimostrare che funzioni, quindi procedo:

Ci sono tre attori principali nel libero mercato: i proprietari delle attività produttive, i dipendenti che vi lavorano, i consumatori (tutti).

Il mercato funziona quando un impresa produce una merce che viene acquistata da un consumatore, l'imprenditore paga i suoi dipendenti e ha un suo personale guadagno, quindi dipendente ed imprenditore si trasformano in consumatori.
In una condizione ideale tutte le figure si devono bilanciare, in effetti se l'imprenditore non paga i suoi dipendenti questi non possono essere consumatori e l'impresa, non potendo vendere le merci prodotte, fallisce.
Il capitalismo (libero mercato) mette il consumo, alla base del suo sviluppo.
Uno dei principi base del capitalismo è che se non lavori, non puoi consumare; da questo ne consegue che affinché il sistema produca ricchezza generalizzata, occorre una larga base di lavoratori e di consumatori.
Il fatto che il lavoratore ed il consumatore coincidono e si possono muovere in libertà sono la forza del capitalismo, ed in effetti questo ha prodotto enorme ricchezza ed ha contribuito ad un benessere diffuso (magari a scapito dell'ambiente, ma questa è un'altra storia).

Ora vediamo, in che modo la tecnologia contribuisce nel lungo termine ad indebolire il capitalismo:
  
Gli imprenditori in concorrenza tra di loro, utilizzano la tecnologia per essere più competitivi e la tecnologia aumenta la quantità di produzione a parità di lavoratori; ora le scelte sono 2:

1) Si riducono i dipendenti

Soluzione non proponibile, visto che i dipendenti sono anche i consumatori; se questi non possono più comprare si dovrà ridurre la produzione, con la conseguenza di una ulteriore riduzione dei dipendenti, innescando una spirale negativa.

2) Si aumenta la produzione.

In effetti questa è una strada auspicabile (inquinamento a parte) perché aumentano i beni prodotti, ed anche perché questo comporta che vi deve essere anche un aumento degli stipendi, altrimenti, i consumatori, non possono comprare i maggior prodotti disponibili.

Fin qui abbiamo visto come il capitalismo (perfetto), possa generare ricchezza.

Ora vediamo cosa succede se la tecnologia aumentando la capacità di produzione satura il mercato, a quel punto la capacità di consumare diventa costante (praticamente ai due lavori 8 ore le passi a produrre, e 8 ore a consumare), mentre la produzione aumenta, anche in questo caso le scelte sono:

1) Si riduce la produzione.

Questa soluzione non è proponibile perché in questo modo si riducono i dipendenti - consumatori, innescando una spirale negativa.

2) Si fanno durare le merci di meno (obsolescenza programmata, esempio con la moda) e/o si riducono i costi utilizzando materiali meno buoni (durata minore).

In questo modo, si può guadagnare tempo, ma la fine si arriva comunque a saturare il mercato. (lasciamo perdere il maggiore inquinamento che si produce).
Se poi i prodotti si comprano e non si usano, per cui si fanno lavorare persone non per produrre beni ma rifiuti, si crea inefficienza nel sistema.

3) Si spostano i lavoratori dalla produzione di beni ai servizi o allo svago per creare nuovi consumatori.

Questo però non risolve il problema perché anche questi, producono un bene (anche se non fisico) che deve essere consumato, altrimenti questi lavoratori non possono essere consumatori dei beni prodotti.

4) Si spostano i lavoratori dalla produzione di beni ai servizi gestiti dallo stato (si ricorre alle assunzioni pubbliche).

Questo comporta che a fronte di minor lavoratori che producono, aumentano coloro che forniscono servizi pubblici; fino ad una certa misura questo concorre positivamente alla creazione della ricchezza e del benessere, ma oltre una certa soglia determina una inefficienza del sistema che porta lo stato ad indebitarsi.

5) Si importano nuovi consumatori (attraverso l'immigrazione).

L'inserimento di stranieri più poveri, determina una nuova richiesta di beni, ma anche di posti di lavoro, se si prende anche in considerazione che molti stranieri inviano parte di quello che guadagnano verso le loro nazioni di origine, si può ritenere che questo apporto sia sostanzialmente irrilevante.
Mentre si innesca il fenomeno di lavoro nero a basso costo che tende ad abbassare anche gli stipendi dei lavoratori nazionali, riducendo la capacità dei lavoratori di consumare.

6) Si cercano altri consumatori in altre nazioni (globalizzazione).

Se  nella globalizzazione, ci si rivolge a paesi avanzati con mercati già saturi, si avrà uno scambio di merci, ma la situazione generale non cambia.

Allora si deve accedere a mercati non saturi dove esistono milioni di persone in uno stato di povertà; questi però non possono consumare, perché non hanno reddito; quindi li devi trasformare prima in lavoratori, affinché avendo reddito possano comprare le merci che l'impresa produce.
A questo punto le imprese multinazionali, dei paesi sviluppati, aprono loro sedi produttive nei paesi dove i mercati non sono saturi.

In questo caso però il costo della mano d'opera in quei paesi è molto più basso dei paesi più sviluppati, e quindi le imprese producono, in quei paesi, merci ad un costo più basso di quello che hanno nei paesi sviluppati.

In effetti, almeno inizialmente, le imprese non possono vendere nei paesi poveri i loro prodotti (più evoluti) costruiti nei paesi sviluppati, ma sono costretti a rivendergli i prodotti a basso costo costruiti in loco.
Quindi in questa fase, i problemi di sovrapproduzione nei paesi sviluppati rimangono, mentre nei paesi poveri inizia il processo di sviluppo.

A questo punto cominciamo a vedere come la globalizzazione, influisce negativamente sul capitalismo nei paesi sviluppati.

In un mercato libero, non si può impedire che l'impresa (multinazionale) cerchi il massimo profitto, quindi l'impresa riporta i prodotti che produce (a basso costo) nei paesi poveri e li rivende nei mercati sviluppati a costi (almeno inizialmente) simili a quelli presenti in quel mercato.

Questo costituisce una fonte di arricchimento enorme per le aziende multinazionali, che possono produrre a 10 e rivendere a 100, cosa impossibile se si produce in paesi sviluppati.
Inizia quindi una fase di aumento dell'importazione nei paesi ricchi di prodotti costruiti nei paesi meno sviluppati, mentre  le esportazioni dei paesi ricchi rimangono costanti (perché ancora non si è ancora creata nei paesi poveri una massa di consumatori benestanti, in grado di acquistare merce ad alto costo).

Vediamo ora cosa succede nei paesi più avanzati:

La concorrenza di merci prodotte a basso costo importate dalle multinazionali, colpisce per prime le aziende in loco che costruiscono il tipo di prodotti importati, queste ultime  per difendersi, iniziano anche loro ad importare semilavorati o prodotti finiti, che rivendono come se fossero i propri.

A questo punto (nei paesi sviluppati) si riduce la forza lavoro nel settore della produzione (un problema ora dovuto alla globalizzazione, ma che si somma a quello creato già dalla tecnologia), a questo punto per evitare la riduzione dei lavoratori consumatori si possono mettere in campo 2 soluzioni:

1) Sfruttare il vantaggio tecnologico dei paesi più evoluti, per creare merci più competitive ed evolute.

Questo comporta che i paesi più avanti con ricerca, alta tecnologia ed alta qualità dei materiali, tendono a migrare le produzioni su prodotti più evoluti e rallentano il processo di deindustrializzazione, che comunque prosegue perché se anche la ricerca, lo sviluppo e la produzione vengono fatte nei propri paesi, gran parte della produzione di semi lavorati viene fatta nei paesi a basso costo di mano d'opera.

2) Spostare le persone che lavorano nella produzione nei servizi e nella pubblica amministrazione.

Questa soluzione è stata attuata da molte nazioni prima della globalizzazione, per risolvere il problema degli esuberi dovuti alla tecnologia; e come abbiamo visto, oltre un certo limite, produce inefficienza di sistema che costringe gli stati ad indebitarsi.

Come abbiamo visto la tecnologia (macchine che prendono il posto dell'uomo) riduce in assoluto il numero di lavoratori, e la globalizzazione (lavoro e produzione a basso costo), riduce la produzione ed il numero dei lavoratori nei paesi sviluppati.

La riduzione della forza lavoro in sistema capitalistico significa riduzione dei consumatori, questo significa che fasce di popolazione senza lavoro, rischiano di non avere più accesso ai beni di consumo.

Conclusioni:

Da quello finora esposto si capisce che la globalizzazione, comporta uno spostamento di prodotti di consumo dai paesi poveri a quelli ricchi ed uno spostamento della ricchezza monetaria inverso.
Calcolando l'obsolescenza veloce delle merci di consumo, questo processo si ripete di continuo, fino a comportare che nei paesi sviluppati (a parità di consumi), le ricchezze in eccesso (risparmio accumulato negli anni dello sviluppo economico) tendono ad esaurirsi, e di conseguenza si assisterà ad un aumento del ricorso al debito pubblico e/o privato. Non dimentichiamoci che anche il debito pubblico è comunque un debito privato dei singoli cittadini.

Questo trasferimento di ricchezze, continua finché i sistemi non tendono ad equilibrarsi; il che significa che i paesi ricchi cederanno prima ricchezza in cambio di beni di consumo e poi dovranno competere con quelle economie, che hanno condizioni di lavoro e salari molto più bassi.

Se nelle economie dei paesi in via di sviluppo, le conquiste sociali saranno simili a quelle dei paesi sviluppati, la migliore condizione che si potrà avere, è che nei paesi sviluppati i lavoratori vedranno ridotta alla meta la loro capacità di acquisto ed i loro diritti, che saranno invece in aumento nei paesi in via di sviluppo.

Questo significa che a livello mondiale le economie occidentali devono prepararsi a diventare molto più povere di quanto sono adesso.

Dopo questo livellamento di ricchezza (di durata media 25 -30 anni), il sistema globale dovrebbe nel suo insieme ricominciare a crescere cosi come è stato inizialmente per i paesi sviluppati, alla sua massima espansione si avrà una alta produzione di beni diffusa a livello mondiale; questo potrebbe essere un aspetto positivo, se non fosse che noi viviamo in un mondo in cui le risorse sono finite, e dove purtroppo l'uso della tecnologia comporta inquinamento.

Riepilogo:

L'analisi sopra esposta, evidenzia che il capitalismo (anche se depurato da tutti gli eccessi) ha un limite ed una potenzialità negativa.

- Il limite è nella capacità di distribuire equamente la ricchezza, visto che ha come spinta principale il profitto personale e non vi pone alcun limite.

- La potenzialità negativa e che l'eccesso di produzione di beni, non rispetta la capacità limitata del pianeta di rigenerarsi dall'inquinamento che questo eccesso produce; un problema difficilmente risolvibile dal capitalismo visto che il suo fine è il profitto personale e non il bene comune.

Ho cercato di fare l'analisi del capitalismo depurato da qualsiasi distorsione, e se ne dovessi dare un giudizio direi che è un sistema sbagliato, perché se in una prima fase, anche se in modo discutibile crea ricchezza, a lungo termine è un sistema autodistruttivo , perché non ha in se le basi per auto correggersi.
E come se, per far correre di più un treno lo si alleggerisse non installando i sistemi di controllo, di sicurezza ed i freni, sperando che non si abbia mai bisogno di frenare.

Vediamo come lo sviluppo del capitalismo si è attuato in Italia e come la situazione si potrebbe evolvere in base alla teoria sopra espressa ( sviluppo simile ad altri paesi occidentali):

Consideriamo la fine della 2° guerra mondiale come un punto di inizio della storia moderna del nostro paese.

(vedi anche grafici allegati)
1950: inizio sviluppo economico
1970: l'industrializzazione fa perdere lavori nella produzione
1970: Si spostano i lavoratori nella pubblica amministrazione ed in imprese ed enti statali
1973: Inizia l'inefficienza del sistema, ed inizia l'aumento del debito pubblico
1990: Inizia la globalizzazione
1997: Inizia il controllo della spesa pubblica (per poter entrare in Europa)
1998: inizia ad aumentare il debito privato
2000: Aumenta la globalizzazione
2001: Il debito pubblico è legato al PIL dai parametri Europei
2001: Cresce il debito privato
2002: Riduzione del potere di acquisto
2003: Inizia la bolla immobiliare
2007: Inizia la crisi della borsa
2008: Inizia la crisi economica, primi lavoratori in cassa integrazione o licenziati
2008: Aumenta il debito pubblico e privato
2008-2009: Calo della produzione industriale
2009: Aumentano i lavoratori in cassa integrazione o licenziati
2009: Aumento del debito pubblico e riduzione del PIL e delle entrate fiscali
2010: Probabile crollo economia USA o inizio guerre, falsi attentati, ecc.. per tentare di evitarlo
2010: Aumento della disoccupazione e scoppio della bolla immobiliare in Italia
2010: Continua l'aumento del debito pubblico e la riduzione del PIL e delle entrate fiscali
2011: Riduzione di stipendi e pensioni
2012: Disoccupazione diffusa, riduzione dello stato sociale
2013: Rivolte sociali diffuse, aumento immigrazione
2014: Povertà diffusa, immigrazione di massa dai paesi africani
2015: Ristrutturazione sociale
2016: Stabilizzazione sociale
2017: Lenta ripresa industriale
2018: Inizio ripresa economica
2019: Livellamento dell'economia mondiale
2020: Mondo altamente competitivo governato da una oligarchia finanziaria
2021-2030: Distribuzione della ricchezza iniqua con pochi ricchi e molti poveri

Questo dovrebbe essere il trend, l'unica cosa che può cambiare è che le politiche monetarie,  possono anticipare o posticipare gli eventi.
Si potrebbe anche evitare questo declino, se il capitalismo fosse contestato dai popoli mondiali e coloro che hanno accumulato enormi ricchezze, fossero costretti a ridistribuirle.
Ma quest'ultima cosa i governi e le oligarchie la faranno solo se costretti da popoli coesi ed uniti, cosa a mio avviso difficilmente realizzabile.

Dobbiamo stare anche attenti, perché ultimamente vengono fatte sempre più leggi che limitano la libertà individuale; non è da escludere che in caso di gravissima crisi economica, chi gestisce il potere possa operare scelte o agire con operazioni illegali in difesa dei propri interessi.
Si potranno avere guerre, falsi attentati terroristici, eliminazioni fisiche di massa utilizzando pandemie, ecc...  qualcuno potrebbe già sapere che il Titanic (economia) affonda e senza dire nulla è già pronto sulle scialuppe (che non bastano per tutti).
Per chi gestisce il potere è più facile mantenerlo, se si agisce in uno stato di emergenza ( terroristica o sanitaria ecc..) che permetterebbe loro di agire attraverso leggi speciali in deroga alle leggi ordinarie.

Vedi: Rapporto NATO operazioni urbane anno 2020

Alcune azioni che a mio avviso, dovrebbero essere intraprese nei paesi sviluppati:

1) Limitare l'importazione di merci (max 20%) dai paesi a basso costo di mano d'opera, per rallentare il deflusso della ricchezza e rilanciare la produzione interna.
2) Non licenziare i lavoratori produttivi, ma quelli improduttivi (statali e parastatali in esubero), in modo di abbassare le tasse alle imprese ed ai lavoratori.
3) Informare i cittadini di quello che sta succedendo ed invitarli a contrastare la crisi.
4) Abolire la parte di debito pubblico derivante dall'interesse sull'emissione del denaro.
5) Smettere di disinformare ed inebetire le persone (abbiamo bisogno di persone capaci di produrre e consumare beni con intelligenza).
6) Ridistribuire la ricchezza.
7) Ridurre gli sprechi ed investire nelle tecnologie ecologiche.
8) Evitare opere faraoniche che non servono a niente (ponte di Messina e centrali nucleari).
9) Emettere una moneta non gravata da interesse.
10) Avviare la costruzioni di villaggi, comuni e piccole città autosufficienti.

In poche parole EFFICIENZA al massimo.

Visto che non possiamo impedire che le ricchezze a nostra disposizione si riducano, possiamo pero utilizzarle per costruire sistemi efficienti che ci costino meno e compensino la riduzione della nostra capacità di acquisto.

Non vi voglio deprimere e vi lascio con un progetto-sogno.

Siamo una nazione senza fonti energetiche fossili, uranio e senza materie prime e questo ci rende poco competitivi per la produttività di molti prodotti a livello globale; ma abbiamo il sole, un clima stupendo, il mare, la campagna fertile, l'acqua e la storia.
Noi siamo un paese da sogno, che può vincere facilmente la sfida dell'autosufficienza, ora che le attività produttive (inquinanti) si sposteranno in altri paesi, non dobbiamo aver paura, ma sfruttare questa occasione per fare in modo che Italia possa diventare un enorme museo della storia ed una grande fiera della scienza ecologica.
Dobbiamo specializzarci, in attività dove abbiamo le materie prime e scambiare i nostri prodotti e servizi, con i paesi che hanno prodotti di altre materie prime (un modo di vivere più efficiente, sano ed ecologico).

Consiglio anche questa lettura:  Costruiamo insieme una alternativa al capitalismo malato

Saluti
Roberto Franzè

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Sono sbalordito dalla precisione delle previsioni scritte addirittura nel 2009. Vedo dalle cronache di oggi che, anzi, siamo in anticipo di un anno sulle "rivolte sociali diffuse" !!!!

Soluzioni:
-ristabilire il DAZIO anche nella UE (troppi sono i furbi che producono all'estero per poi reimportare in italia).Materiali provenienti da oriente o a basso costo devono essere supertassati(es oggetto fatto in italia costo 100eur ;stesso oggetto prodotto in cina 10 eur,l'importatore e/o esportatore paghera' 90 eur di tasse)...scoraggiamo le importazioni a basso costo che ammazzano l'italia.
-riduciamo i prezzi del30%...ed e' una cosa fattibilissima, voi industriali siete dei maiali,ma potete farlo!

Una curiosità. E dopo il 2030?  E comunque siamo sicuri che nel frattempo non scoppierà un conflitto mondiale (con epicentro stavolta in Asia)?

non c'è dubbio che questa crisi evidenzia quanto alcuni sapevano già: che bisogna cambiare sistema, che il pianeta per la sua dimensione fissa non può reggere la popolazione in aumento continuo con consumi tendenti ad essere estesi a tutti.
In questo scenario l'unica cosa che può accadere è che per un berve periodo una ristrettissima cerchia di persone che detengono il nuovo potere (quello finanziario fine a se stesso) ci sarà spazio per vievere ancora bene, per poi anche questi vedere crollare tutto.
Il pianeta non può reggere tutto questo.
Da cui:
1) senza ammazzare nessuno, limitare radicalmente le nascite nei paesi in via di sviluppo, con buona pace delle chiese
2) ritornare progressivamente all'autosufficienza agricola non intensiva (mucche al pascolo e latte vero a 2 euro al litro, tanto come l'Estatè)
3) limitare il consumismo come l'abbiamo conosciuto e ritornare al baratto di beni e servizi
4) la democrazia è un lusso che in tutto questo non ci sta.

Innanzitutto grazie dello spunto di riflessione: ce ne è bisogno, e mai come ora c'è bisogno di economisti illuminati alla guida degli Stati. Non è più tempo di ragionieri che devono solo far quadrare i conti.
Bisogna cioè che si incominci ad allargare l'orizonte geografico e temporale della politica e che si crei il consenso su temi essenziali come quelli dell'equità e dell'ambiente.
Preciso che non sono affatto un "rosso" o un "verde" per ideologia, ma solo uno che tra un problema ed un altro del proprio quotidiano, si pone alcune questioni.
Ora non c'è dubbio che la globalizzazione danneggia i paesi ricchi: ma, se ci pensiamo, è giusto e naturale che sia così. E quindi inevitabilmente si assisterà ad un bilanciamento di richezze e qualità della vita.
Cosa fare per rendere questo bilanciamento il meno doloroso possibile per chi sul lato alto della bilancia sta precipitando verso il basso ?
Provo a dire la mia.
1) Occorre alleggerirsi progressivamente e lentamente (liberandosi dei più grossi fardelli). E cioè stili di vità meno dispendiosi e più semplici abituandosi ad una riduzione di consumi ed a un più effeciente uso delle risorse.
2) Occorre cercare di catturare quello che la natura ci offre in via permanente e cioè con risorse rinnovabili.
3) Occorre invece ridurre al minimo l'uso delle risorse limitate
4) Occorre utilizzare la tecnologia al meglio per portare verso il light i nostri stili di vita
5) Occorre lavorare tanto e rassegnarci un po, farci cioè una ragione del fatto che troppa iniquità non può mai "reggere" alla lunga e quindi attivarci affinché i divari si riducano anche rinunciando, in anticipo (siamo invece molto in ritardo) a parte di ciò che ci appare nostro.
6) Occorre capire che la più grande risorsa a disposizione per il progresso di tutti (e quindi il nostro) è il tempo che ci è dato, tempo che va usato per fare qualcosa di utile alla collettività e quindi a noi
7) Ocorre capire che chi ruba tempo è più "ladro" di chi ruba danaro, perchè il danaro, in fondo, gira e rigira; il  tempo invece passa e non torna più indietro e dunque può essere solo, utilizzato, o perso.
8) Occorre non perdere tempo, fare sempre qualcosa di utile e capire che comunque in un modo o nell'altro quello che si fa prima o poi torna
9) Occorre avere pasienza quando non si raccoglie, perchè continuando a seminare si raccoglierà
10) L'Italia poi ha tante risorse, permanenti e rinnovabili da salvaguardare e utilizzare e porre al servizio del benessere degli italiani e di tutti
11) Occorre salvare tutto quanto si può e non distruggere: chi distrugge è
 più "ladro" di chi ruba danaro e anche di ruba tempo;
12) Occorre crederci, crederci sempre, sarà durà ma ne usciremo, con un po' di intelligenza, lungimiranza e sacrificio.
Buon Natale !
F

Io ho letto il tutto ma secondo me dopo quello che sta già accadendo in Italia io dico che ci saranno rivolte Perche nn e possibile che io ho un negozio nella via principale della citta di Napoli e ogni giorno dove già nn ti parlo di molti anni fa ma di l anno scorso sto facendo l 80% in meno tra cui sotto natale che il o dovrebbe essere il periodo Piu forte Dell anno e Poi nn ho mai sentito lamentare gente miliardaria nn lo so e chi sta con i risparmi a secco come si farà e Chi ha le tante attivita e stanno un po' a corto come faranno e Poi monti sec me con queste leggi che sta mettendo sec me finisce di bloccare il tutto sec me il mio pensiero nel 2012 ci sarà la terza guerra mondiale con Cina e America protagoniste ne sono convinto Perche nn se ne puo piu

Sicuramente ci sarà una rivoluzione e sarà feroce contro la dittatura politica che si è autoinstaurata. Quella che chiamano la casta.

Grazie Roberto per la tua analisi e vorrei cogliere l'occasione per complimentarmi del tuo blog.

Premetto che "sono incappato da queste parti" (tuo blog) nel tentativo di capire - ignorante quale sono - che cosa stia capitando al Mondo in questi tempi e qui, con il tuo linguaggio semplice, non tecnico, ma non per questo meno dettagliato, sto iniziando a darmi delle risposte e a vedere le cose un pochino meglio.

Volevo apportare un mio piccolo contributo alla discussione:

Innanzi tutto rispondendo al sig. Giacomo all'affermazione "L'UOMO E' e RIMARRA' PER SEMPRE UN EGOISTA".

Io mi sono trovato ad avere una "carica di potere" in un ambiente di tipo sociale e non economico-finanziario (quindi non legata a soldi, ma a persone e tempo libero). Ad un certo punto dopo 3 anni mi sono trovato a ragionare che l'unico modo per far "avanzare" ed evolvere il mio ambiente era quello di destituirmi io stesso, in quanto ero l'ostacolo di me stesso e del progresso della mia piccola attività di tipo ludico. Così ho fatto.

Le rispondo quindi, sig. Giacomo, che non è vero che l'Uomo è un egoista in termini assoluti, ma che esistono persone lungimiranti che si rendono conto che per far sopravvivere il prorio "clan" di appartenenza (come Lei lo chiama), l'unico modo è provare a salvarli tutti.

Continuerei poi ponendo una domanda a Roberto: nel tuo articolo citi le "guerre civili". Spagna, Grecia, Irlanda, Egitto, Libia... la caduta dei governi e le guerre civili, seppur ovviamente con modalità e impatti differenti dovute alle varie micro-situazioni locali, sono queste le "guerre civili" della crisi del capitalismo? Scusa la mia ingenuintà (e qualcuno potrebbe anche gridarmi "Oh sveglia!!!"), ma stiamo parlando di questo?

Mi permetto un'altra ingenuissima domanda: perché un paese/stato con problemi economico-finanziari fa cadere il proprio governo? Lo capisco quando cambia totalmente la classe politica (da dittatura militare a democrazia), non lo capisco invece quando c'è l'alternanza di una destra e una sinistra, ma che facevano comunque parte dei Parlamenti nei governi della fazione opposta. Quindi a che pro?

Scusa l'ignoranza e l'ingenuinità, ma sto solo cercando di capire.

Grazie anticipatamente.

Potrei iniziare un discorso molto complesso per esprimere la mia idea su quello che sta accadendo, ma se vuoi veramente comprendere, io ti riassumo quattro ipotesi poi tu dovrai scegliere il tuo percorso:

1) La crisi economica mondiale non è stata provocata intenzionalmente e non è controllata da nessuno.

Continua a guardare le reti più importanti della televisione ed a informarti sui giornali nazionali di proprietà dei poteri economici.

2) La crisi economica mondiale non è stata provocata intenzionalmente ma vi qualcuno ha i controlli del sistema.

Guarda le reti televisive piccole, informarti sui piccoli giornali e in internet attraverso i blog dove ci si può esprimere più liberamente.

3) La crisi economica mondiale è stata provocata intenzionalmente ed è controllata da qualcuno.

Smetti di informarti attraverso la televisione e cerca su un motore di ricerca "siti di contro informazione" e "No Walter Ora" USARE SOLO LE LETTERE MAIUSCOLE IN GRASSETTO.

4) La crisi economica mondiale è gestita da una piramide di potere che ha al vertice di comando una potenza extraterrena

Smetti di guardare la televisione e cerca su un motore di ricerca "Anunnaki" e "add3u3zioni al3iene" TOGLIERE I NUMERII IN GRASSETTO

5) Se hai superato queste prime 4 fasi sei oltre la crisi economica cerca una nuova percezione di te stesso e del mondo che ti circonda.

Smetti di guardare la televisione e cerca su un motore di ricerca questa frase "chi sono i figli della luce"

Queste sono cinque fonti da cui puoi attingere informazioni per crearti una consapevolezza completa, solo dopo che le avrai conosciute tutte potrai scegliere liberamente quale è per te la più attendibile.

Se posso darti un consiglio, le prime due le conosci già, passa direttamente alla 3°

Saluti

buongiorno a tutti,
so che quello che sto per scrivere non piacerà a nessuno, però mi sento libero di esprimere un'oppinione per sbagliata che possa essere.
il vero problema è che ormai siamo in troppi, viviamo troppo bene (almeno mezzo mondo) e viviamo troppo a lungo. vista l'ignoranza, l'egoismo, la cattiveria dell a maggioranza delle persone, penso proprio che si arriverà allo scontro sociale ed etnico. siamo 6 miliardi? troppi..
bisogna almeno almeno dimezzarci. speriamo in una mega catastrofe naturale.

meglio fare l'amore che la guerra......

giorno21mese12anno2012

Ciao Andrea,

quello che dici è interessante, perchè è il pensiero dominante di coloro che controllano il mondo.

Io non credo sia così, dipende da come l'uomo vuole vivere su questo pianeta, a mio avviso la terra può essere abitata anche da 100 miliardi di persone, ma queste devono viverci integrandosi nella natura.

E' un discorso complesso, ma un uomo potrebbe vivere bene anche riducendo di 100 volte l'impatto negativo che ha ora sulla natura.

Roberto Franzè

Buongiorno Sig Roberto,
devo ammettere che per quanto il mio ottimismo mi abbia spinto a ricercare punti di "debolezza" nella sua analisi, non ne ho trovati.
Essendo stato scritto (me ne sono accorto solo dopo) nel 2009, direi che la storia recente avvalori ancora di più la sua analisi.
Detto ciò le possibili azioni da intraprendere sono:
- portare avanti il progetto "villaggio autosufficiente"
- "cavalcare" il neocapitalismo e trasferirsi in Cina
- acquisto del debito pubblico da parte di TUTTI i cittadini

Comincio subito dalla terza "azione" che ritengo la più attuabile.
Premetto che il costo per l'estinzione del 50% del debito pubblico (DP) sarebbe di circa €15.000 a testa.
I vantaggi sarebbero molteplici:
- ci metterebbe al riparo dalle speculazioni finanziare
- comporterebbe il diretto coinvolgimento dei cittadini nella ricerca dell' efficienza nella gestine ddl denaro pubblico (non più sprechi, non più opere realizzate ed abbandonate etc)
- coincidenza tra interesse pubblico e privato (saremmo noi i SOCI DI CAPITALE dello Stato)

Con queste premesse l'obiettivo diventerebbe quello di raggiungere un avanzo della gestione corrente che potrebbe essere utilizzato in parte per remunerate il capitale privato nello Stato (la quota di debito sottoscritta dai cittadini che quindi guadagnerebbero dall'efficienza dell' apparato statale) o attirare investitori riducendo la pressione fiscale creando nuovi posti di lavoro.

Il grosso problema sarebbe il CAMBIAMENTO CULTURALE che comporterebbe.
Bisognerebbe essere disposti a mettere da parte il proprio tornaconto personale immediato per vederlo redistribuito in forma di benessere e solidità dello stato in cui viviamo. Quindi un beneficio postergato ed indiretto (es come imprenditore che lavoro per lo Stato guadagnerò di meno perchè dovrò fare i lavori a regola d'arte ma questo comporterà più risorse in capo allo Stato che verrebbero utilizzate per fornire più welfare ai cittadini e quindi anche a me come imprenditore).

Questo è il punto debole della mia proposta che finanziariamente potrebbe "quadrare".
Considerando che arriviamo da 65 anni di capitalismo caratterizzato da EGOISMO individuale a tutti i livelli, imprenditori in primis ma anche noi impiegati/operai non siamo privi di colpe.

Nell'attesa di critiche alla mia proposta le faccio una domanda sul progetto "villaggio" autosufficiente (premetto che l'idea mi piace e sono pronto a parteciparvi - sono serio).

Come di puó gestire la sanità ?

Mi dispiace, ma non sono d'accordo, per prima cosa bisogna fare una legge che obblighi i cittadini, le società, gli enti e gli stati a dichiarare il possesso di tutti i titoli legati al debito pubblico.

Dopo che sappiamo chi detiene il debito, vediamo se come ci hanno fatto credere per anni, questo debito è in mano ai cittadini comuni.

Se invece scopriamo che è in mano alle banche, alle mafie, a società di comodo, ecc.. , allora dovranno dimostrare come queste ricchezze sono state accumulate.

Magari hanno ragione coloro che combattono contro il signoraggio bancario, e allora si potrebbe cancellare quel debito e richiedere la restituzione degli interessi pagati ma non dovuti.

Per quanto riguarda la sanità, credo che sia meglio percorrere strade alternative, perché ora per le case farmaceutiche siamo solo persone che dobbiamo essere malati a vita.
Sono decenni che non si studiano medicine per eliminare le cause delle malattie ma solo gli effetti; se elimino la causa perdo il cliente, se curo solo i sintomi ho un cliente a vita.
Purtroppo la ricerca indirizzata alle cause, costa di più e genera molti meno profitti, e le case farmaceutiche non sono enti di beneficenza.

http://www.ecolcity.it/cms/eco-medicina

Roberto Franzè

Certo che a leggere questi articoli si avverte proprio la paura del futuro da cui l' uomo non si e' mai affrancato. E' bene aver paura del futuro, perche ci lascia sempre guardinghi, pero' si deve anche avere nonostante tutte le nostre ataviche paure, ottimisti e coraggiosi. L'uomo, ricordate, una via di uscita la trova sempre. Non e' vero per esempio che la gente non compra piu' immobili e che le banche non danno mutui: guardate questo sito: www.marchecountryhomes.com e vedete che che ancora gente che ama lavorare bene e viene apprezzata per questo.
Diffidate sempre della massa e chiedetevi sempre qual'e' la cosa che amate piu' fare: cosi' la vita non sara' mai sprecata.

La tua analisi caro Roberto mi torna perfettamente anche se a mio avviso non vi è nessuna soluzione.
L'UOMO E' e RIMARRA' PER SEMPRE UN EGOISTA. PURAMENTE CONCENTRATO SUI PROPRIO INTERESSI O AL MASSIMO LIMITANDOSI AD UNA RISTRETTA CERCHIA DI PERSONE A LUI VICINE. SIAMO COME TANTE FAMIGLIE DI PRIMATI CHE NON VEDONO OLTRE AL PROPRIO RISTRETTO CLAN CERCANDO DI AVERE SEMPRE TUTTO E DI PIU'.  SMETTIAMOLA CON QUESTO VITTIMISMO DI FONDO.

E' colpa delle multinazioni??? E' colpa di pochi potenti?!?! Mavviaaaa ma in che mondo vivete. Se siamo nati sfigati perchè non ci chiamiamo Rockfeller Windsor  beh pace!!!! Il mondo ha sempre girato e gira in questo modo. Questo perchè:

L'IDEA PRINCIPALE SU CUI TUTTI SI BASANO E': "IO SONO SALVO E STO BENE?? BEH ALLORA IN CULO GLI ALTRI".

Ma come potete pensare di risolvere un problema quando questo è intrinsicamente legato alla mentalità umana???

Su via un pò di realtà, nessuno di voi (non salvo nemmeno te caro Roberto) se si trovasse ai vertici del potere ed immerso nelle ricchezze, farebbe qualcosa per cambiare (A SUO SVANTAGGIO) la situazione... e perchè mai dovreste farlo???
Se non siete convinti di questo basta studiarsi la storia umana (una qualunque epoca va bene)!!!!

Parlando di politica economica globale, parlando del pro e del contro del capitalismo non si cambia davvero nulla. Energie rinnovabili?!?! si si tutte cose belle dette a parole peccato che passando ai fatti, siamo tutti bravi a farci la pelle del vicino.

Se non cambia la mentalità qualunque forma economica, politica, sociale o energetica che viene applicata porterà sempre alla solita conclusione.

Tanto per capire quanto siamo "campanilisti" basta riflettere sul fatto che solo ora che si inizia a piangere "il soldo", che iniziano ad essere messi in discussione i nostri agi ci preoccupiamo.

TUTTO CIO' E' IPOCRITA!

CI MERITIAMO QUELLO CHE SUCCEDE.

Giacomo

Ciao Giacomo, da quello che scrivi e dal tono in cui scrivi denoto molta amarezza mi sembri  "indignato"  lasciami usare questo termine,

-"L'UOMO E' e RIMARRA' PER SEMPRE UN EGOISTA. PURAMENTE CONCENTRATO SUI PROPRIO INTERESSI O AL MASSIMO LIMITANDOSI AD UNA RISTRETTA CERCHIA DI PERSONE A LUI VICINE"
Se ti dico che ti sei scoperto da subito cosa mi rispondi?
Hai iniziato un commento descrivendo in linea generale ciò che vedi fuori ma involontariamente senza nemmeno accorgertene ti sei raccontato.
Non aver paura non ti voglio psicoanalizzare è solo che mi sembra che tu non voglia accettare che a qualcuno non lontano da te possa non interessare "L'IDEA PRINCIPALE SU CUI TUTTI SI BASANO E': "IO SONO SALVO E STO BENE?? BEH ALLORA IN CULO GLI ALTRI".
"SMETTIAMOLA CON QUESTO VITTIMISMO DI FONDO."
Vorrei ricordarti che qui non ci sono vittime nè  tantomeno carnefici (accusatori) abbiamo smesso di essere o meglio di sentirci vittime qualche anno fa ed oggi siamo in una fase molto più avanzata, piuttosto cerca di capire perchè le vittime TUTTE seguono una conune linea di pensiero e ti accorgerai che non ne sei fuori.

""Ma come potete pensare di risolvere un problema quando questo è intrinsicamente legato alla mentalità umana???""

Questo è vero ma proprio perchè legato alla mentalità siamo fiduciosi di poterlo cambiare, sarebbe stato difficile se fosse stato legato all'ESSERE  inteso come essenza dell'uomo.

"Su via un pò di realtà, nessuno di voi (non salvo nemmeno te caro Roberto) se si trovasse ai vertici del potere ed immerso nelle ricchezze, farebbe qualcosa per cambiare (A SUO SVANTAGGIO) la situazione... e perchè mai dovreste farlo???""

Ti voglio dare un consiglio, non generalizzare mai parla sempre di ciò che tu faresti, e soprattutto non legittimare questo tipo di atteggiamento che mi sembra Tu condivida a pieno. Segno che se TU fossi ai vertici con molta probabilità non cambieresti nulla.
Prova a ripetere la stessa cosa ma riferita a te e non a noi o a Roberto ed immagina di dirla davanti a cento persone che non conosci. Ne proveresti vergogna? Se si allora vuol dire che la tua coscenza ti sta parlando.

Quella coscienza è cosi forte da muovere le persone a fare beneficenza, a portare soccorso agli alluvionati o ai terremotati a spingere dottori a salvare vite nei paesi del terzo mondo, ad assistere gli anziani e tutto questo senza un tornaconto.
Ti prego non generalizzare ma soprattutto NON CALPESTARE I FIORI NEL DESERTO.

Tanto per capire quanto siamo "campanilisti" basta riflettere sul fatto che solo ora che si inizia a piangere "il soldo", che iniziano ad essere messi in discussione i nostri agi ci preoccupiamo.

Sei arrivato tardi perchè NOI ci siamo dal 2008.

CI MERITIAMO QUELLO CHE SUCCEDE.
Su questo forse hai ragione.

Ciao Giacomo.
 

Mi dispiace ma non concordo pienamente, che la maggioranza dell'umanità abbia un comportamento egoista ed ipocrita è vero.
Ma vi sono molte persone che invece sono felici quando aiutano il prossimo, e queste devono diventare l'esempio da seguire.

Roberto Franzè

Che il sistema CAPITALISMO fosse fallimentare lo dice principalmente il fatto che non dà la possibilità a tutti di essere ricchi in modo uniforme , quindi crea disiguaglianza e basandosi su la stessa disiguaglianza crea una crescita disuguale in un popolo a discapito di un' altro popolo da fruttare momentaneamente , per poi trasformarlo a sua volta in sruttatore, fino a quando i popoli da fruttare si esauriscono come le risorse energetiche e le materie prime che usano per il loro sviluppo... e quindi si arriva al fallimento del sistema.
Un qualsiasi altro sistema basato sulla crescita non potrebbe che essere ugualmente fallimentare , poichè l'equilibrio esiste solamente in una naturale evoluzione, esente ed immune dalle dinamiche dell' egoismo, che non dovrebbe essere il motore di crescita per l'umanità ma lo è per la maggior parte degli individui che si sono arricchiti nel nome di una competizione che non è sinonimo di maggiori capacità ed intelligenza ma di maggior furbizia e maggiori conoscenze negli ambienti della mafia , della corruzione e del mall'affare.
I valori più alti dell' umanità che coincidono talvolta con i valori della Cristianità ossia la fratellanza , l'umiltà e la parità di diritti e di doveri nei confronti della socetà odierna e futura,
sembrano quasi essere stati introdotti e difusi per controllare una moltitudine di persone per   far in modo che non si trasormasse in una possibile quantità di concorrenti nella corsa al potere e alla ricchezza , ma forse ,sono gli stessi valori che potrebbero salvare l'umanità non solo da una crisi finanziaria  ma dall' autoestinzione...ovviamente i poteri attuali vanno sovertiti ...
Come?

Comincio col dire che la crisi secondo me non esiste, è più una decrescita economica.

Questo è portato dal fatto che le aziende chiudono o se ne vanno (quelle che ne hanno le possibilità) . I lavoratori logicamente vengono licenziati.

La politica dovrebbe accorgersi di questo, ma non lo fa perchè è impegnata ad occuparsi di cose a cui non frega niente a nessuno, o cose che non cambiano la vita a nessuno.  Loro vanno a troie e il paese va a rotoli...

Anzichè cercare di invogliare le aziende a venire nel nostro paese a produrre, con defiscalizzazione, servizi di buon livello, velocità nel disbrigo delle formalità burocratiche, tassano, offrono servizi di merda e chiedono tangenti. 

Purtroppo i governi che si sono susseguiti finora non sono stati all'altezza della situazione, dobbiamo capire che la unica ricchezza che abbiamo è la capacità di fare, quindi l'industria manifatturiera. Non avendo le materie prime e le alte tecnologie, abbiamo solo la possibilità di cavarcela con la competenza nel produrre.
Se vanno via le aziende perdiamo tutto e finiamo come ci meritiamo. 

Pensate che comprare prodotti costruiti fuori dall'unione europea (Cina) ci faccia risparmiare ??? Forse nel breve periodo, ma alla lunga perdseremo il lavoro tutti o quasi.

Le vere cause della crisi italiana ed i modi per uscirne

 
 
Analisi interessante ,in gran parte condivisibile ma trovo contraddittorio, rispetto all'assunto di partenza, le soluzioni finali proposte .Il nuovo modello da costruire non puo' a mio avviso prescindere dalla costruzione di una internazionale del lavoro riprendendo alcuni concetti troppo presto messi in soffitta del Marxismo e della sua analisi ,mai applicate nei finti regimi comunisti . In seguito eliminati i poteri forti che dominano il pianeta si potrà pensare a rifondare il sistema economico globale .Insomma sono possibili passaggi intermedi anche senza eliminare subito il sistema neocapitalistico  partendo dalle considerazioni qui di seguito esposte:
 
 
 
Le cause della crisi sono a mio parere sintetizzabili in alcuni punti chiave:
 
-L'avidità insaziabile della  finanza dei poteri forti e degli speculatori internazionali espressione di  un modello globale degenerato del neocapitalismo liberista (signoraggio ,massonerie del dollaro ecc. di cui nessuno parla )il cui obiettivo  finale è quello del controllo del pianeta riducendo le masse a loro pedine .
-L’asservimento dei governi europei alle loro logiche  spietate e ricattarorie .
-La mancanza di una consapevolezza collettiva  dei processi a causa anche di una informazione asservita, superficiale o carente.
Le conseguenze
Politiche  economiche  che producono una gigantesca macelleria sociale perpetrata a danno di  interi popoli , la spoliazione dei beni (vedi caso Grecia che sta per svendere addirittura  le proprie ricchezze artistiche ecc. ) senza che ciò sia comunque servito  a salvare quel paese, l’ulteriore arricchimento di quei poteri  a danno dei cittadini, infine i ricatti intollerabili ai governi medesimi. teniamo presente che   il crollo delle borse e la paura susseguente viene gestita  dall'oligopolio finanziario proprio  per spingere i governi ad ulteriori manovre lacrime e sangue con  taglio dei diritti dei lavoratori welfare e innalzamenti ingiustificati dell’età pensionabile.
Uno squallido gioco al massacro che  pone tutti noi di fronte ad  una svolta drammatica :abbandonare questo modello o  avviarsi verso un inesorabile declino  costellato di drammi e rivoluzioni prevedibili.
In tale quadro si colloca la questione Italia.
I mercati e la finanza stanno attaccando il nostro paese a causa delle ragioni suddette ma anche per la debolezza del fallimentare regime che ci governa ,di un debito altissimo residuo dei governi della prima repubblica .
Il debito e gli alti interessi costituiscono lo strumento alibi  dei poteri forti per tentare di spolpare dopo la Grecia anche il nostro paese.
 
Ci sono due vie di uscita a breve termine :
 
1-Non cedere ai suoi ricatti minacciando di non pagare più gli interessi alle banche che lo detengono  e che paradossalmente sono state salvate  precedentemente dai governi dopo aver provocato la crisi (una doppia beffa  , si è detto giustamente  come se un ladro dopo averci derubato ci chiedesse anche gli interessi) e costringendoli a mollare la presa e recuperare il primato della politica sulla finanza.
Bloccare con leggi concordate dei governi europei ogni speculazione ,minacciare di azzerare tutti i debiti.
Ricordo che questi poteri sono costituiti da pochi uomini con enormi capitali che fanno salire a piacimento o scendere le borse arricchendosi ulteriormente sulla pelle dei popoli.
2-Pagare il nostro debito colpendo gli evasori fiscali e i beni dei super ricchi senza impoverire le masse  e ridurre il diritti dei lavoratori,

Ricordo che il 20% di questi soggetti hanno una ricchezza pari al triplo del valore del nostro debito, togliendo loro la metà non li affameremmo certamente anche se   l’intervento andrebbe  dosato e calibrato . Riducendo o estinguendo completamente il nostro debito toglieremmo  ai poteri forti ogni alibi ricattatorio e soprattutto eviteremmo di colpire chi non è responsabile della crisi  ridistribuendo nel contempo la ricchezza in modo più equo.

Queste soluzioni per altro cominciano ad essere prese in considerazione non certo da intellettuali ed economisti “comunisti “ ma anche da molti liberali ravveduti.
Fare tutto questo presuppone però un governo coraggioso, onesto  e capace che sappia dialogare in tal senso anche con gli altri governi europei senza subirne le vessazioni.
Ovviamente ci sono anche vie intermedie e soluzioni mix tra patrimoniale e ad es . vendita di parte del patrimonio pubblico il cui valore  ammonta a piu' di 1000 miliardi di euro  (naturalmente escludendo  i beni artistici ,intoccabili ).
Insomma le soluzioni comncrete per azzerare il debito, alibi di tante balle e ricatti strumentali, ci sarebbero, basta volerlo fare . 
 
In prospettiva occorrerà naturalmente costruire un nuovo modello economico e sociale e forse qui ,come dicevo,le idee del vecchio Marx andato in soffitta prematuramente ,potrebbe tornare assai utile e moderno.
Non vedo  alternative se non si vuole condannarsi a continue sanguinose manovre per fare poi comunque la fine della Grecia.
Proprio l’esempio di quel che è accaduto lì ci deve essere di ammonimento prima che anche l’Italia finisca nel grande trappolone ordito  dagli avvoltoi internazionali.
Chiudo con una osservazione amara: incredibile che i media non informino i cittadini su questi aspetti,ancora piu' incredibile che i governi Europei si prestino al massacro dei popoli viene da chiedersi se ci sono o ci fanno,perfino una speranza di nuovo come il presidente Obama sembra non rendersi conto di quel che accade o quantomeno sembra costretto a sottostare alle logiche aberranti della finanza.
INFINE NESSUNO SEMBRA  RENDERSI CONTO CHE QUESTO NEOCAPITALISMO MALATO, INQUINATO DA MASSONERIE OCCULTE , E'AL COLLASSO ED OCCORRE CAMBIARE COMPLETAMENTE STRADA METTENDO AL PRIMO POSTO I DIRITTI DEI POPOLI E L'ETICA UMANA DI UNA SOCIETA' CHE PROVVEDA AD UNA DRASTICA REDISTRIBUZIONE DELLE RICCHEZZE O ANDREMO INCONTRO A DEVASTANTI CRISI E RIVOLUZIONI  SANGUINOSE.
Perchè cio' non accada occorre  innanzitutto che i governi mondiali  agiscano per contrastare ed eliminare l'oligopolio finanziario e gli apparati massonici ad esso collegati.in altri termini ripristinare il primato politico con valori su quello della finanza degenerata.
Il ruolo di intellettuali e media, liberati  cosi' da condizionamenti  esterni ,potrebbero a questo punto  favorire il processo culturale di consapevolezzadelle masse , costruendo  anche attraverso la rete forme nuove  di collegamento di lotta  per il primato del lavoro  per una nuova redistribuzione delle ricchezze  ecc.Solo a quel punto  i popoli  nel frattempo resi consapevoli dei meccanismi della loro condizione potrebbero cercare di rifondare e costruire dal  basso un nuovo modello  economico-sociale che a mio parere non puo' discostarsi molto dal modello di un vero comunismo marxiano ,ovviamente adeguato ai nostri tempi e coniugato con la parte migliore dei valori democratici. 

Comuni dove il capo , naturalmente, sarai tu....!

Buona sera a tutti,
 inanzitutto vorrei scusarmi con i lettori e l'autore si questo articolo,non ho letto tutti i commenti e quindi spero di non ripetere qualche altro post.
Complimenti per l'articolo!
Nell'articolo è menzionato spesso come l'aumento di tecnologia produca una diminuzione di posti di lavoro.Perchè?Se per tecnologia intendiamo la produzione in serie di un oggetto ,allora sì essa ruba posti di lavoro,altrimenti ne crea.Non parlo degli esigui posti che occupano i ricercatori,ma parlo di tutti quei lavori che grazie alle pazienti ricerche sono possibili e questi contribuiscono in maniera determinante con l'aumento del benessere e del pil.
Il mio punto di vista è il seguente :la tecnologia è utilissima a tutti noi,ma il popolo deve saper scegliere in maniera utilistica quale ramo della scienza rendere fecondo e quale no.
In soldoni perchè buttar via cervello e denaro nel progettare un cellulare che abbia le funzionalità proprie di un computer(brutte fotocopie) piuttosto che progettare apparecchiature per l'autoassistenza sanitaria?
Quindi sono i governanti che devono farsi carico della gestione corretta della risorsa scienza.Mentre oggi è una risorsa gestita dal mercato libero.
buona serata a tutti

Si una diagnosi pefetta. La cura possibile. Nella ultima parte si fa riferimento a piccole comunità autosufficienti. 
Avviare la costruzioni di villaggi, comuni e piccole città autosufficienti.
La proposta mi sembra interessante.
Forse puo farsi riferimento ad una forma di "autoarchia" economica ........
una domanda:
si assiste all'inesorabile fallimento del capitalismo e della globalizzazione .....
i poltici anche in questi giorni non danno alcun segno di presa di cocienza......
e ancora :
non era regola assoluta per lo Stato coniare moneta in base alle effettive riserve
allora perche è stato consentito ad altri di emettere moneta (anche se in altre forme)

Si è già successo dopo il crollo dell'impero romano fino ad arrivare alle signorie

con buone senso logica e matematica si arriva a questa conclusione .. mi fa piacere ke altre persone sian in grado di farlo ma nn riuscite a vedere oltre il denaro ke pur essendo nato cm strumento di scambio x i beni materiali ora è solo 1 mezzo x strumentalizzare l'uomo .. ki lo vuole ottenere sà bene ke con esso controlla le persone e i loro istinti.
dovremmo iniziare a cambiare il sistema e i modi di interagire eliminando il denaro e gradualmente utilizzare i1 sistema di credito fino ad eliminare anke lo stesso sistema di credito x ottenere la libertà personale di espressione e interazione sia produttiva ke sociale, riuscire a creare benessere senza distruggere o dissanguare il pianeta ke c ospita e i ns simili .. sviluppare idee tecnologia arte x evolvere l'intera umanità e renderci migliori in grado di incontrare nuove speci di esseri anke al di fuori del ns sistema stellare.
con l'idea di sopraffazione ke ttt'ora c contraddistingue andremo solo a colonizzare distruggere altri mondi e razze nel cosmo.
ki vuole il controllo degli altri esseri umani si prepara a fare altrettanto nell'universo.. la strada è lunga ma l'uomo è ancora rimasto all'inizio del suo cammino e della sua evoluzione .. questa è la mia constatazione ke pokissimi riescono a vedere e condividere ma parlarne e rifletterci aiuta a sviluppare l'idea di ki siamo e dove stiamo andando.
è questa la cosa importante .. qual'è il ns scopo, dove e come c avviamo 1 volta usciti dal guscio (la terra ns pianeta)
io mi pongo cm buon inizio di esser osservatori e l'interazione fra di noi con propositi evolutivi nn deleteri .. la conoscenza c permette/rà di vivere oltre ogni confine

"Ognuno e libero di decidere come organizzare la propria vita, io preferisco tramutare gli oggetti in tempo perché per me, il tempo dedicato a me stesso e agli altri vale di più."

ragionando sul possesso del bene fine a se stesso, o forse per ostentazione, credo, siamo in piena convergenza.
Ma ti rigiro nuovamente la questione: nel tempo che dedichi a te e agli altri, poi, cosa fai?
Ricordo che passavo ore con i miei fratelli, proprio in riva "al fosso", come Ligabue!
Una due ore... tre... a fare nulla, ma poi? Ecco che poi arrivano moto da aggiustare, per saltarli, i fossi!
Ricordo "battute di caccia" per le tipe, quando il piu' grande ha avuto l'auto.
Ricordo tante cose fatte con i miei fratelli, siamo stati bene, abbiamo passato tanto tempo da piccoli e da ragazzi e si, ci siamo potuti togliere anche degli "sfizi".
Stavamo bene perche, di riflesso, la nostra famiglia era benestante.
E abbiamo avuto diverse possibilità, proprio perche potevamo vivere tanto "il paese" (limitatissimo) che "la città".
La città sarà pure "una bestia", ma il paese, la piccola comunità? Nel paesello trovi ancora chi ti dice: "scolta a me, la città è il diavolo!" E poi ammazza la moglie con il sovrapposto.
Te lo dico io: se non ti inventavi qualcosa, non ti mettevi certo a zappare la terra! Non si va avanti nel "paesello"!! Non basta il vicino che ti regala le zucchine ogni settimana!
Negli anni '60, che non ho vissuto, mi sa che si faticava parecchio e qualcuno ha intravisto addirittura per la prima volta mari-monti-colline-lago la domenica, a bordo di una 600... perche esisteva solo il felice "paesello".
Parlando di quei tempi, mia nonna dice sempre: non avevamo proprio niente, non si poteva fare altro che prendere il gelato (ogni tanto...) io, tuo papa, tuo nonno montati in lambretta!! Adesso si che si sta bene!!! Non era infelice, ma dice sempre "era dura". E sono sicuro che, sotto sotto, pur se nei 40-50-60 erano giovani, stanno meglio ora!
Come vedi, non stiamo parlando del lusso, o del prostrarsi dinnanzi al consumismo totale e sfrenato.
Intendevo più che altro il bene nella sua accezione piu' propria di mezzo strumentale, mezzo che permetta di "fare" qualcosa che a me da soddisfazione.

"il tuo modo di ragionare è quello della maggior parte delle persone"

hai colto esattamente il punto cui il mio lungo intervento tentava di arrivare (mi hanno sempre rimproverato di avere scarse capacità di sintesi).
Mi reputo un benemerito signor nessuno per dire cosa sia giusto o sbagliato, volevo appunto dare il mio apporto in quanto "persona nella media", che la pensa "come la media", e cercare di chiarire il PERCHE, mediamente, la pensiamo così.

Il punto è: la società ha davvero la capacità sostenere un rinnovamento così radicale?
Per come la vedo, NO: la società, in "media", accetta le alternative paradossalmente solo se sono non-alternative.
O se vogliamo, il grado di accettabilità di un alternativa è, generalmente, inversamente proporzionale alla sua attrattività.
L'alternativa all'auto, è l'auto, non trabiccoli, non il traporto pubblico ne la bici, o il famoso cavallo :)
L'alternativa alla facile disponibilità di energia è... averne ancora di più! E lo dimostra il fatto che i consumi aumentino nonostante si sia dato un buon impulso all'efficienza. Senz'altro si può fare di meglio, ma insomma... l'assorbimento, per diverse categorie di apparati, si è fatto abbassare a suon di normative.
La "massa" non è affatto in grado di rinunciare a cio' che ha acquisito! Che sia uno stile di vita la facilità con cui si puo' ottenere un bene materiale.
Con questo assunto, si puo' tentare di indirizzare gli sforzi al fine di evolvere usi e s-costumi, altrimenti temo che il movimento "green", che peraltro si propone nobili obiettivi, resti confinato solo agli "straconvinti"!
Ciao!

tu parti dal presupposto che il benessere accuisito fino ad oggi,che inequivocabilmente ha portato tantissimi miglioramenti ma anche altrettanti peggioramenti ,vedi eternith e varie patologie mortali legate al progresso che fanno morire un sacco di gente prima del tempo,rimanga uguale o migliori,ma questa è una illusione,l'articolo spiega molto bene la situazione reale,poi si fa presto a far di conto  economie occidentali in crisi totale 600 milioni di abitanti,economie in crescita totale 2,5 miliardi di persone,i restanti 3,9miliardi sono entro o sotto la soglia di povertà,questa è la fotografia del mondo in cui viviamo che piaccia o no,gettiamo lo sguardo oltre il nostro orticello.

" noi basta una casetta con pannelli solari e acqua potabile,, un pezzetto di terra e quanche animale per vivere bene, sano e soprattutto con serenita' "

questo sara' buono per te!
Io, benche sia uno di quelli che difficilmente arrivera' ad alzare più di 1100 euro al mese, nel presente e per gli anni a venire, comunque non posso accettare un' "attraente" vita "medievale" tecnologiamente evoluta!
Non posso permettermi di... consumare... ma so che ci sono tante cose belle che si possono fare a questo mondo, cose belle portate proprio dal progresso, dalla tecnologia... dai capitalisti!
Cose che prima erano solo "fatiche", ora si fanno per diletto.
Perche la schiavitù del lavoro mentale può e deve essere compensata dallo svago, quella del lavoro manuale ti stende, esausto, senza la ben che minima voglia di fare altro! E cosi' l'umanità non progredisce, ne in bene, ne in male.
Lo svago non è indice di immaturità o vacuità dell'individuo: è una necessità! Uno deve avere la possibilità, entro certi limiti è ovvio, di potersi dedicare al superfluo, se no va fuori con la testa!!
Io il benessere lo misuro anche in questo senso, e secondo me è stata una delle più grandi evoluzioni del genere umano. Lavorare per divertirsi, appurato che la sopravvivenza è, generalmente, garantita.
E non mi riferisco al divertimento-immondizia tipo calcio, pay-tv, 3D o altri aggeggi che generano la tipica smania dell'utente medio in un centro commerciale.
Se volessi andare a pesca per un giorno intero, ho bisogno di una buona barca e di un buon motore!
Se volessi andare a sciare, ho bisogno di due sci e non due tavole di legno legate con lo spago (e possibilmente, uno skilift, se no l'energia che consumo la devo reintegrare mangiando, e come sappiamo il cibo deriva da produzioni intensive che deturpano i suoli e inquinano le acque :) ).
Se devo redigere un rapporto di 1000 pagine, lo faccio con l'ausilio di strumenti informatici e prodotti software decenti, non certo con la piuma d'oca e il calamaio... o con software free che per il 50% offre le stesse funzionalità dei software di 10 anni prima, il resto è più o meno accettabile.
Se volessi viaggiare, benvenga la facilita' di trasferirsi rapidamente con i voli low-cost!
Se volessi immergermi, ho bisogno di attrezzature prodotte da un'industria, cosi' come per godersi una "tiratina" e 4 curve su una moto che non sia un surrogato elettrico più indicato per i portatori di handicap.
E se volessi, che ne so, scalare una montagna, scendere una collina in MTB? Correre con le Nike ai piedi anziche con i sandali alla Gesu' di Nazareth? Non ho forse bisogno di prodotti dell'industria?
Che senso ha andasene per campi? A cavallo forse? Si disse un tempo che: "l'auto liberò i cavalli di NY dalla schiavitù". Ritorniamo all'economia del cavallo e dell'asinello? E' questa l'unica soluzione a cui i popoli, compatti e coesi, dovrebbero mirare? Ma che bella prospettiva!
Lo so, per molti di voi sembrerò coglione, un semplice.
Ma che cosa dovrei fare? Lavoro come un... no, non dico quella parola, lavoro come lavorano tutti i giovani precari sfruttati malpagati del momento.
Forse a 40 anni ancora dovrò dividere un appartamento pidocchioso con studenti e lavoratori, e ancora qualcuno avrà da dire che... "i giovani devono muoversi, non possono avere tutto pronto sotto la porta di casa"... già, ma quale casa?
Ehhh.... maaa... dividere l'appartamento fa tanto ottimizzazione delle risorse e del territorio no? Forse ai "sinistri" questa cosa piace tanto, come le comuni anni 70... haha!
Ma la vostra alternativa è la stessa cosa: lavorare senza mai divertirci, lavorare in modo diverso, zappando l'orticello e maledicendo la grandine! Lavorare per sopravvivere, e basta.
Ci sarà preclusa ogni possibilità di "fare soldi"? Ok, sta bene, anche adesso è cosi'.
Ma in pratica, il fantastico mondo dell'autosufficienza e della felicità cosmica con la natura, l'asinello e l'orticello, sta stretto!
Per una persona normale, non è un'alternativa accettabile!
Sognatori! Sveglia!!! 50 anni fa morire di appendicite era un'ipotesi tutt'altro che remota! E c'è chi ancora sostiene che le case farmaceutiche siano un "mostro" da combattere poiche' perseguono finalità meramente economiche.
E' vero, è drammatico l'incremento del tasso di malattie degenerative e tumori (comunque sempre piu' curabili), ma l'aspettativa vita media com'e' che s'innalza?
Ed ancora, energeticamente parlando, siamo certi di considerare il rendimento a ciclo chiuso del pannello solare? E' davvero ambientalmente accettabile? Qualcuno ha mai fatto serie considerazioni sul dispendio energetico necessario alla fusione e il drogaggio dei semiconduttori, prima di blaterare sulle superfici equivalenti da coprire con i pannelli? E poi, il materiale esausto, come lo smaltiamo, con la forza del pensiero? Alla faccia dell'ecologia!
Sono tuttavia d'accordo sulla necessità di porre un freno alla cementificazione selvaggia. Ma è anche vero che un "villaggio" occupa, che ne so, un ettaro, mentre un condominio 10x15 probabilmente accetterebbe lo stesso numero di famiglie.
Io sarei piu' che altro per legalizzare gli abbattimenti con la dinamite, stile USA, in modo da rimodulare le aree troppo densamente antropizzate e ricostruirle con criteri maggiormente orientati alla vivibilità, mettendo in secondo piano l'ottimizzazione degli spazi (già deturpati).
Teorie, tante belle teorie, ma poca pratica: il genere umano agogna al benessere, alle cose che semplifichino la vita... L'uomo è intrinsecamente programmato per ricercare tale benessere, non può/non vuole regredire: questo lo insegna la storia, non lo dico io!

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