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Obiettivi del Progetto Ecolcity
Le grandi città attuali, sono state create in un periodo in cui le fonti energetiche si pensavano inesauribili ed erano a basso costo.
Le città moderne hanno alla base del loro funzionamento la necessità di grande quantità di energia per il funzionamento delle strutture, per il trasporto di alimenti e prodotti e per il movimento delle persone che le popolano.
Le città attuali si stanno rivelando invivibili a causa dell'inquinamento che producono e non sono adatte a funzionare in caso di una grave crisi energetica ed economica.
Il Progetto Ecolcity si propone di invertire il flusso che ha portato milioni di persone nelle città, e di promuovere lo spostamento di migliaia di persone in nuove comunità e mini città autosufficienti.
Il deflusso si attuerà in due precise fasi: Ecolcity F1 (fase 1) ed Ecolcity F2 (fase 2).
Ipotesi di Progetto:
Le Ecolcity F1 (fase 1) sono delle strutture nuove che devono nascere con criteri ben precisi. Adatte ad ospitare dai 50 ai 300 abitanti queste rappresentano la prima via di uscita dalle grandi città. Devono nascere in piccoli ecosistemi completi, il che significa: terra fertile, presenza di acqua non inquinata (anche sotterranea), presenza di alberi, vicinanza a grande città ed essere ben collegate con essa.
Le Ecolcity (comunità fase2), saranno invece delle mini città di massimo 100.000 abitanti, che verranno costruite ex novo sulla base delle esperienze accumulate dalle Ecolcity F1 (fase 1) più piccole.
Le Ecolcity F1 dovranno essere autosufficienti per una percentuale >50% sia per l'energia che per l'alimentazione. Le comunità F1 in caso di crisi energetica ed economica dovranno poter sopravvivere come società tipicamente agricole.
Le Ecolcity F2 saranno invece delle città autosufficienti per una percentuale >80% per tutti i bisogni primari tipici e per una percentuale >30% per i bisogni secondari di una società evoluta. Le mini città F2 in caso di crisi energetica ed economica dovranno poter sopravvivere come società evolute autosufficienti a regime ridotto.
Il progetto non avrebbe senso, se non fosse oramai evidente, come le città esistenti si stanno saturando sia come mobilità che inquinamento.
Nel caso poi ci fosse scarsità di risorse energetiche, con conseguente crisi economica, allora le attuali città diverranno una macchina inceppata, costringendo milioni di persone, ad una vita miserevole.
Il progetto non è nuovo, è stato adottato spesso in millenni, in periodi di forte crisi economica, ridare la terra ai popoli, o dopo rivoluzioni, o da parte di imperatori, statisti e dittatori, è stato il modo per far mangiare milioni di persone che nelle città non avrebbero trovato sostentamento.
In Cina è stato avviato un progetto per la costruzione di 400 città ecologiche in 30 anni, la prima città Dongtan avrà i suoi primi abitanti nel 2010.
Noi dobbiamo partire al più presto e fare la stessa cosa, magari in proporzioni ridotte,
questo a nostro avviso potrà anche innescare un nuovo processo economico, che ci aiuterà a ridurre l'impatto della recessione economica in arrivo.
Ma questo dobbiamo farlo noi cittadini, perché questi non sono certo i progetti in cui costruttori e speculatori vogliono investire.
L'alternativa che in questi anni ci hanno proposto i nostri politici, è la cementificazione delle periferie delle città con quartieri dormitori, costruiti con criteri energetici di 30 anni fà.
Milioni di persone si stanno condensando nelle periferie delle città aumentandone tutti i problemi di vivibilità, circolazione ed inquinamento.
Case sempre più piccole a costi sempre maggiori, hanno costretto milioni di famiglie e di giovani ad indebitarsi per cifre consistenti per 20-30-40 anni, nel caso vi fosse una ripresa dell'inflazione, con conseguente aumento del costo del denaro, milioni di persone perderebbero la loro casa.
Ecolcity F1 (fase 1) vuole essere un progetto delle persone, non dei burocrati, e sarà un progetto semplice alla portata di molti, che se fatto insieme costerà ancora meno.
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