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Monitorare la disoccupazione negli U.S.A. per capire la dinamica della crisi economica.
Monitorare l'andamento della disoccupazione, è sicuramente uno dei modi migliori di studiare l'evoluzione della crisi economica attuale.
Le dinamiche della disoccupazione in U.S.A., sono più dirette rispetto quelle in Europa per diversi motivi:
1) E' più facile assumere e licenziare.
2) Vi sono meno forme di tutela del lavoratore, tipo cassa integrazione e mobilità, che in Europa ritardano gli eventuali licenziamenti.
3) Il mercato lavorativo essendo molto più dinamico, ricalca più facilmente la situazione economica reale.
Quella che segue è una animazione che mostra il numero dei nuovi occupati (cerchi verdi) e dei nuovi disoccupati (cerchi rossi), nelle maggiori metropoli U.S.A. dal 2004 fino al 2010.
Come si può notare dal 2004 , vi è crescita del numero dei nuovi posti di lavoro creati (i cerchi rossi si riducono ed aumentano i cerchi verdi), mentre dal 2008 si assiste alla dinamica opposta.
I dati ufficiali dei primi mesi del 2009, segnalano una perdita di circa 600.000 posti di lavoro al mese.
Questi sono i dati ufficiali U.S.A., quindi quando qualcuno vi dice che la crisi sta passando, questo è il miglior modo di controllare; in effetti cosi come dopo la crisi 2001-2003 si nota l'aumento che è avvenuto nel 2004-2007, cosi si noterà la ripresa economica quando si vedranno di nuovo i cerchi verdi sul grafico.
E' possibile notare come nel 2005 - 2006 a New Orleans vi sia stato una grande perdita di posti di lavoro, in concomitanza dell'uragano che ha distrutto la città
Puntando il mouse su di un cerchio si possono leggere la località ed il numero dei posti di lavoro.
Premare il tasto freccia (>) per far partire l'animazione.
http://tipstrategies.com/interactive/net-job-gain-loss/view.swf
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Buongiorno,
ho letto l' articolo sulla disoccupazione negli Stati Uniti del 26 giugno c.a.; 600.000 posti di lavoro in un mese mi sembrano troppi. Con questo ritmo, anche tenendo conto di un certo possibile rallentamento, la perdita di posti di lavoro ammonterebbe intorno ai 7.000.000. Non so se il conteggio è corretto, però mi sembra una catastrofe.
In effetti l'ultimo dato di maggio è leggermente minore, ma la dinamica è sempre negativa, c'è anche da dire che da aprile si parlava di ripresa nella 2° meta del 2009 ed i mercati si sono mossi, ora si parla di fine 2010, inizio 2011.
Disoccupazione al 9,4% negli Usa
Dati di maggio i peggiori dal 1983
WASHINGTON - La disoccupazione negli Stati Uniti sale per la prima volta da 25 anni sopra il 9%. Il tasso a maggio schizza infatti al 9,4%, il livello più alto dal 1983. Ad aprile era all'8,9% e gli analisti si aspettavano che salisse al 9,2%. Tuttavia la perdita dei posti di lavoro sta rallentando. Infatti gli occupati Usa (calcolati su una diversa base statistica rispetto alla disoccupazione) a maggio calano di 345 mila unità, contro i 625 mila posti in meno di marzo e i 504 mila in meno di aprile (entrambi i dati sono stati rivisti in meglio rispetto alle precedenti rilevazioni). Gli analisti si aspettavano che a maggio si perdessero 520 mila posti.
Il calo di maggio è il più basso dal settembre dell'anno scorso, cioè da quando la crisi entrò nella sua fase più acuta dopo il collasso di Lehman Brothers. In dettaglio, i posti persi nell'edilizia sono stati 59 mila, contro i -108 mila di aprile, anche grazie agli aiuti governativi. Nel settore dei servizi alla produzione i posti persi sono stati 120 mila contro i -230 mila di aprile. Nel settore manifatturiero i posti di lavoro in meno sono stati 156 mila.
E tuttavia è da 17 mesi ininterrotti che le rilevazioni statunitensi registrano perdite di posti di lavoro, eguagliando il record stabilito nella recessione del 1981-1982. Il balzo fatto registrare dal tasso di disoccupazione, salito dello 0,5% al 9,4%, conferma le gravi difficoltà del mercato del lavoro, nonostante già molti economisti parlino di primi segni di ripresa. Secondo le previsioni degli analisti, il tasso di disoccupazione salirà al 10% nell'arco dei prossimi mesi, ma non manca chi, come Nouriel Roubini, ritiene che l'apice sia piuttosto da collocare attorno all'11%.
Includendo nel totale dei senza lavoro anche quanti hanno contratti part-time o occasionali, la percentuale degli americani senza lavoro è salita in maggio al 16,4%, dal 15,8% di aprile. Ha continuato ad assumere solo il settore sanitario, che ha aggiunto 44mila addetti. Da segnalare infine che gli stipendi orari sono aumentati nel mese di 2 centesimi a 18,54 dollari, pari a un rialzo del 3,1% su base annuale.
Repubblica.it (5 giugno 2009)
Roberto Franzè
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