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Crisi economica 2009 - 2010 - 2011 - 2012 .... 2020, prepariamoci a diventare poveri. 2° parte


By Roberto Franzè admin - Posted on 18 April 2009

Continua da 1° parte

Come abbiamo visto nella 1° parte, le 3 teorie dominanti sulla crisi economica 2008 - 2009 - 2010, spiegano tutte che gli eccessi nel nostro sistema capitalistico, hanno rischiato (per alcuni) o rischiano (per altri) di far crollare l'economia mondiale, mentre per altri ancora, esiste un complotto per arrivare ad una dittatura globale.

Quindi in questo momento storico, per i più, il problema maggiore sono gli eccessi introdotti nel sistema, e non le distorsioni del sistema stesso.
Si cerca a tutti i costi, di spostare l'attenzione sugli eccessi prodotti da uomini, società finanziarie, banche, politica ecc..; mi domando, perché non si mette in dubbio il sistema, come è stato fatto quando il comunismo è crollato in Russia?

Ma se ora, anche il capitalismo si rilevasse un fallimento, con cosa si potrebbe sostituire?  Non sarà questo è il vero problema; per cui si preferisce pensare che togliendo gli eccessi il capitalismo funzioni e che le cose ritorneranno a posto.
Anche se esistono molte nuove idee, è utopico pensare che possano essere accettate dalle masse in breve tempo.

Io voglio dimostrare come il vero problema, non sono stati gli eccessi (se non come accelerazione del processo), ma che il problema è insito nel sistema, quindi se la crisi è del sistema, anche ipoteticamente togliendo gli eccessi, il risultato nel medio o lungo termine non cambierebbe; c'è anche da dire che gli eccessi in un sistema umano, dipendono dalla variabile uomo,  quindi nessun sistema può esserne immune.

Vorrei anche sottolineare che, i sistemi economici e di governo non nascono come risultati di calcoli scientifici matematici che cercano di prevedere che il sistema si sviluppi nel tempo in modo di ottenere la migliore efficienza e giustizia possibile.
La maggior parte dei sistemi umani nascono spesso dagli interessi di forze dominanti, da compromessi storici, dalla esigenza di risolvere problemi sociali attuali (senza possibilità o volontà di occuparsi dei problemi futuri); quindi difficilmente questi hanno una coerenza a lungo termine, è molto più facile che riescano ad essere coerenti nel breve termine, ed in spazi ridotti.
Per esempio per quanto riguarda le società umane, gli interessi delle generazioni di un determinato momento storico, potrebbero non coincidere con quelli delle generazioni future.

In effetti, a mio avviso, esiste nel sistema capitalistico una mancanza di base il quale dimostra che esso non è un sistema coerente.
Se il capitalismo fa della competizione e dell'egoismo umano, il suo motore ed ammette che l'uomo possa impegnarsi solo per se stesso, come mai non mette un limite al principale eccesso (ricchezza) che egli, per definizione e di fatto, può procurare.

Ora vi illustrerò la mia teoria esprimendola con una formula matematica.
La formula: La capacità del capitalismo di distribuire ricchezza è inversamente proporzionale allo sviluppo tecnologico ed alla diversità dei mercati (diversità della ricchezza dei popoli e dei diritti dei lavoratori).

Faccio una importante premessa, valuterò la situazione più positiva possibile, cioè non considererò le variabili e gli eccessi, che incidono negativamente sul sistema (es. speculazione finanziaria, corruzione, riduzione delle risorse energetiche e delle materie prime , costi da inquinamento ecc..); quindi se il capitalismo non funziona cosi, ovvero depurato da tutte le variabili negative, vuol dire che è un sistema sbagliato.

Se una persona esprime una formula, sta a lui dimostrare che funzioni, quindi procedo:

Ci sono tre attori principali nel libero mercato: i proprietari delle attività produttive, i dipendenti che vi lavorano, i consumatori (tutti).

Il mercato funziona quando un impresa produce una merce che viene acquistata da un consumatore, l'imprenditore paga i suoi dipendenti e ha un suo personale guadagno, quindi dipendente ed imprenditore si trasformano in consumatori.
In una condizione ideale tutte le figure si devono bilanciare, in effetti se l'imprenditore non paga i suoi dipendenti questi non possono essere consumatori e l'impresa, non potendo vendere le merci prodotte, fallisce.
Il capitalismo (libero mercato) mette il consumo, alla base del suo sviluppo.
Uno dei principi base del capitalismo è che se non lavori, non puoi consumare; da questo ne consegue che affinché il sistema produca ricchezza generalizzata, occorre una larga base di lavoratori e di consumatori.
Il fatto che il lavoratore ed il consumatore coincidono e si possono muovere in libertà sono la forza del capitalismo, ed in effetti questo ha prodotto enorme ricchezza ed ha contribuito ad un benessere diffuso (magari a scapito dell'ambiente, ma questa è un'altra storia).

Ora vediamo, in che modo la tecnologia contribuisce nel lungo termine ad indebolire il capitalismo:
  
Gli imprenditori in concorrenza tra di loro, utilizzano la tecnologia per essere più competitivi e la tecnologia aumenta la quantità di produzione a parità di lavoratori; ora le scelte sono 2:

1) Si riducono i dipendenti

Soluzione non proponibile, visto che i dipendenti sono anche i consumatori; se questi non possono più comprare si dovrà ridurre la produzione, con la conseguenza di riduzione dei dipendenti, innescando una spirale negativa.

2) Si aumenta la produzione.

In effetti questa è una strada auspicabile (inquinamento a parte) perché aumentano i beni prodotti, ed anche perché questo comporta che vi deve essere anche un aumento degli stipendi, altrimenti, i consumatori, non possono comprare i maggior prodotti disponibili.

Fin qui abbiamo visto come il capitalismo (perfetto), possa generare ricchezza.

Ora vediamo cosa succede se la tecnologia aumentando la capacità di produzione satura il mercato, a quel punto la capacità di consumare diventa costante (praticamente ai due lavori 8 ore le passi a produrre, e 8 ore a consumare), mentre la produzione aumenta, anche in questo caso le scelte sono:

1) Si riduce la produzione.

Questa soluzione non è proponibile perché in questo modo si riducono i dipendenti - consumatori, innescando una spirale negativa.

2) Si fanno durare le merci di meno (obsolescenza programmata, esempio con la moda) e/o si riducono i costi utilizzando materiali meno buoni (durata minore).

In questo modo, si può guadagnare tempo, ma la fine si arriva comunque a saturare il mercato. (lasciamo perdere il maggiore inquinamento che si produce).
Se poi i prodotti si comprano e non si usano, per cui si fanno lavorare persone non per produrre beni ma rifiuti, si crea inefficienza nel sistema.

3) Si spostano i lavoratori dalla produzione di beni ai servizi o allo svago per creare nuovi consumatori.

Questo però non risolve il problema perché anche questi, producono un bene (anche se non fisico) che deve essere consumato, altrimenti questi lavoratori non possono essere consumatori dei beni prodotti.

4) Si spostano i lavoratori dalla produzione di beni ai servizi gestiti dallo stato (si ricorre alle assunzioni pubbliche).

Questo comporta che a fronte di minor lavoratori che producono, aumentano coloro che forniscono servizi pubblici; fino ad una certa misura questo concorre positivamente alla creazione della ricchezza e del benessere, ma oltre una certa soglia determina una inefficienza del sistema che porta lo stato ad indebitarsi.

5) Si importano nuovi consumatori (attraverso l'immigrazione).

L'inserimento di stranieri più poveri, determina una nuova richiesta di beni, ma anche di posti di lavoro, se si prende anche in considerazione che molti stranieri inviano parte di quello che guadagnano verso le loro nazioni di origine, si può ritenere che questo apporto sia sostanzialmente irrilevante.
Mentre si innesca il fenomeno di lavoro nero a basso costo che tende ad abbassare anche gli stipendi dei lavoratori nazionali, riducendo la capacità dei lavoratori di consumare.

6) Si cercano altri consumatori in altre nazioni (globalizzazione).

Se  nella globalizzazione, ci si rivolge a paesi avanzati con mercati già saturi, si avrà uno scambio di merci, ma la situazione generale non cambia.

Allora si deve accedere a mercati non saturi dove esistono milioni di persone in uno stato di povertà; questi però non possono consumare, perché non hanno reddito; quindi li devi trasformare prima in lavoratori, affinché avendo reddito possano comprare le merci che l'impresa produce.
A questo punto le imprese multinazionali, dei paesi sviluppati, aprono loro sedi produttive nei paesi dove i mercati non sono saturi.

In questo caso però il costo della mano d'opera in quei paesi è molto più basso dei paesi più sviluppati, e quindi le imprese producono, in quei paesi, merci ad un costo più basso di quello che hanno nei paesi sviluppati.

In effetti, almeno inizialmente, le imprese non possono vendere nei paesi poveri i loro prodotti (più evoluti) costruiti nei paesi sviluppati, ma sono costretti a rivendergli i prodotti a basso costo costruiti in loco.
Quindi in questa fase, i problemi di sovrapproduzione nei paesi sviluppati rimangono, mentre nei paesi poveri inizia il processo di sviluppo.

A questo punto cominciamo a vedere come la globalizzazione, influisce negativamente sul capitalismo nei paesi sviluppati.

In un mercato libero, non si può impedire che l'impresa (multinazionale) cerchi il massimo profitto, quindi l'impresa riporta i prodotti che produce (a basso costo) nei paesi poveri e li rivende nei mercati sviluppati a costi (almeno inizialmente) simili a quelli presenti in quel mercato.

Questo costituisce una fonte di arricchimento enorme per le aziende multinazionali, che possono produrre a 10 e rivendere a 100, cosa impossibile se si produce in paesi sviluppati.
Inizia quindi una fase di aumento dell'importazione nei paesi ricchi di prodotti costruiti nei paesi meno sviluppati, mentre  le esportazioni dei paesi ricchi rimangono costanti (perché ancora non si è ancora creata nei paesi poveri una massa di consumatori benestanti, in grado di acquistare merce ad alto costo).

Vediamo ora cosa succede nei paesi più avanzati:

La concorrenza di merci prodotte a basso costo importate dalle multinazionali, colpisce per prime le aziende in loco che costruiscono il tipo di prodotti importati, queste ultime  per difendersi, iniziano anche loro ad importare semilavorati o prodotti finiti, che rivendono come se fossero i propri.

A questo punto (nei paesi sviluppati) si riduce la forza lavoro nel settore della produzione (un problema ora dovuto alla globalizzazione, ma che si somma a quello creato già dalla tecnologia), a questo punto per evitare la riduzione dei lavoratori consumatori si possono mettere in campo 2 soluzioni:

1) Sfruttare il vantaggio tecnologico dei paesi più evoluti, per creare merci più competitive ed evolute.

Questo comporta che i paesi più avanti con ricerca, alta tecnologia ed alta qualità dei materiali, tendono a migrare le produzioni su prodotti più evoluti e rallentano il processo di deindustrializzazione, che comunque prosegue perché se anche la ricerca, lo sviluppo e la produzione vengono fatte nei propri paesi, gran parte della produzione di semi lavorati viene fatta nei paesi a basso costo di mano d'opera.

2) Spostare le persone che lavorano nella produzione nei servizi e nella pubblica amministrazione.

Questa soluzione è stata attuata da molte nazioni prima della globalizzazione, per risolvere il problema degli esuberi dovuti alla tecnologia; e come abbiamo visto, oltre un certo limite, produce inefficienza di sistema che costringe gli stati ad indebitarsi.

Come abbiamo visto la tecnologia (macchine che prendono il posto dell'uomo) riduce in assoluto il numero di lavoratori, e la globalizzazione (lavoro e produzione a basso costo), riduce la produzione ed il numero dei lavoratori nei paesi sviluppati.

La riduzione della forza lavoro in sistema capitalistico significa riduzione dei consumatori, questo significa che fasce di popolazione senza lavoro, rischiano di non avere più accesso ai beni di consumo.

Conclusioni:

Da quello finora esposto si capisce che la globalizzazione, comporta uno spostamento di prodotti di consumo dai paesi poveri a quelli ricchi ed uno spostamento della ricchezza monetaria inverso.
Calcolando l'obsolescenza veloce delle merci di consumo, questo processo si ripete di continuo, fino a comportare che nei paesi sviluppati (a parità di consumi), le ricchezze in eccesso (risparmio accumulato negli anni dello sviluppo economico) tendono ad esaurirsi, e di conseguenza si assisterà ad un aumento del ricorso al debito pubblico e/o privato. Non dimentichiamoci che anche il debito pubblico è comunque un debito privato dei singoli cittadini.

Questo trasferimento di ricchezze, continua finché i sistemi non tendono ad equilibrarsi; il che significa che i paesi ricchi cederanno prima ricchezza in cambio di beni di consumo e poi dovranno competere con quelle economie, che hanno condizioni di lavoro e salari molto più bassi.

Se nelle economie dei paesi in via di sviluppo, le conquiste sociali saranno simili a quelle dei paesi sviluppati, la migliore condizione che si potrà avere, è che nei paesi sviluppati i lavoratori vedranno ridotta alla meta la loro capacità di acquisto ed i loro diritti, che saranno invece in aumento nei paesi in via di sviluppo.

Questo significa che a livello mondiale le economie occidentali devono prepararsi a diventare molto più povere di quanto sono adesso.

Dopo questo livellamento di ricchezza (di durata media 25 -30 anni), il sistema globale dovrebbe nel suo insieme ricominciare a crescere cosi come è stato inizialmente per i paesi sviluppati, alla sua massima espansione si avrà una alta produzione di beni diffusa a livello mondiale; questo potrebbe essere un aspetto positivo, se non fosse che noi viviamo in un mondo in cui le risorse sono finite, e dove purtroppo l'uso della tecnologia comporta inquinamento.

Riepilogo:

L'analisi sopra esposta, evidenzia che il capitalismo (anche se depurato da tutti gli eccessi) ha un limite ed una potenzialità negativa.

- Il limite è nella capacità di distribuire equamente la ricchezza, visto che a come spinta principale il profitto personale e non vi pone alcun limite.

- La potenzialità negativa e che l'eccesso di produzione di beni, non rispetta la capacità limitata del pianeta di rigenerarsi dall'inquinamento che questo eccesso produce; un problema difficilmente risolvibile dal capitalismo visto che il suo fine è il profitto personale e non il bene comune.

Ho cercato di fare l'analisi del capitalismo depurato da qualsiasi distorsione, e se ne dovessi dare un giudizio direi che è un sistema sbagliato, perché se in una prima fase, anche se in modo discutibile crea ricchezza, a lungo termine è un sistema autodistruttivo , perché non ha in se le basi per auto correggersi.
E come se, per far correre di più un treno lo si alleggerisse non installando i sistemi di controllo, di sicurezza ed i freni, sperando che non si abbia mai bisogno di frenare.

Vediamo come lo sviluppo del capitalismo si è attuato in Italia e come la situazione si potrebbe evolvere in base alla teoria sopra espressa ( sviluppo simile ad altri paesi occidentali):

Consideriamo la fine della 2° guerra mondiale come un punto di inizio della storia moderna del nostro paese.

(vedi anche grafici allegati)
1950: inizio sviluppo economico
1970: l'industrializzazione fa perdere lavori nella produzione
1970: Si spostano i lavoratori nella pubblica amministrazione ed in imprese ed enti statali
1973: Inizia l'inefficienza del sistema, ed inizia l'aumento del debito pubblico
1990: Inizia la globalizzazione
1997: Inizia il controllo della spesa pubblica (per poter entrare in Europa)
1998: inizia ad aumentare il debito privato
2000: Aumenta la globalizzazione
2001: Il debito pubblico è legato al PIL dai parametri Europei
2001: Cresce il debito privato
2002: Riduzione del potere di acquisto
2003: Inizia la bolla immobiliare
2007: Inizia la crisi della borsa
2008: Inizia la crisi economica, primi lavoratori in cassa integrazione o licenziati
2008: Aumenta il debito pubblico e privato
2008-2009: Calo della produzione industriale
2009: Aumentano i lavoratori in cassa integrazione o licenziati
2009: Aumento del debito pubblico e riduzione del PIL e delle entrate fiscali
2010: Probabile crollo economia USA o inizio guerre, falsi attentati, ecc.. per tentare di evitarlo
2010: Aumento della disoccupazione e scoppio della bolla immobiliare in Italia
2010: Continua l'aumento del debito pubblico e la riduzione del PIL e delle entrate fiscali
2011: Riduzione di stipendi e pensioni
2012: Disoccupazione diffusa, riduzione dello stato sociale
2013: Rivolte sociali diffuse, aumento immigrazione
2014: Povertà diffusa, immigrazione di massa dai paesi africani
2015: Ristrutturazione sociale
2016: Stabilizzazione sociale
2017: Lenta ripresa industriale
2018: Inizio ripresa economica
2019: Livellamento dell'economia mondiale
2020: Mondo altamente competitivo governato da una oligarchia finanziaria
2021-2030: Distribuzione della ricchezza iniqua con pochi ricchi e molti poveri

Questo dovrebbe essere il trend, l'unica cosa che può cambiare è che le politiche monetarie,  possono anticipare o posticipare gli eventi.
Si potrebbe anche evitare questo declino, se il capitalismo fosse contestato dai popoli mondiali e coloro che hanno accumulato enormi ricchezze, fossero costretti a ridistribuirle.
Ma quest'ultima cosa i governi e le oligarchie la faranno solo se costretti da popoli coesi ed uniti, cosa a mio avviso difficilmente realizzabile.

Dobbiamo stare anche attenti, perché ultimamente vengono fatte sempre più leggi che limitano la libertà individuale; non è da escludere che in caso di gravissima crisi economica, chi gestisce il potere possa operare scelte o agire con operazioni illegali in difesa dei propri interessi.
Si potranno avere guerre, falsi attentati terroristici, eliminazioni fisiche di massa utilizzando pandemie, ecc...  qualcuno potrebbe già sapere che il Titanic (economia) affonda e senza dire nulla è già pronto sulle scialuppe (che non bastano per tutti).
Per chi gestisce il potere è più facile mantenerlo, se si agisce in uno stato di emergenza ( terroristica o sanitaria ecc..) che permetterebbe loro di agire attraverso leggi speciali in deroga alle leggi ordinarie.

Vedi: Rapporto NATO operazioni urbane anno 2020

Alcune azioni che a mio avviso, dovrebbero essere intraprese nei paesi sviluppati:

1) Limitare l'importazione di merci (max 20%) dai paesi a basso costo di mano d'opera, per rallentare il deflusso della ricchezza e rilanciare la produzione interna.
2) Non licenziare i lavoratori produttivi, ma quelli improduttivi (statali e parastatali in esubero), in modo di abbassare le tasse alle imprese ed ai lavoratori.
3) Informare i cittadini di quello che sta succedendo ed invitarli a contrastare la crisi.
4) Abolire la parte di debito pubblico derivante dall'interesse sull'emissione del denaro.
5) Smettere di disinformare ed inebetire le persone (abbiamo bisogno di persone capaci di produrre e consumare beni con intelligenza).
6) Ridistribuire la ricchezza.
7) Ridurre gli sprechi ed investire nelle tecnologie ecologiche.
8) Evitare opere faraoniche che non servono a niente (ponte di Messina e centrali nucleari).
9) Emettere una moneta non gravata da interesse.
10) Avviare la costruzioni di villaggi, comuni e piccole città autosufficienti.

In poche parole EFFICIENZA al massimo.

Visto che non possiamo impedire che le ricchezze a nostra disposizione si riducano, possiamo pero utilizzarle per costruire sistemi efficienti che ci costino meno e compensino la riduzione della nostra capacità di acquisto.

Non vi voglio deprimere e vi lascio con un progetto-sogno.

Siamo una nazione senza fonti energetiche fossili, uranio e senza materie prime e questo ci rende poco competitivi per la produttività di molti prodotti a livello globale; ma abbiamo il sole, un clima stupendo, il mare, la campagna fertile, l'acqua e la storia.
Noi siamo un paese da sogno, che può vincere facilmente la sfida dell'autosufficienza, ora che le attività produttive (inquinanti) si sposteranno in altri paesi, non dobbiamo aver paura, ma sfruttare questa occasione per fare in modo che Italia possa diventare un enorme museo della storia ed una grande fiera della scienza ecologica.
Dobbiamo specializzarci, in quelle attività del quale abbiamo le materie prime e scambiare i nostri prodotti e servizi, con i paesi che hanno prodotti di altre materie prime (un modo di vivere più efficiente, sano ed ecologico).

Consiglio anche questa lettura:  Costruiamo insieme una alternativa al capitalismo malato

Saluti
Roberto Franzè

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A noi genere umano il capitalismo non serve ammenoche' non si e' materialisti ,, come purtroppo la societa' contemporanea impone. A noi basta una casetta con pannelli solari e acqua potabile,, un pezzetto di terra e quanche animale per vivere bene, sano e soprattutto con serenita' , invece di correre dietro al danaro e stressarci,, soffrive di anzie e paure, a noi serve solo quello di cui il pianeta a preso il nome : TERRA.

la Cina e prossimamente il Bangladesh sono oggi i paesi che producono ed esportano maggiormente , si sono arricchiti ma solo gli industriali cinesi i poveri sono ancora più poveri e se continueremo ad acquistare all'estero e non produrre niente nel proprio paese la crisi non si fermerà più, ora anche gli alimentari vengono importati vedi l'esempio dei pomodori cinesi mischiati a quelli italiani e venduti i barattoli con scritto made in italy !
In Italia ( e questo vale anche per gli altri paesi in crisi economica)
se non si produce c'è lavoro ! Se non c'è lavoro non c'è guadagno! Se non si guadagna non si acquista più e se al più presto le grande potenze non intervengono a bloccare tutte le esportazioni dalla Cina e da altri paesi a basso costo non si avranno più soldi neanche per un pezzo di pane ...i ricchi diventeranno sempre più poveri, i poveri non si potranno più salvare... ma la vogliono proprio la fine del mondo?

Ciao sono molto d'accordo su quel che hai scritto, in particolare sulle possibili soluzioni ma credo tu abbia omesso un fattore importante. Da tempo sono convinta che l'Italia debba puntare il grosso delle sue risorse nel rafforzare il settore per ora più emarginato e meno considerato, cioè il turismo e i beni culturali. Quel che forse non hanno ancora capito lì nella stanza dei bottoni, è che l'Italia non è un'impresa, il taglio del 50% ai parchi nazionali e la situazione disastrosa che di giorno in giorno sono costretti ad affrontare chi gestisce (o dovrebbe gestire) il patrimonio storico - culturale parlano da se...Italia non è = grandi imprese, ma piccole-medie imprese, artigianato, gastronomia, storia, cultura...
E' assurdo ignorare la nostra più grande ricchezza, rivalutando tutto ciò si potrebbe dare un forte slancio all'economia del paese, in particolare a zone povere del sud. Le esternalità di tutti questi fattori sull'economia reale di ogni cittadino, in un forte momento di crisi come questo, non è assolutamente da ignorare.

Miriam............hai tutte le ragioni del mondo,e se vuoi il mio pensiero vai solo a vedere una citta' balneare che si chiama jesolo per capire cosa significa lavorare sul turismo...........
anche se il mare non e' dei migliori.
Sono un artigiano settore abbigliamento e sinceramente la vedo molto dura produrre ricchezza in un paese come il ns ke piu' ke aiutare chi vuole far qcs, da mazzate di tasse.....
Se assumi 1 operaio e lo paghi 1300 € metti in conto altri 1000 € tra tasse , tenuta buste paga.e ttt il resto.
L'importante x i ns. governanti (e dico tutti,sia dx ke centro ke sx) e' il loro di bene,nn il ns.
Punteranno sempre sui soliti noti. Se un giorno avremmo la fortuna di essere noti spero ke li mandiamo a raccogliere patate, facciamo fallire tutte le aziende ke fino ad ora loro hanno salvato (fiat,alitalia, ecc ecc),e per me il discorso dei posti di lavoro in quelle aziende sono 1 problema risolvibile come hanno fatto con la cirio,parmalat ke son potute fallire.............RIMANGONO TUTTI A CASA. tanto ci sono gli ammortizzatori che in ogni caso paghiamo noi...........e poi si riparte con cose ke il territorio offre senza tanti investimenti.........TURISMO,ARTIGIANATO,E VOGLIA DI LAVORARE............
CIAO

Come sono stati governati gli uomini da quanto esistono?
Dapprima furono i più forti che imposero le loro leggi agli altri, fisicamente, e il caso di dirlo.
I forti accumularono dei beni e delle ricchezze grazie alle loro forze.
I figli dei più forti ereditarono queste ricchezze, e si passo da un governo dei forti ad un governo dei possidenti.

I possidenti hanno governato e avuto tempo di acquisire delle conoscenze grazie alle scoperte fatte dai più intelligenti dei loro sudditi.
Poi hanno fatto ben attenzione ha non dare queste conoscenze a tutti, al fine di instaurare un governo di conoscitori.

I conoscitori hanno sfruttando, oppresso e maltrattando il popolo, tentando di far credere ad una superiorità ereditaria.

Il popolo ha finito per rovesciare i conoscitori ed eleggere per governarlo, altri conoscitori.

E fu “il sapere al potere”
Ma il sapere non è intelligenza. E tutto va storto. Il sapere e soltanto una memorizzazione che un qualsiasi computer può effettuare, ma non consente di trovare delle soluzioni ai problemi.

Allora “il sapere governante” si e servito delle invenzioni dei geni per affermare il proprio potere, sfruttando a scopi omicidi ciò che inventori ben intenzionati scoprivano.

Poi “il Sapere governante” ha creato delle grandi scuole dove si apprende ad amministrare; questi laureati in scuole rinomate hanno appresso a governare servendosi degli invenzioni degli altri e sfruttandolo approprio vantaggio.

Il genio al potere deve rimpiazzare il sapere al potere. Le grandi scuole non producono alcun genio, ma soltanto memorie ben guarnite. Non e necessario provenire da una grande scuola per possedere il buon senso e l’intelligenza.

Ed ogni generazione potrà con se degli inventori che il potere utilizza per mettere in pericolo la sopravvivenza della specie umana. E gli inventori, sfruttati e traditi si lamentano, nel vedere le proprie invenzioni utilizzate per uccidere degli innocenti. Tutto questo non può più durare.

E giunto il momento di mettere al potere soli uomini che fanno e che hanno sempre fatto progredire l’umanità.

Non si tratta né di brutti muscolosi, né dei possidenti, né dei conoscitori, né dei politici, né dei militari, che hanno avuto tutti occasione di dimostrare che cosa fossero in grado di fare mentre governavano il mondo, ma dei soli che non hanno mai avuto occasione di dimostrare ciò che sapevano fare.: i geni!

Se Einstein avesse saputo quello che si sarebbe fatto con la sua invenzione, non avrebbe dato mai il permesso di utilizzarla. Ma quando lo ha capito, era ormai troppo tardi. I brutti organizzati ovvero i militari, volavano già nei loro bombardieri per Hiroshima.

E ormai giunto il tempo che i geni si riuniscano e esigano di essere i soli a decidere come verranno utilizzate le loro invenzioni, respingendo tutte le pressioni politiche e militari che vengono esercitate su di loro.
Essi devono affermare la loro indipendenza ed il loro pensiero non violento.

E’ ormai giunto il tempo che gli esseri umani utilizzino la materia prima più importante a loro disposizione : i geni!!

Cari Saluti 

Mi  è piaciuto da morire questo articolo.... tanto da sentire il bisogno di scrivere questo commento.
Ricco di valutazioni assolutamente perfette e pieno di spunti da vero economista e studioso della società.
Purtroppo però parte da un'ipotesi che affonda il teorema e cioè che le persone siano corrette.
Il problema non è il sistema applicato ma le persone che lo applicano: quello comunista o quello capitalista sono ognuno a sua modo comunque due sistemi funzionanti ammesso che chi lo mette in piedi sia corretto e lo siano tutte le persone che vi partecipano.
Quando nel comunismo capita, come è purtroppo successo, che taluni si arricchiscano in maniera incontrollata facendo leva sul potere che hanno ed altri sapendo che tanto si guadagna e sopravvive nella stessa identica maniera non producono a sufficienza, non è il comunismo a fallire ma le persone che lo applicano ad averlo confuso.
Quando nel capitalismo o consumismo, si abbassa la qualità per vendere di più, si cerca solo il posto fisso fregandosene del merito, si cerca la raccomandazione per fare ogni cosa, sono le persone a non aver applicato bene il sistema e a farlo naufragare.
La formazione delle persone è la chiave, il rispetto delle regole è la chiave, le persone che applicano i sistemi sono la base per far funzionare la società ed una triste regola vuole che questo sia ciclico.
Basta vedere il nostro passato, la storia, per capire che le società hanno andamento ciclico e passano da momenti di splendore a momenti di crisi totale nelle quali viene toccato il fondo, per poi risalire. 
  

Ciao Simone, per come la vedo io sono parzialmente daccordo con quello che dici.
Hai centrato il problema contrapponendo il comunismo al capitalismo e a parer mio hai fatto un osservazione interessante focalizzando la tua attenzione sulle persone che sono alla base di una comunità qualunque essa sia. Ora però mi domando, perchè gli eventi debbano essere ciclici. Qual'è la triste regola secondo la quale l'uomo non riesce ad evolvere ma è costretto come un criceto a correre nella ruota convinto che arriverà prima o poi chissà dove.
L'uomo è veramente cosciente o sonnicchia?
Se come dici tu "La formazione delle persone è la chiave" allora domandiamoci chi forma le persone? Chi ha in mano la chiave? Chi impone le regole di cui tu parli?
Perchè se il sistema è ciclico i poveri rimangono poveri e da secoli i ricchi si arricchiscono sempre più? Forse a qualcuno fa comodo farci vivere nell'illusione che la vita sia ciclica almeno viviamo con la speranza che un giorno cambieremo condizioni di vita.
Come fa ad evolvere un uomo che ogni 40/50 anni è costretto a toccare il fondo per poi risalire.
Credimi non è colpa delle persone come noi se il sistema naufraga questo ce lo vogliono far pensare per non farci incazzare daltronde se ti sentissi responsabile di un incidente con chi te la potresti prendere se non con te stesso? Quanti amici hai che hanno ottenuto un posto di lavoro pagando o per raccomandazioni, non dovresti guardarli in faccia, in realtà la cultura che ti hanno trasmesso ti impedisce di fare questo anche perchè sono convinto ti ritroveresti solo.Ci hanno abituato al malcostume ed ai soprusi per cui non reagiamo più a nulla, siamo talmente rincoglioniti che ci preoccupiamo delle raccomandazioni per avere un posto di lavoro e non ci accorgiamo che quel posto sarà la nostra schiavitù a vita. Le persone sono drogate al punto da accettare l'apertura di bordelli o case chiuse pur di non vedere giovani ragazze prostituirsi in strada e tutto sembra normale, nessuno si domanda perchè una ragazza debba vendere il proprio corpo per sopravvivere, ecco perchè dico che l'uomo non si è evoluto. Una società evoluta non ammetterebbe la distruzione psichica e morale di una donna e invice ci sentiamo evoluti solo perchè abbiamo le strutture di recupero ma come si fa a recuperare in 10 15 anni di psicoanalisi il danno che un puttaniere può fare in 30 minuti soprattutto in considerazione del fatto che il 60% degli italiani cerca rapporti sessuali a pagamento.Scusami Simone ma l'indignazione spesso mi porta ad andare fuori tema.
Io sono incazzato nero con il sistema che non ci tutela e sono altrettanto incazzato con le persone che dormono e la mia paura è che questa crisi ci porterà ad uno stato di povertà tale che a mantenerci saranno le nostre donne o le nostre mamme e ti lascio immaginare con quale lavoro e sai bene che una mamma è disposta a tutto per i propri figli.
Grazie Simone.

Io non intendo criticare nessuno ma credo che questa crisi esistente sia dovuta a diversi fattori che nell' insieme hanno portato tutti i paesi del mondo ad una crisi mondiale.Per essere breve posso analizzare la situazione attuale senza tener conto di anni passati che hanno avuto i loro fatti che in economia hanno creato malessere.Nel 2010 manca il denaro da spendere quindi la gente cerca di risparmiare tutti i denari senza sprechi che in anni di ricchezza esistevano.In anni passati c'erano tanti sprechi perchè c'era anche una grande ricchezza.Si lavorava più delle 36 ore settimanali e quindi si poteva incamerare anche maggiori ricchezze.Peraltro esisteva il problema della disoccupazione anche se i commerci comunque riuscivano a rimanere elevati e quindi non si creava una crisi economica.Le industrie producevano molto e quindi la ricchezza materiale esisteva.Le banche sui risparmi potevano dare al risparmiatore un tasso di interesse molto alto ma allo stesso tempo i prestiti bancari avevano tassi di interesse comunque più alti.Ora nel 2010 la situazione non è buona. La recessione lo dimostra.Le industrie falliscono ed i commerci con gli altri stati sono quasi ridotti al minimo.

Un grazie alla oerlikon Graziano di Cento che sposta le lavorazioni in Cina e India mettendo a casa più di 220 persone!

www.celomettono.li
 

per tutte queste aziende pubblicizzare e boicottare.

 Non sono un economista, ma i conti della "serva" quelli un po li so fare: Il nostro paese sta affrontando una crisi politica per 25 MLD di euro che sono tanti si, ma rappresentano il
2.5% del totale delle entrate. E' come se, un dipendente statale che guadagna 1.300€ al
mese, cominciasse a prendere a calci tutti i componenti della famiglia per ridurre il debito
di 30 miseri €.
Mi viene un dubbio: C'E' QUALCOSA DI BRUTTO CHE STA PER ACCADERE? 

cordiali saluti e che Dio ci aiuti!!

caro pino , quello che accadra non sarà  bello , infatti come possiamo notare i guai ancora devono arrivare ,parlo perche sono un sensitivo e quando stava per iniziare la crisi e le borse sono andate giu ad un amico gli ho consiliato di togliere le azzioni che aveva messo in banca , grazzie al mio consiglio lui si è salvato dalla speculazione della borsa .
andiamo adesso alla crisi futura , le mie previsioni non sono buone infatti prevedo guai  seri entro dicembre 2010 , vi consiglio di investire i vostri soldi il piu inteligemente possibile cosi da trovarci preparati quando arrivera la vera crisi.
spero per tutti una buona fortuna

SE NON CAMBI LA CULTURA NON CAMBI IL SISTEMA.

 Salve a tutti
ho notato con grande stupore che in questo piacevole spazio di web non si lascia troppo spazio alla polemica, e rispetto e condivido pienamente l'intelligenza della scelta.
Ma l'impulsività dei miei pochi anni mi spinge a fare una domanda all'anonimo che entra in scena ogni tanto...dove vivi? Riarmo? Prostituzione? Donne in cucina e rimpatrio degli immigrati? Non so che film hai visto ma puoi smettere.
Sono una studentessa universitaria, studio una cosa che per molti è il massimo livello dell'inutilità: comunicazione interculturale. 
Significa antropologia, lingue, sociologia. Sarà inutile ma questo ti permette di capire una cosa importante: non tutti i popoli sono come l'occidente, non esiste solo Cristo e l'industria automobilistica, al resto del mondo non importa di quanti soldi hai e di come vivi tu.
Non interessa al popolo. Il problema è di chi governa  , i compromessi dell'oligarchia finanziaria e politica. Quello che voglio dire è che il capitalismo non fa per tutti. Esistono tradizioni millenarie dove un re si deve inchinare ad un rinunciante (sarebbe un barbone da noi), dove il potere dello spirito è la più grande ricchezza e il mondo è un eterno amico. Noi sfruttiamo cioè che ci tiene in vita, ma anche se profondamente ferito l'ecosistema ci ucciderà al momento del collasso.

Ho trovato l'intervento molto chiaro e concreto. Adoro l'idea, definita utopia, finale proposta da Franzè.
Abbiamo la storia, monti e mare. Possiamo vincere. Ma quest'Italia non vuole vincere. Perchè siamo dei perdenti, è dagli albori della storia d'italia che siamo dei perdenti. Noi saltiamo sul carro del vincitore, adottiamo la politica dei più forti.
Le rivoluzioni noi non le sappiamo proprio fare, la giustizia è una parola e niente di più, la natura è una semplice risorsa da cui attingere senza tregua.
Tra tutti gli animali del mondo siamo i più stupidi, gli unici a crearsi danno da sè.
E probabilmente a nessuno interessa di queste mie parole, ma se siamo giunti a questo punto i motivi sono 3: EGOISMO. IGNORANZA, DESIDERIO DI ONNIPOTENZA
La crisi è figlia di una cattiva amministrazione della ricchezza (come detto nell'intervento qua sopra) dallo sfruttamento e soprattutto e vorrei che entrasse bene nelle teste di ogni occidentale su questo pianeta, dalla sistematica, aggressiva e forzata imposizione di un sistema culturale-socio-politico che non si addice a nessun popolo al mondo, tolto il nostro.

E' la nostra società la prima cosa malata da cambiare, perchè il sistema è figlio di una cultura e se non cambi la cultura non cambi il sistema.
E non venitemi a dire che io la crisi non la sento perchè sono studentessa...perchè ho fatto la cameriera per anni, ho visto chiudere bar e pizzerie, il mio ragazzo fa parte di un gruppo di interinali di una ditta di trasporti francese: su 16 ieri ne sono stati licenziati altri 7 e il prossimo mese toccherà ad altri di loro. Mia mamma è una statale e la mia università è al collasso.
La crisi la sento...e la vedo benissimo.


Ciao Elisa,

Di solito trasformo le parole scritte in maiuscolo in minuscolo, questa volta le ho lasciate, perché ben rappresentano la nostra società.

Da quello che hai scritto, non mi sembra che i tuoi studi siano inutili, io ritengo che conoscere altre culture sia il miglior modo per aprire la nostra mente ed il nostro cuore.

Credo che persone come te possono dare un contributo importante per il cambiamento.
Spero che ti iscrivi al sito, perché tra pochi giorni proporrò la creazione di una associazione culturale senza fini di lucro che si occuperà dello sviluppo di un prima idea di progetto Ecolcity
Gli iscritti al sito già possono vedere una prima bozza nell'area progetti.

Grazie del tuo intervento e Saluti

Roberto Franzè

Tutto sbagliato, si parte da presupposti che sono scritti sui libri. Ecco , secondo me, la realtà da cui partire e la giusta derizione.

A) il mercato non esiste e non è mai esistito.

B) La Cina non arriva a 1.300.000 di abitanti al massimo 200-250 milioni

C) una sana deregulation ( abbandono delle politice ecologiste) darebbe fiato alle risorse

D) Ripresa forte e decisa della tecnologia nucleare

E) liberizzazione di Prostituzione stupefacenti e libera detenzione di armi.

F) reimpatrio di tutti gli immigrati non strettamente necessari.

G) una politica di riarmo che dia peso alla nostra patria

H) ripresa delle politiche agricole

i) eliminazione delle assicurazioni e forte ridimensionamento di banche e finanziarie,

L) un sano protezionismo autarchico

M) ritorno dei sacri valori , Dio ,Patria e Familia

N) le donne a casa a fare da mangiare, è il loro posto ( sono anche la parte più sciuscettibile al marketing della società).

O) 100 Onorevoli in tutto bastano e avanzano max 2000 € mese

direi che per iniziare basta e avanza.

giusto, concordo, poi andrei anche ad attaccare la grecia, tanto sono già messi male e gli spezzerei le reni, come disse qualcuno di quegli ottimi statisti del secolo scorso, espanderei l'impero verso l'abissinia e farei qualche legge ad hoc per la ripresa economica, cominciando dal sindacato unico, che ne so, un bel sindacato nazionale, per esempio, magari legato a doppio filo ad un unico vero partito politico nazionale che in tempi di crisi aiuta nell'operazione di sintesi delle proposte politiche. 
E se qualcuno in parlamento, che ne so, magari un di pietro qualsiasi, si azzarda a protestare e/o denunciare qualcosa di non propriamente aderente ai principi democratici, ci mandiamo a parlare il "Rag." Dumini.
Ma pensa te, c'avevamo un genio al governo fino a 60 anni fa e non un cane che
se ne fosse accorto...

Dato che qui si è scritto, tra articolo e commenti, di cose davvero interessanti e di teorie varie, tra le quali quella del complotto, allora ho deciso di scrivere per indicarvi un film-documentario assolutamente da vedere..che come dice gente a me vicina, si vabbè ma..però..poi alla fine non cambia niente..... vorrei avvisare a tutti voi che chi sostiene questo atteggiamento non favorisce mai, in nessun caso e in nessun campo, il cambiamento delle cose. Detto ciò il 'film' di cui parlavo è ZEITGEIST visibile in più parti su YOUTUBE o comunque gratis on-line, e il suo seguito ZEITGEIST ADDENDUM facilmente pur esso, raggiungibile on-line. E' un 'film' che permette una full immersion in questioni teoriche, pratiche, economico-finanziarie che punta a dimostrare la validità della 'terza teoria' espressa in questo bellissimo articolo pubblicato su ecolcity...tralasciando alcuni errori grammaticali davvero ingurdabili, come l' 'h' prima della 'a' o cose del genere. Ma non è questo l'importante. L'importante è divulgare la realtà delle cose, è valorizzare le cose belle della vita che ci sono lì fuori, qui fuori mentre scrivo, contemporaneamente ci saranno persone che come me si informano, persone che lavorano e sudano sapenndo di essere sfruttati ma solo col pensiero rivolto al proprio figlio che non vuole altro che mangiare e prendere il meglio dal proprio padre...ci sono cose lì fuori che la tv ed alcuni giornali, che alcuni film al cinema, che alcuni personaggi pubblici vogliono farci dimenticare...tante persone con tanti soldi o altre persone davvero illuse vogliono farci dimenticare o non sapere la realtà delle cose. Vogliono far credere che qui a Napoli l'emergenza rifiuti è finita, che i terroristi sono ovunque e vogliono farti del male chissà perchè, mentre i veri terroristi per l'umanità sono lì a sghignazzare per un terremoto che porterà tanti soldi alla protezione civile....davvero terroristi! Magari andando un pò fuori tema, ma volevo consigliarvi di riprendervi la vostra reale realtà delle cose che vi circonda e sono ben felice di essere in buona compagnia su questo sito e su tanti altri. INFORMAZIONE E LIBERTA' !

Complimenti per la tua analisi, la vedo tristemente coerente con la realtà... 

Leggendo l'articolo mi sono piacevolmente reso conto che non sono solo. Ho ritrovato, riga dopo riga, il mio pensiero e lo sdegno riguardo a questa crisi fondata in realtà solo sull'egoismo.
In particolare penso che i tagli del personale rappresentino la mosssa più stupida che l'impresa possa fare perchè, come scritto nell'articolo, porta prima ad un ulteriore calo dei consumi, poi (ma questo all'impresa non importa) alla privazione del sostentamento dei nuclei famigliari. Volendo polemizzare (perchè è per ora l'unico potere rimasto al cittadino) non sarebbe meglio se gli imprenditori fossero obbligati a rispondere prima con propri beni superflui come capitali accumulati, auto lussuose, immobli "improduttivi" ecc? tristemente accade sempre che la priorità del risparmio aziendale la debbano pagare per primi i lavoratori con l'unica fonte di reddito.
Mi piacerebbe discutere alcuni provvedimenti anti-crisi che non vengono mai attuati malgrado la chiarezza dell'efficacia.
- perchè non limitare le esportazioni di capitali aumentando le tasse relative a tali operazioni? l'ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno è l'emorraggia di liquidità verso l'estero.
- perchè non disincentivare le importazioni aumentando le tasse doganali come ha fatto il Giappone? in questo modo i prezzi delle merci made in Italy sarebbero più competitivi e si auspicherebbe il rilancio della produzione italiana. Basti prendere come esempio il mercato dell'automobile.
- perchè non eliminare o almeno ridurre la piaga del lavoro precario? I lavoratori fissi vengono via via soppiantati da lavoratori temporanei che sono impossibilitati a pianificare spese come mutui, affitti, rate.
- L'evasione fiscale è diffusissima e soffoca le poche imprese "sane". perchè non incrementare il personale statale adibito ai controlli fiscali? attualmente è sotto organico e non riesce a contrastare l'enorme numero dei reati economici. Ci sono imprese che pianificano l'evasione proprio in base a calcoli statistici che dimostrano il basso numero di controlli.
- perchè non rendere economicamente  più svantaggiosi i licenziamenti per le imprese? in tempo di crisi il danno che subisce il lavoratore è devastante e deve essere compensato.
- perchè  non aumentare l'efficacia dell'antitrust? troppo spesso gli aumenti dei prezzi dei beni prodotti e dei servizi sono sproporzionati rispetto a quelli subiti dalle imprese, provocando l'iniqua distribuzione del reddito e la polarizzazione della ricchezza.

Saluti

Manuele

Non esistono solo le mega imprese e le multinazionali per le quali è facile ipotizzarne la proprietà di imprenditori ricchi che sfruttano ogni cosa per accumulare  profitto,e ricchezza.
Sono un piccolo imprenditore purtoppo anch'io sto tra quelli che vedono nero e non sono mai stato un pessimista, penso però che il sistema sia ormai prossimo al collasso.
Il nostro benessere e semplicemente stato finanziato dal debito pubblico e adesso si iniziano a tirare le somme (il mutuo si è esaurito)...
Vengo da una famiglia normale, non ricca e non sono ricco.
Mio padre faceva il muratore, un gran lavoratore, mi ha trasmesso la passione e la voglia di lavorare, lui diceva che non può esistere un'impresa formata da 10 geometri e due muratori, casomai dovrebbe essere il contrario.
Ebbene, la penso come lui, penso che il nostro paese, come altri paesi, sia formato ormai da troppi ciarlatani, presidenti di tutti i tipi, capi di gabinetto, vice presidenti, vice del vice, poi si portano dietro mandrie di collaboratori e portaborse a non finire, economisti che hanno la presunzione di prevedere e che poi non prevedono niente, professori, ultralaureati, che pensano di capire tutto, di essere illuminati, che spesso diventano politici, ladri, corrotti e corruttori, dando la prova che anni e anni di studi non gli sono serviti a niente.
Ma in questo paese quanti siamo ancora a lavorare e non a ciarlare?
Non ne faccio un discorso di destra o di sinistra, perchè non esiste la destra e la sinistra, esistono degli uomini che per raggiungere la poltrona sono obbligati a dire che ciò che fa chi governa in quel momento e tutto sbagliato.
Sono d'accordo con te per quanto riguarda: 
-la limitazione delle esporatzioni di capitali,
-il disincentivare le importazioni
-l'eliminazione del lavoro precario
-la lotta allevasione fiscale a patto che vengano introdotte aliquote sensate e umane e che poi i maggiori introiti vengano usati per il bene pubblico e non per essere sperperati dai soliti ciarlatani ladri.  
-per quanto riguarda i licenziamenti ti posso assicurare che tranne chi sposta le produzioni all'estero per risparmiare sulla manodopera, nessun imprenditore licenzia per il gusto di licenziare
AGGIUNGEREI ANCHE:
-l'instaurazione di un tetto massimo alla ricchezza,non è possibile che c'è chi muore di fame e  chi accumula ricchezza per se e per altre dieci generazioni.
-un tetto agli stipendi di dirigenti, amministratori delegati statali e non, alla quantità delle cariche pubbliche.
E RIPARTIREI DALLA SCUOLA, INSEGNANDO FIN DALLA SCUOLA PRIMARIA ETICA, DIGNITA', RISPETTO, TOLLERANZA, prima ancora della matematica dell'italiano della storia
ecc.

Concludo dicendo:Fino a che l'uomo non cambierà la propria cultura fondata sul profitto personale a tutti i costi e quindi sull'egoismo, nulla potrà cambiare.
Molti "poveri potenti" dovrebbero riflettere sul fatto che benchè ricchi non sono eterni, anche loro un giorno moriranno proprio come chi è più povero..... 

Leggendo l'articolo e alcune risposte posso solo essere pienamente d'accordo perchè lo spaccato della realtà attuale e dell'economia è una copia esatta di quello che è successo e probabilmente succederà .... in pochi che come noi si sono accorti e hanno la lungimiranza di vedere oltre la cortina di nebbia che avvolge sia la politica attuale comunitaria e Italiana e l'economia capitalistica attualmente vigente. Vorrei aggiungere una cosa molto importante e aimè purtroppo molto preoccupante ... non stiamo vivendo in una democrazia ..parola che ultimamente sento troppo spesso come quasi voler convincere la gente che sia così ... preoccupandosi un giorno di dover ammettere il contrario .... si esaspera il collettivo ripetendo spesso e assicurando il più che la situazione sia quella di una democrazia fondata sul lavoro ... se fosse così non avrebbero chiuso molte ditte, salvaguardando il lavoro ... o sbaglio visto che i soldi ci sono ma sono dirottati in altri lidi ... Altro grosso problema sono le Banche che a mio avviso mancano nella bellissima raffigurazione di un capitalismo morente, dove le stesse banche sono diventate l'ospite indesiderato ...il simbionte prima e il virus dopo ... e che a mio avviso sono il vero cervello di tutte le operazioni e regolamentazioni sia statali che europee e mondiali ... nessuno si è mai chiesto quando facevano vedere i nuovi scanner agli aeroporti per dar maggior sicurezza a tutti noi ... passandoli come una novità assoluta e il massimo della tecnologia al servizio dell'umanità e della sua sicurezza .....che da sempre solo e ripeto solo nelle banche siano queste centrali che di piccoli paesini sperduti nel profondo sud italiano per entrarvi devi passare una doppia porta .... considerando poi che le banche stesse hanno oltre alle doppie porte anche una cassaforte e che di soldi nelle banche ...liquidi ... ne trovi molo pochi visto che adesso sono tutti nell'etere della rete ... una cosa singolare a cui nessuno presta molto attenzione, ma che evidenzia un situazione drammatica come il proliferare delle stesse ... 6.7.8. per paese ... in aumento esponenziale ... concludendo vorrei aggiungere al racconto storia letto ...e ribadisco a mio avviso copia esatta della realtà ... una conclusione similare ma a cui io darei un nome ... banche !!! ciao a tutti

davvero questo articolo è impresionante sono pienamente d'accordo con te e i mie complimenti al autore. l'unica cosa che mi fà pensare tanto e il fatto che le previcioni future non sono il massimo quasi quasi direi k davvero il 2012 sara un anno scuro per l'umanita....!!!!

Ciao Manuele, è da circa un anno che seguo ecolcity, ho avuto il piacere di conoscere uno dei promotori di questo Social-network “Roberto Franzè una persona particolarmente sensibile a questo tema come la maggior parte di chi approda in Ecolcity. Se permetti provo a rispondere io alle tue domande. Mi auguro di esserne all’altezza.
Ciò che dici in merito all’egoismo dell’uomo è una cruda verità, difficile da ammettere ma è la realtà che siamo costretti a vivere e l’egoismo è il mezzo affinchè ognuno di noi riesca a sopravvivere o forse è quello che vogliono farci credere. Viviamo in una continua competizione, fin da piccoli ci addestrano ad essere migliori rispetto ai nostri coetanei, ci spiegano che quella è la strada per avere successo ma nessuno sa insegnarci cosa sia meglio per tutti. Crescendo si vanno rafforzando in noi delle convinzioni ritenendo che siano frutto di una nostra elaborazione mentale, in realtà ci siamo fregiati di un’idea malsana concepita, anni or sono, per un fine ignobile. Permettimi di dire che non serve polemizzare, bisogna cominciare a pensare ma non con il cervello perché quello ce lo hanno plasmato a loro comodo.
Il sistema economico del paese collasserà perché questo è il fine voluto e non ci sarà provvedimento anti-crisi che potrà tirarci fuori, il capitalismo e la globalizzazione stanno avendo i loro effetti.
Dovevamo svegliarci prima di salire sul carro targato Comunità Europea.
In merito ai punti da Te citati ti invito a fare uno sforzo e pensare anche per un solo minuto da ricco imprenditore.
-Perché mai dovresti limitare l’esportazione dei tuoi capitali tassandoli?
-Sempre da ricco imprenditore. Perché dovresti tassare i prodotti che importi, rischieresti di non guadagnare molto sul prodotto finito ed entrare, come dici Tu, in competizione con i prodotti made in Italy.
-Il lavoro precario potrebbe essere, oggi, il male minore. Credimi molti giovani della mia età sono stati illusi dalle garanzie di un lavoro fisso, hanno creduto di poter pianificare la loro vita, hanno fatto esattamente quello che dici Tu, c’è chi ha acceso un mutuo per la casa e chi si è comprato una macchina a rate, chi ha fatto tutte e due le cose, si sono sostanzialmente impegnati i prossimi 30/40 anni, hanno investito con dei soldi che non avevano e molto presto le banche si riprenderanno tutto con gli interessi perché è questo il loro fine. Non possiamo incentivare i giovani a spendere ma piuttosto a risparmiare soprattutto in considerazione di ciò che sta succedendo.
-Sono d’accordo con Te, l’evasione fiscale è diffusissima, le imprese sane sono sempre meno ma perché assumere nuovo organico statale, basterebbe far lavorare quello che già c’è. Ho lavorato, per mia sfortuna, in ambienti ministeriali, so come funziona, pochi lavorano per passione. Sarebbe come dire: “Il paese è in crisi servono nuove leggi, nuove riforme e per questo accordiamo a chi ci governa un aumento di stipendio o incrementiamo i parlamentari”.
-L’ultimo punto che vorrei discutere è quello di rendere svantaggiosi i licenziamenti .Mi domando a che pro.
Rifacendomi a quanto detto pocanzi, i lavoratori subiranno un danno devastante ma perché sono stati ingannati da chi gli ha fatto credere di avere liquidità in tasca, cosi anche i piccoli imprenditori che hanno investito nelle loro aziende sono semplici vittime. Troppo facile prendersela con le imprese e pretendere che queste compensino i danni causati dalle banche.
Grazie Manuele per aver lasciato traccia delle tue idee su questo sito.
Spero di poterti incontrare alla prossima riunione. A presto.
Paolos

sono rimasto allibito da tanta lucidità complimenti!!! .....ma venendo al pratico ora io che devo fare?  emigrare ad oriente? evitare di indebitarmi'? o forse l'inflazione salverà gl'italiani dai debiti? investire? risparmiare?  mi trovi daccordo su praticamente tutto cio che hai detto,hai dato anche validi consigli politicostatistici ,ma il singolo cosa deve fare? ma chi ci crede ancora,chi aspira al benessere x se e i suoi figli deve aspettare che lo stato trovi la cura? che tutto passi? scusami Roberto se ho probabilmente abbassato il tono del discorso ma mi hai lasciato con tanti tanti dubbi. ti sarei grato se fossi cosi gentile da continuare ad ofrimi il tuo parere. grazie ciao i.

Tu non ai abbassato il tono del discorso, ma credo involontariamente lo hai alzato.
In poche righe ai condensato il vero problema degli italiani, più di quanto lo abbia fatto io in questo articolo lunghissimo.

Questo è quello che hai scritto che mi accingo ad analizzare: "ma il singolo cosa deve fare? ma chi ci crede ancora, chi aspira al benessere x se e i suoi figli deve aspettare che lo stato trovi la cura?"

Quello che sta andando in frantumi non è la singola famiglia ma il sistema, quindi il singolo ora non può fare nulla, ne per il sistema ne per se stesso e la sua famiglia; e come se ognuno tentasse di ristrutturare il suo appartamento, quando le fondamenta del palazzo stanno oramai cedendo.

Se tutti insieme avessimo lavorato ed investito sulle fondamenta, è non avessimo lasciato il nostro destino nelle mani di politici ed istituzioni finanziarie corrotte, forse ora ognuno singolarmente avrebbe avuto la possibilità di risolvere i suoi problemi.
Questo è il male degli Italiani, sono diventati egoisti, la vera ricchezza in Italia si è creata quando le persone avevano dei valori, si sentivano parte di una società, una volta si lasciavano le chiavi sulla porta ora hai porta blindata, grate ed allarme, ed hai anche paura.

Ora tu dici: "ma chi ci crede ancora,chi aspira al benessere x se e i suoi figli", allora rispondi a questa domanda: credere a cosa?, finora milioni di Italiani hanno creduto che la cosa migliore da fare era pensare a loro stessi ed alla loro famiglia, trasformando la famiglia da un nucleo portante della società, ad un nucleo egoistico disgregante, poi la stessa famiglia si sta oramai sfasciando distrutta dai singoli egoismi dei componenti.

Posso assicurarti che questo è stato voluto da quelle forze che comandano sui nostri politici, a cui fa comodo una comunità divisa perché questo rafforza il loro potere.
Quindi non aspettare che lo stato trovi la cura, i governi non sono mai stati al servizio dei cittadini, e mai lo saranno.

Cosa fare? questo è quello che ti posso consigliare:

1) Non indebitarti, e se lo devi fare per forza per lungo termine, solo a tasso fisso (attento molti mutui delle banche spesso sono rinegoziabili dopo qualche anno, e la banca potrebbe tramutarlo in tasso variabile). Se cresce l'inflazione e salgono i tassi milioni di famiglie non potranno pagare i mutui a tasso variabile e perderanno la casa.

2) Risparmia ed investi all'estero in paesi extra europei (Brasile, Russia, India, Cina). Io consiglio il Brasile, perchè lì sei come a casa tua, mentre negli altri posti sarai sempre straniero. Noi stiamo seguendo diverse iniziative di investimento in Brasile, ed anche la possibilità di costruire un villaggio Ecolcity di Italiani, in un posto vicino una riserva naturale.

3) Aggregati ad altre persone e cerca di ricostruire un tessuto sociale, perché solo cittadini coesi, possono opporsi alla crisi del sistema, che si può ridurre solo se si attuano questi e altri principi: Coesione, Autosufficienza, Efficienza, Ecologia, ecc..

Spero di averti risposto, in più ti consiglio di seguire questo sito e/o altri, dove si cerca di costruire quella coesione, necessaria allo sviluppo di piccole comunità autosufficienti e collegate tra loro.

Saluti

Roberto Franzè

La scoperta dell'acqua calda fino al 2013.
Masturbazioni cerebrali da la su detta data in poi

Intanto non darei per ovvie le ipotesi fatte fino al 2013, visto che si diceva che già dal 2010 ci sarebbe stata la ripresa.

Per dopo il 2013, io sarei contento di sbagliare previsioni, ma quel quadro viene da valutazioni di alcuni economisti, ed anche da studi di organismi internazionali tipo la NATO.
Certamente come scritto nell'articolo, le date possono cambiare, ma quello che si vuole evindenziare è un peggioramento costante della situazione economica dei paesi occidentali nei prossimi 10 anni.

http://www.ecolcity.it/cms/rapporto-nato-operazioni-urbane-anno-2020

Roberto Franzè

Il vero problema in un mercato saturo, tendente quindi ad autoridursi, (come dice in fondo giustamente l'autore della teorizzazione  qui sopra ben descritta) è quello di cercare nuove forme economiche; è necessario pertanto individuare e sollecitare nuove esigenze, (nuovi servizi, nuovi prodotti) considerando  che attualmente non c'è  più spazio per ampliare in modo non diseconomico il mercato esistente dei beni e dei servizi noti;  spazio a imprese innovative che necessitano di avviare,  nuovi profili lavorativi, nuovi processi economico-produttivi; il reddito ed il profitto che ne conseguono riavviano conseguentemente tutti i mercati, anche quelli ora avviati al collasso; quindi la soluzione stà innanzitutto nell'innovazione, alla base della quale vi è la  ricerca, in senso lato; ricerca di nuovi prodotti, nuove esigenze di servizi (forse molto più dei prodotti), nuovi mercati, nuovi processi produttivi; la crisi in fondo si supera con gli investimenti INNOVATIVI , cosa che in questo momento gli imprenditori, prima di tutti, fanno finta di non capire, ritenendo, scioccamente, molto più facile ricorrere a metodi  paliativi di brevissimo periodo, (considerato l'accelerazione del processo di crisi), quali sono la delocalizzazione, il ricorso ad ammortizzatori; se non ci sarà INNOVAZIONE l'azzeramento dei valori economici, appena avviato, sarà difficilmente frenato e non ci sarà nessuna auspicata,  ripresa economica: Non basta autoconvincersi che ci sarà la ripresa senza impegni concreti, innanzitutto da parte di chi ha i comandi in mano in questo momento, ovvero i governi, le imprese, il mondo finanziario.
Ciò che meraviglia è che i grandi teorici delle scienze economiche in questo momento hanno quasi paura di parlarne; in fondo da quando l'uomo ha iniziato a differenziarsi,  l'innovazione, sospinta dalla necessità di maggiore e sempre più diffuso benessere, ha sempre scandito sia i passaggi evolutivi che le "sopravvivenze"; dalla pietra al ferro, dalla capanna al mattone..... Aspettiamo fiduciosi il prossimo processo innovativo.

Grazie dell'intervento, ma a mio avviso non è facile che si crei un nuovo processo innovativo per diversi motivi:

- Chi fa impresa cerca il guadagno immediato e quindi la delocalizzazione o l'importazione di prodotti finiti.

- Un mio amico che viaggia in tutto il mondo, è stato nelle maggiori città cinesi, questo è il suo primo commento: "sono 10 anni avanti a noi". Se anche un imprenditore in Italia provasse la strada dell'innovazione, in breve tempo si troverebbe in concorrenza con i prodotti cinesi, vedi pannelli solari, eolico, automobili elettriche. Basta andare in siti come questo e vedrai che hanno già costruito l'innovazione in tutti i campi
http://www.made-in-china.com/

- Non può esserci innovazione senza investimenti da parte dello stato, che nel nostro caso è già uno dei più indebitati del mondo, e questo blocca i futuri investimenti.

Quindi l'unica soluzione possibile deve partire dal basso, si deve tornare all'autosufficienza di base che l'Italia aveva negli anni 70, all'efficienza massima che solo una vita a basso consumo può dare.

L'Italia deve specializzarsi in tutte quelle lavorazioni e tecnologie di cui ha le materie prime o le competenze;
Energia (sole e vento), Turismo (sole, mare, storia, simpatia), Agricoltura (terreni, tradizioni, ecologia), ecc..

In una sfida globale siamo dei nani, che devono essere competitivi solo dove possono esserlo veramente, le altre battaglie le abbiamo perse in partenza.

Saluti

Roberto Franzè

Anche io credo che l'innovazione non sia affatto facile, ma in questi casi se non si vogliono tentare  altre strade quali un intervento di politica fiscale, o finanziaria, peggio ancora monetarie, bisogna cercare nuovi fattori produttivi (ma come dici tu anche in vecchi ma sempre validi settori, turismo,  terreni e così via); su chi debba intervenire negli investimenti, anche io penso che lo Stato attualmente si trovi "ingessato", mentre per quanto riguarda la tua affermazione circa l'autossufficienza di base negli anni 70 debbo un pò contraddirti, in quanto, in realtà tra la fine del 1969 ed il 1973 le retribuzioni procapite lievitarono in termini reali del 36 per cento e vi fu un aumento della produttivita del lavoro del 23 per cento ma alla crescita salariale si affiancò una riduzione dell'orario di lavoro, ma intervennero due shock esterni quali la crisi del sistema monetario  internazionale e l'esplosione dei prezzi del petrolio, che avviarono una fase di inflazione che duro er due decenni, che certamente non ci rendeva sicuramente autosifficienti; ciò perchè i mercato americano nel 1971 decise di svalutare  il dollaro, con riflessi sulle nostre esportazioni, in un momento di accelerazione ciclica di domanda interna, e conseguente aumento dei prezzi alla produzione e al consumo  (aumento di oltre il 10%); nell'ottobre del 1973 vi fu il quadruplicamento del prezzo del petrolio (causa guerra arabo israeliana), e la nostra bilancia dei pagamenti rapidamente crollò; soluzione: l'Italia chiese un prestito di 1,2 miliardi di dollari al FMI ed alla Bundesbank per 2 miliardi di dolari garantendo con le nostre riserve auree; nel 1974 vi fu una ulteriore riduzione della produzione ed il pil si ridusse in termini reali di circa due punti percentuali; insomma si creo un circolo vizioso tra inflazione, aumento dei costi e svalutazione che nel 1975 portò al tracollo di profitti e reddivitività, successivamente vi fu incremento di evasione fiscale, aumentarono le prestazioni sociali ed i contributi alle imprese; nel 1976 la svalutazione cominciò a favorire le esportaizoni ed il saldo commerciale tornò in pareggio; se ne cominciò a uscire conle imprese che cominciarono a ristrutturare, razionalizzare, e con l'avvio dell'idea dello SME fondato sulle cosiddette parità centrali delle valute; non   è il caso di analizzare ulteriori fattori; ciò che è certo e che l'economia, le politiche, economiche, fiscali, monetarie ed i vari fattori che le influenzano  e le loro interazioni sono elementi dai quali non si può comunque prescindere in qualsiasi ambiente economico;   è necessario conoscere sempre gli elementi  che condizionano, positivamente o negativamente le economie per saper intervenire. Tuttavia, ed è ciò che ribadisco, vi è poi la necessità di intervenire.
Ma questa... è un'altra storia.
Saluti.



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